Itinerario Lazio - Tevere a Poggio Mirteto Lazio

Itinerari Lazio – Tevere a Poggio Mirteto


PESCA IN TEVERE A POGGIO MIRTETO

Itinerario interessante per feeder e non solo, dove sono stato di recente in compagnia dell’amico Sante Ferrazzoli. Siamo non lontani da Ponzano Romano ed infatti il fiume ha caratteristiche molto simili, con accentuata profondita’ sin da subito, corrente di media intensità e suscettibile di variare in base all’attività delle dighe situate sia a monte che e valle e con le sponde discretamente accessibili. Importante ricordare che il tratto in questione è in sponda destra, a monte del ponte di Montorso (il ponte sulla SP15A, punto di riferimento per questo itinerario), sotto Torrita e di fronte a noi c’e’ la stazione di Poggio Mirteto Scalo. Ciò rende possibile anche recarsi magari a vedere la riserva usufruendo del Treno Regionale FR1 che collega Fiumicino ad Orte. La zona a valle del ponte invece e’ riserva naturale Tevere Farfa (dove la pesca è sì concessa ma regolamentata, in quanto occorre il tesserino giornaliero, oltre alla licenza governativa) e la sponda orografica sinistra ricade invece nella provincia di Rieti almeno dal ponte in su ma meglio informarsi e non rischiare (fino a qualche tempo fa occorreva il tesserino provinciale per Rieti, quindi meglio informarsi).




INDICAZIONI

Venendo da Poggio M. si supera il ponte e si imbocca la stradina a sx che scende lungo il greto del fiume; scendendo da Torrita la stradina la troverete a dx e prima del ponte. Dopo una cinquantina di metri la strada si biforca, un ramo gira a sinistra e passa sotto il ponte mentre l’altro gira a destra e porta alla riserva Tevere Farfa. Il ramo giusto per pescare è quello a sinistra, quello dove abbiamo realizzato questo servizio. Anche nel caso dovessimo sbagliarci, come si vede nelle foto, dei cartelli comunque ci avvertono che stiamo entrando in una riserva, dove ricordo, volendo si può’ pescare solamente in taluni giorni, solo in certi posti e previo acquisto nei bar della zona del permesso giornaliero.

IL POSTO

Ma veniamo al posto in questione: passati sotto al ponte inizia la zona buona. Per pescare occorre solo la licenza B, ma essendo annoverato tra i tratti dove si possono svolgere manifestazioni di pesca (norme e disposizioni della provincia di Roma), per quanto riguarda la Domenica sempre meglio informarsi prima onde evitare brutte sorprese. I primi posti sono ovviamente i più battuti, molto comodi ma completamente privi di vegetazione riparia, fattore che obbliga l’utilizzo dell’ombrellone nel periodo estivo. Mano a mano che ci allontaniamo dal ponte inizia la vegetazione lungo la sponda e percorso un breve tratto molto intricato iniziano ad intervallarsi zone troppo infrascate a postazioni aperte nella vegetazione, dove si riesce a pescare al massimo in uno-due persone. Quella che costeggia il fiume è una ippovia, non sarà infrequente infatti assistere al passaggio dei cavalli alle nostre spalle mentre siamo intenti a pescare. In questo posto spesso nei pomeriggi estivi si ha una molto gradita ombra. Le bremes ed i carassi sono le specie ittiche più presenti, insieme ai gardon ed a qualche carpa di tutte le taglie. Non è raro inoltre poter incontrare anche qualche lucioperca, specie che abbiamo visto catturare pescando sia a fondo con il verme, sia con l’esca viva. Addirittura sembra siano presenti le acerine e qualche siluro di piccola dimensione. La corrente risulta abbastanza sostenuta e la profondità è davvero notevole al punto che ad una ventina di metri di distanza un pasturatore da cinquanta grammi impiega oltre dieci secondi per raggiungere il fondale. Queste condizioni obbligano l’utilizzo di pasturatori abbastanza chiusi per le breme, meglio se open end e nel dubbio sempre meglio utilizzare qualche grammo grammo in più del normale, in modo che il “carico” arrivi giù sul fondo integro senza perdersi nella discesa. Ovviamente è consigliabile una pastura abbastanza legante, in cui aggiungere del materiale organico come cagnotti morti, mais, canapa e vermi tagliati, che possono aumentare la taglia delle catture. Si può ovviamente pescare bene anche a method nei momenti in cui il fiume non spinge troppo ed a patto di scegliere dei flat method pesanti, essendo ancor più necessario arrivare bene sul fondo con questa presentazione.

Francesco: opto per pescare a open-end classico, mettendo una palla di incollato all’interno di due tappi di pastura dal colore tendente al nocciola scuro. Come innesco opterò per dei bigattini alternandoli con del mais. Il terminale l’ho preparato con del filo Middy Lo-viz Fluorocristal e degli ami KM-3 EYED, per innesco del mais su hair- rig. Il che mi farà catturare diverse breme veramente over size. Oltre a diversi carassi di buona taglia.

Sante: per questa sessione, dopo un inizio ad open-end con piccole placchette come risultato ho optato per la pesca con il flath method, cercando di selezionare leggermente la taglia. Come pastura ho usato una base rossa a cui ho aggiunto una classica pastura scura scarica di ingredienti per scurire il tutto, innescando pellet alla cozza alternate a mais. Questo mi ha portato alla cattura di alcuni bei carassi di taglia.

Vista la notevole profondità nel recupero non è infrequente slamare dei pesci. In particolare le breme che nel loro dimenarsi spesso riescono nell’intento di slamarsi; il recupero in verticale poi peggiora questo aspetto. Per quanto possibile meglio un recupero con la canna più bassa. Oltre al fatto che ci troviamo molto vicini ad una riserva, ricordiamoci di rilasciare sempre immediatamente le catture (al limite dopo foto) o cmq svuotiamo la nassa a fine giornata. Quanto detto dei regolamenti è la situazione attuale che potrebbe comunque esser suscettibile di cambiamenti e quindi consiglio sempre di informasi prima, leggere cartelli etc etc. Per chi volesse invece provare nella riserva il bar della stazione di Poggio M. dovrebbe avere i tesserini, credo però, come detto, che non tutti i giorni sia possibile praticare la pesca quindi informatevi delle piazzole dove si può’ pescare. Anche in inverno, se il Tevere rimane pescabile, si riesce a fare qualche bella cattura come gardon e qualche cavedano, oltre alle immancabili breme che si possono attirare scurendo opportunamente la pastura se l’acqua è chiara e curando molto la presentazione dell’esca. Prestare attenzione allo stato della stradina che costeggia il fiume dopo le piene; eventualmente evitare di addentrarsi troppo se lo stato della strada non lo consente.

COSA VEDERE ED INFO UTILI

Sono presenti delle zone attrezzate per andare con tutta la famiglia ed è presente un agriturismo a conduzione familiare dove si mangia discretamente e si spende il giusto! L’area è di grande interesse naturalistico e presenta una passeggiata didattica fino alla “vecchia fornace” per i mattoni, lungo la quale si possono trovare dei casotti per il bird watching e palafitte che costeggiano il fiume. In zona non mancano poi le fattorie didattiche per i bimbi oltre ai vari agriturismi; da vedere non lontano vi è l’antica abbazia Benedettina di S. Maria di Farfa (15 km dall’itinerario).

Purtroppo il ponte non divide solo la riserva dal tratto libero ma anche la zona controllata da quella dove spesso vige l’incuria di chi la frequenta; qui in netto contrasto con quanto avviene poco a valle non è improbabile incontrare anche qualche rifiuto abbandonato da chi ci ha preceduto e resti di falò notturni con tanto di birre etc etc. Per quanto ci riguarda cerchiamo sempre di lasciare il posto pulito come ci piacerebbe trovarlo al nostro arrivo. Un’ultima raccomandazione: in estate mettiamo in borsa un repellente per le zanzare, potrebbe tornarci utile.

PS : la foto in bianco e nero è stata da me scattata all’interno della riserva, veramente ad un tiro di schioppo dall’itinerario proposto, a piena testimonianza del valore anche paesaggistico di quanto suggerito in questo itinerario.

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Per Fishingmania – Francesco Benedetti e Sante Ferrazzoli