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Kayak – Yakinvasion 2015

YAKINVASIONE 2015 – IN KAYAK ALL’OMBRA DEI TRABOCCHI

Come di consueto a Rocca San Giovanni, presso il Camping La Foce, si e’ svolto anche quest’anno il raduno del MAK ovvero il Medio Adriatico Kayak Fishing che e’ ormai arrivato alla sua quarta edizione. I ragazzi del MAK, con la loro semplicita’ e la loro simpatia, hanno donato ancora una volta un tocco magico all’evento, che di anno in anno conta sempre piu’ partecipanti. La formula e’ semplice ma efficace: simpatia, amicizia, passione. I partecipanti sono arrivati un po da tutta Italia ed i Kayak presenti hanno superato le venti unità, che per un raduno “giovane” come questo e’ un risultato davvero degno di nota. I tre giorni sono volati tra abbondanti libagioni ed ottimi vini, ma soprattutto i ritmi sono stati scanditi da fragorose risate e dal piacere di aver conosciuto bravissime persone che tra di loro si frequentavano da molti anni solo virtualmente. Un ringraziamento speciale va a Sonia che ci ha coccolato con i suoi pasti squisiti e naturalmente a tutti i ragazzi del MAK, che si sono dati da fare per la buona riuscita dell’evento. Il mare non si è presentato al top per via di un vento sostenuto che ha creato un’onda lunga un po fastidiosa, ma comunque sono state prese a traina diverse occhiate che attaccavano con veemenza i nostri artificiali, alcune spigole, qualche sugarello ed un malcapitato gabbiano che si è fatto ingannare dall’esca di Stefano durante una sessione a traina. L’evento e’ stato anche vetrina di presentazione di alcuni kayak, gli Stealth portati da Stefano Quercia e il Diana Dishing 400 che l’amico Andrea Mori ha messo a disposizione per chi lo voleva provare. Essendo patriottico desidero ringraziare Stefano Diana che finalmente ha messo a disposizione di noi appassionati un kayak tutto made in Italy che mancava sul palcoscenico Italico, giusto spendere due parole su questa imbarcazione: il Diana fishing 400 e’ un kayak da 13 piedi, leggerissimo, dal peso di solo 20/22 kg a seconda del materiale scelto dal cliente ovvero kevlar o vetroresina. Le misure esatte sono 4 metri per 70 centimetri di larghezza che rendono il kayak molto manovriero e veloce nella classe 13 piedi. Personalmente ho trovato subito un buon feeling appena l’ho provato, specialmente per la stabilità primaria e secondaria oltre al buon scivolamento in acqua di mare.

Ma parliamo un po’ dell’Abruzzo, che oltre ad essere famoso per i suoi bellissimi parchi naturali è anche una regione di mare, con chilometri di litorale ricchi di straordinari paesaggi. Vicino Chieti questo litorale diventa bellissimo, con calette, promontori, scogliere alte e frastagliate, che lo rendono simile alle coste del Portogallo o della Scozia. Questo tratto, che si estende da Ortona a San Salvo, è conosciuto come “Costa dei Trabocchi” e  prende il nome, appunto, dal trabocco, antica e tipica costruzione marinara, che è diventata il simbolo di quella parte di costa. Accompagnati da Enzo, noto a noi yakers col nome di Lampugo, abbiamo avuto il privilegio di poter visitare uno dei trabocchi piu’ antichi della costa, il trabocco “sasso della cajana” della famiglia Veri’ riportato al suo antico splendore da Marino Veri’ che con passione e determinazione fa si che questo “monumento” alla pesca non vada perduto. Il nome “sasso della cajana “ deriva dal fatto che su uno scoglio poco distante amino riposarsi numerosi gabbiani che col loro verso ricordano il latrare dei cani che in abruzzese si chiama appunto “Cajana”. (cagnara). Il trabocco e’ una costruzione su palafitta le cui zampe erano formate da tronchi di acacia ma che poi furono sostituiti dalle traverse in acciaio della ferrovia ,molto piu’ resistenti e meno onerose da un punto di vista manutentivo. Il trabocco e’ collegato alla terraferma tramite una lunga passerella formata da assi in legno che collega il trabocco distante piu’ di 80 mt dalla terraferma. Per pescare si cala una grossa bilancia di rete che e’ collegata al trabocco tramite lunghi pali in legno di acacia che ricordano un po le chele di un gigantesco granchio. In antichita’ il pescato veniva scambiato con altri generi di prima necessita’ oppure venduto a riva sulle bancarelle, oggi invece per poter sopravvivere il trabocco e’ diventato un ottimo e suggestivo ristorante dove poter gustare dell’ottimo pesce appena pescato. Non mi resta quindi che invitarvi al prossimo Yakinvasion, non perdetevelo.

Per Fishingmania Fausto Pacini

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