A livello storico, il Fiume Metauro è conosciuto per due importanti avvenimenti: la Battaglia tra Romani e Cartaginesi nella Seconda Guerra Punica e la Linea Gotica durante la Seconda Guerra Mondiale. Eventi storici importanti, ma non quanto possa interessare ad un pescatore: il Metauro è popolato da magnifici cavedani, carpe combattive ed anche esemplari di barbi nostrani.
🦪 La Perla delle Marche
Non si può dire che le Marche abbiano fiumi di una certa rilevanza. D’altronde l’Appennino, tolti i casi dell’Arno, del Reno, del Tevere e del Volturno, “regala” al territorio piccoli corsi d’acqua che spesso nel periodo estivo vanno in sofferenza e durante le piogge possono essere catastrofici. Nelle Marche probabilmente il Metauro è il corso d’acqua più importante. Scorre in una meravigliosa vallata, che in determinati periodi dell’anno regala colori da cartolina. E lo stesso fiume presenta una colorazione dell’acqua davvero molto particolare, spesso dettata dalle dighe che regolano il flusso d’acqua.
🧭 Morfologia del Fiume Metauro
Nel suo medio tratto più conosciuto, quello in prossimità dell’abitato di Fossombrone, il fiume presenta una morfologia mista, con zone ampie e profonde alternate a tratti con fondale più irregolare e presenza di sassi, ciottoli e ghiaia.
Larghezza media: attorno ai 20 metri
Profondità: Mediamente attorno al metro e mezzo circa, con punte di poco superiori ai due metri nei tratti più profondi e buche anche fino a tre metri.
Sponde accessibili: soprattutto il lato sinistro, con argini praticabili e tratti pianeggianti. Il lato destro è spesso inagibile in quanto attaccato alla roccia della montagna.
Fondale: prevalentemente composto da ghiaia, con fango nelle zone piane e lente.
⚠️ Livelli del Fiume
Come detto, si tratta di un fiume appenninico che risente molto delle condizioni meteo. Nonostante ciò, anche nei periodi di meteo stabile, è fondamentale fare sempre molta attenzione ad eventuali dislivelli dettati da aperture di dighe che possono trovarsi a monte. Il dislivello normalmente non supera il mezzo metro, ma può essere sufficiente per creare delle problematiche di passaggio al pescatore. Non solo può essere un problema se non si hanno degli waders, ma anche per l’aumento di portata d’acqua che impedirebbe il corretto attraversamento del fiume per tornare sulla sponda di arrivo.
🎣 Affrontare il Metauro in Bolognese
Canna fissa e bolognese. Sono queste le tecniche consigliate per questo magnifico itinerario. Con la canna fissa è possibile impostare una pescata su pesci di taglia medio piccola, come cavedani e barbi fino a mezzo chilo, oltre che gobioni, vaironi ed alborelle. Se il target di cattura inizia ad alzarsi, la canna fissa è molto limitante. Non solo in caso di cavedani, che possono raggiungere i due chili, ma anche per barbi oltre il chilo e sopratutto le tante e grosse carpe che popolano il fiume.
Cosa Serve
Una canna da 7 metri è la scelta migliore possibile. Una otto metri potrebbe risultare troppo lunga in determinati punti, rendendo difficoltosi i movimenti. Azione strong o medium? Medium sarebbe preferibile per l’alta presenza di cavedani, ma attenzione alle carpe. In quel caso, meglio cambiare assetto con una canna ad azione più strong.
La scelta delle grammature dipende dalle condizioni del fiume. In condizioni normali non servono grammature importanti. Potrebbero essere sufficienti galleggianti da 0.50 grammi, fino ad un grammo. In caso di corrente più sostenuta, si può arrivare a 2 – 3 grammi. Tutto naturalmente dipende da cosa si vuole cercare.
Per quanto riguarda la pasturazione, il bigattino è la soluzione migliore. In aggiunta del mais per mettere in attività le carpe.
Un motivo in più
Magari a qualcuno è sfuggito, ma la vallata del Metauro è famosa per il tartufo del Furlo, quindi finita la pescata perchè non assaporare anche le ricette locali?