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La Darsena di Milano torna protagonista con il Milo Day

UN SUGGESTIVO MILO DAY NELLA DARSENA DI MILANO

Affascinante. Suggestiva. Carica di storia. Magica. In sintesi questi sono gli aggettivi che si possono utilizzare per una manifestazione più unica che rara, non per i partecipanti, ma per la location scelta: la Darsena di Milano. Un campo gara d’eccezione, teatro di una manifestazione di pesca al colpo dopo oltre trent’anni, quando nel 1982 ospitò la prima e fino ad oggi unico gara svoltasi in centro a Milano. Uno scenario davvero suggestivo per la pesca al colpo, uno spot eccezionale per la pesca che si è svolto sulle sponde della nuova Darsena, tornata ai fasti di un tempo dopo essere stata per diversi lustri solamente un piccolissimo specchio d’acqua, circondata dai lavori in corso. Un Milo Day a soli tre chilometri dal Duomo di Milano che si è potuto svolgere solamente grazie all’impegno del Gruppo Sportivo della Polizia Municipale di Milano ed in particolare del suo presidente il Dottor Antonio Barbato che, con l’aiuto di alcuni colleghi come Giancarlo Manzelli e Guido Ghisalberti, ha fatto in modo che si avessero tutti i permessi del caso per poter prendere “in affitto” cento metri di sponda e portare venti pescatori per una manifestazione agonistica di pesca al colpo. Impossibile per Milo rifiutare la proposta portatagli da Maurizio Teodoro, grande amico dei “Ghisa” milanesi. Una possibilità troppo suggestiva per farsela scappare, in una vetrina unica in tutta Italia, nel centro della propria città, a pochi minuti di distanza dalla sede della propria azienda. Una manifestazione che di agonistico ha avuto poco, ma già si sapeva. E’ stato molto più importante il valore simbolico dell’evento, sotto gli occhi di molti passanti stupiti che mai avevano visto tanta tecnologia per praticare la pesca nelle acque di Milano.

Il tutto ha avuto inizio attorno alle ore 7,30 quando si è svolto il sorteggio dei venti picchetti divisi nei due settori, situati sulla nuova sponda in cemento davanti tra l’entrata del Naviglio Grande e l’uscita del Naviglio Pavese. In questo tratto la corrente è sempre presente e tende ad aumentare, come la profondità, pian piano che si procede verso sinistra, dove prende vita il “Pavese”. A causa del ristretto campo gara non è stato possibile dare oltre cinque metri di spazio ai partecipanti, ma vista l’occasione nessuno ha posto obbiezione. Con l’obbligo di pescare con la roubaisienne ed utilizzando i cinquecento grammi di cagnotti consentiti dal regolamento lombardo, il Milo Day Madonnina 2015 ha preso il via alle ore nove, con il sole che timidamente tentava di far capolino tra le nuvole e gli alti palazzoni presenti tutti attorno all’area. L’avvio é’ stato molto incoraggiante, con tutti i partecipanti che hanno visto mangiate a ripetizione nei primi minuti di gara. C’è stato anche chi ha avuto la fortuna di scappottare alla prima caduta della propria esca in acqua. Purtroppo dopo la prima mezz’ora di attività, come prevedibile il pesce è praticamente scomparso nel tratto centrale del campo gara a causa della bassa profondità e per i continui movimenti delle lunghe roubaisienne impegnate a spingere leggerissime lenze il più lontano possibile. A divertirsi, in pesca, sono stati in pochi ed in particolare gli ultimi quattro di campo gara che hanno avuto una maggiore continuità di mangiate e catture grazie ad una diversa velocità della corrente e soprattutto grazie alla presenza di maggiore profondità ed una maggiore presenza di vegetazione subacquea che ha permesso lo stazionamento costante del pesce. Bisogna anche aggiungere che nella parte sinistra della Darsena, davanti al nuovo Mercato Metropolitano, il pesce è risultato meno disturbato rispetto al resto del bacino ed è sempre presente in quantità per tutto l’anno. Al di là dei cappotti registrati e dei pochi pesci catturati, è stata una vera e propria festa per i venti presenti ed i diversi pescatori che si sono presentati in Darsena per vedere una gara del proprio amato sport. Per dover di cronaca l’assoluto di giornata è risultato Guglielmo Zanenga che ha sfruttato al massimo l’ultimo picchetto di gara, registrando oltre cinque chilogrammi di pescato tra gardon, scardole, codarossa, quattro carpotte, qualche cavedanello ed uno stupendo esemplare di barbo comune nostrano. Secondo assoluto invece Marco Frigerio, che ha vinto il proprio settore da primo di campo gara e girando la pescata nel sottosponda in un’insolita pescata “stile marginal” su piccoli esemplari di codarossa, scardole, gardon, carpette e persici reali per un totale di poco inferiore al chilogrammo di peso. I secondi posti sono andati a Maurizio Teodoro nel settore A e Noris Calzi nel settore B, mentre i terzi sono andati ad appannaggio di Jacopo Capozza (settore A) ed Enrico D’Antona (Settore B). Naturalmente a fine gara tutto il pescato, dopo una rapida pesatura, il pesce è stato rimesso in acqua senza subire nessun danno fisico. Come già detto tutto ciò è stato possibile grazie solamente all’impegno del Gruppo Sportivo sezione pesca della Polizia Municipale di Milano e la speranza è che la prossima gara in Darsena non abbia luogo tra altri trent’anni, ma si possa ripetere a breve.

Vista l’occasione durante la simbolica premiazione, c’è stato uno scambio di targhe tra lo stesso Milo ed i Vigili milanesi, come ringraziamento reciproco per la presenza e l’organizzazione.

Di seguito riportiamo anche l’intervista fatta a Milo durante la manifestazione.

Milo, una grande iniziativa, una gara davvero affascinante.

Se dovessimo parlare della gara di per sé, non ha dato una grande resa. Il contesto è davvero particolare, originale ed unico perché avere la possibilità di pescare nel centro della nostra città è qualcosa di emozionante ed unico. Una sensazione pari a quella di pescare nel centro città di Roma sul Tevere, mentre Firenze purtroppo non è più quello che poteva essere un tempo.

Questa è la seconda gara che si svolge in Darsena a Milano, mentre la prima fu negli anni 80 e se non sbaglio tu eri presente in quell’occasione, esatto?

Si esattamente, una trentina di anni fa. Era un’altra Darsena, completamente naturale e non rimodellata e pulita come quest’anno. Al tempo veniva addirittura utilizzata come porto fluviale, mentre oggi è soltanto qualcosa che permetta di far vedere ai milanesi che c’è un po’ di natura ed acqua in piena città. Un acqua molto bella ed ossigenata, senza l’inquinamento che molti credono in quanto deve dare acqua ai campi. Oltre a tutto ciò è anche un bello spot per il nostro sport ed una visione un po’ originale della pesca per i tanti che hanno visto queste canne così lunghe ed attrezzature così diverse da quello che la gente comune possa pensare per andare a pescare.

Com’è hai affrontato la pescata di oggi?

Quando ho visto il posto e la velocità dell’acqua ho pensato che per prendere qualche pesce l’unica alternativa fosse quella di pescare con il filo molto lungo ed utilizzando un galleggiante da oltre un grammo, cercando di andare lontano dalla riva. Alla fine i pesci si sono rivelati molto sospettosi in questa parte centrale della Darsena e l’unico pesce l’ho allamato proprio alla prima passata. Al di là di quello non si è più ripresentata la possibilità di catturarne altri. Ma va bene così visto il posto e l’occasione.

Doveroso fare dei ringraziamenti anche da parte tua.

Assolutamente si. Tutto ciò non sarebbe mai stato possibile se non fosse stato per l’impegno profuso dal Gruppo Sportivo sezione pesca della Polizia Municipale di Milano, al Dottor Barbato che si sono impegnati nella difficile organizzazione, anche per prendere il campo gara. E’ stato davvero complesso riuscire ad avere tutti i permessi per poter essere qua presenti. Se si potrà ripetere anche il prossimo anno, magari in condizioni di temperatura più calda, sarebbe fantastico. Ad ogni modo il contesto di Milano oggi è molto coinvolgente ed accattivante.

TUTTE LE FOTO DELLA PESCATA IN DARSENA A MILANO – CLICCA QUI

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