La pesca in mare secondo Ellevi PESCA MARE

La pesca in mare secondo Ellevi


 LA PESCA IN MARE

Le esche migliori per il mare sono: lo scampo fresco, per la boga, il sarago, i latterini, e la sardina fresca per il cefalo. L’ottimale sarebbe di poter avere queste esche appena scaricate in porto dai pescherecci e usate fresche, ma è quasi impossibile.Molti garisti si recano alla mattina presto in porto, acquistano una cassa di scampi e poi li congelano; le proprietà attrattive, come esca, rimangono inalterate e in più si ha l’opportunità di andare a pescare con il quantitativo di scampi voluto e non tutta la cassetta. Nelle competizioni in mare, utilizziamo una grandissima varietà di esche, le due appena citate sono ai primi due posti, poi seguono i vermi di mare e il pane. Ultimamente qualcuno sta sperimentando con successo le placente di uova di sardina o di trota, esche un po’ difficili da reperire, ma chi ce l’ha, le tiene ben strette; ottimo per le menole è il bianchetto, quando è disponibile. Il pane rimane un’esca facile da usare e da reperire, meglio quello fresco da innescare a fiocco oppure quello francese da pesca che si può arrotolare sul gambo dell’amo. Il pane rientra nella categoria delle esche bianche e tutte le esche bianche sono rivolte ai pesci bianchi. Per chi non riuscisse a trovare nemmeno il pane, in alternativa può provare le esche pronte Ellevi, paste già pronte per l’innesco in una decina di gusti; si spazia dal gamberetto per arrivare al riccio di mare, oppure quelle classiche in farina da bagnare sul posto, al sapore di formaggio, di pesce, di gamberetto, di aglio. Abbiamo poi gli aromi, liquidi o in polvere, per pasture oppure quelli liquidi o in gel per aromatizzare le esche, non solo quelle naturali, ma anche quelle artificiali, come i cucchiaini o i sabiki. Insomma tra pasture, ingredienti e aromi, penso di avere un assortimento degno di un’azienda multinazionale della pesca sportiva e i contatti che arrivano da tutto il bacino del Mediterraneo e non solo da quello ne sono una riprova. Siamo attualmente il marchio numero uno nell’isola di Cipro mentre in Francia e in Spagna, la Ellevi è distribuita da un grosso marchio europeo dell’articolo sportivo. In Grecia, in Portogallo, a Malta, in Turchia, in Romania, in Slovenia e in Croazia abbiamo importanti distributori locali che da dieci anni continuano a darci fiducia. Ma la Ellevi non è solo pasture, un altro settore molto attivo è quello dei monofili, tutti di produzione giapponese e di tutti di ottima qualità. Si parte con l’X Micron, un filo specifico da finali, precisissimo nelle misure, con un diametro base dello 005 mm voluto appositamente da molti garisti di mare perché non è raro scappottarsi con i latterini o le castagnole di piccole dimensioni. Inoltre la resistenza di questo nylon è così forte che consiglio di scendere pure di uno o due decimi di millimetro sotto lo standard, con il risultato di vedere qualche abboccata di più. Un altro filo specifico da finali è il Fluor Carbon al 100% disponibile, oltre che nei diametri più sottili, anche nelle matassine da 25 metri per finali da traina nei diametri fino al 1,2 mm. Il fluor carbon, come ben sapete, ha un indice di rifrazione molto vicino a quello dell’acqua; lo consiglio in acque molto limpide oppure appena velate, mentre lo sconsiglio nella pesca notturna perché sono i raggi solari a renderlo invisibile. Per il mulinello ho una gran scelta di nylon viola, gialli e neutri, in differenti confezioni di metraggio, il dyneema per la traina o il bolentino ad allungamento zero, e tutte le altre tecniche di pesca in mare e di acqua dolce. Una tecnica in forte espansione che consiglio a tutti, in particolar modo ai pescatori di acqua dolce che  vengono al mare: è la bombarda. Rubando alcuni segreti della pesca della trota in laghetto, in mare si sono ottenuti insperati risultati pescando proprio con le stesse bombarde galleggianti o semi affondanti. Nel catalogo Ellevi ve ne sono di tutte le tipologie, da quelle bianche per la pesca a galla dell’aguglia o dell’occhiata a quelle zavorrate per far sfiorare l’esca sul fondale a velocità ridottissima. Oltre alle bombarde classiche bianche o trasparenti dalla forma ad oliva, estremamente sensibili sull’abboccata, ci sono quelle a cilindro con pasturatore forato nel quale poter inserire i bigattini o la pastura. Con queste bombarde/pasturatore, nelle variante bianca da superficie, grigia da mezzofondo e cristal da fondo, si ha la possibilità di creare un corridoio pasturato nel quale radunare il pesce. Nella pesca a galla con la bombarda bianca si riesce a fermare l’azione di recupero in modo da dare l’opportunità all’aguglia o all’occhiata di afferrare l’esca dopo averla rincorsa e magari sputata più volte. La lunghezza del terminale nella pesca a bombarda varia dalle condizioni del mare; con molta mangianza il terminale, fra lo 016 e lo 020, si attesta sul metro e mezzo per arrivare ai tre metri, possibilmente di fluorocarbon, quando il pesce è difficile. Abbiamo inoltre ideato un particolare pasturatore anti incaglio composto da un cilindro trasparente forato, nel quale inserire bigattini, polpa di sardina o pastura, da un’asta che funge da collegamento alla madre lenza e da una zavorra in ottone inserita in un corpo galleggiante. Il bello di questo pasturatore anti incaglio è quello di rimbalzare sugli ostacoli del fondo senza rimanervi incastrato; inoltre il suo movimento a saliscendi imprime all’esca un movimento molto invitante per il pesce, soprattutto sulle scogliere dei porti. Il bello di questo pasturatore è quello di rimanere sempre in posizione verticale, lasciando fuoriuscire il suo contenuto sia per il suo ondeggiamento che per l’azione della corrente. Grammature da 21, 42 e 65 con schema di lenza sia a bracciolo unico in corrispondenza del pasturatore oppure doppio con un secondo bracciolo posto al di sopra di due o tre metri.  Prima di terminare questa chiacchierata, vorrei dare, per chi deve venire a pescare in mare per la prima volta, alcuni facili consigli. I momenti migliori nei quali il pesce è in maggior attività sono quelli appena prima  appena dopo una burrasca. L’arrivo del brutto tempo costringe il pesce a rimanere fermo in tana, facendolo digiunare, ecco perché sono molto frenetici prima dell’arrivo del mare mosso; stesso discorso con il mare in scaduta quando nell’acqua si può trovare molto cibo depositato dal mare in burrasca. In questi casi vi consiglio di usare un filo un po’ più grosso del normale perché il pesce è meno sospettoso e mangia con più voracità, rispetto ad un periodo di prolungata calma nel quale l’acqua è molto limpida e il pesce è meno affamato. Spero di aver dato qualche utile suggerimento e vi aspetto in Liguria per tante bellissime giornate di pesca.