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Lago di Corbara – Una piacevole scoperta!

ITINERARI UMBRIA – QUANTO PESCE AL LAGO DI CORBARA

Che il centro Italia offrisse dei posti stupendi per pescare era risaputo, tra l’altro lo stesso Tevere ad Umbertide è uno dei posti più belli d’Italia quando non si hanno problemi di piene da parte del fiume. Ma che esistesse un posto come il Lago di Corbara, letteralmente tappezzato di pesce, solo i locali e pochi altri ne erano a conoscenza. In realtà questo bacino era famoso almeno una ventina di anni fa quando su un noto giornale di pesca ormai scomparso venivano continuamente pubblicate foto di luciperca da record. Difatti il Lago di Corbara era famosissimo per l’altissima presenza di perca al punto che il pesce foraggio era diventato quasi assente. Adesso sono ancora presenti dei predatori come persici e bass, oltre ai perca, ma in quantità decisamente inferiore rispetto al passato. Ora come ora le specie ittiche dominanti sono breme e gardon, oltre a diverse carpe sia di piccola dimensione, che di grossa dimensione al punto che è ancora uno degli spot più battuti dai carpisti di tutta Italia. Diverso il discorso per l’agonismo, che da sempre ha visto lo svolgimento solamente di gare provinciali e regionali di Lazio ed Umbria. Per il resto è sempre stato un posto (o se vogliamo chiamiamolo anche paradiso) sconosciuto alle grandi manifestazioni. Giusto per scrivere due cenni storici, il Lago di Corbara nasce in seguito alla realizzazione di una diga sul Tevere ed ha le comuni conformazioni dei laghi appenninici formate dalle dighe: allungato e con la riva in molti punti scoscesa sull’acqua. Di primo impatto il colpo d’occhio è davvero molto suggestivo essendo completamente circondato dalle alture umbre. Praticare la pesca su questo bacino è abbastanza semplice in quanto sono davvero molti i punti dove poter scendere tenendo la macchina alle proprie spalle. A causa della conformazione del lago, i vari tratti sono però staccati tra di loro, con due zone da circa una quarantina di persone ciascuna su sponda destra ed altrettanti due o tre zone su sponda sinistra. La riva tende a degradare molto lentamente al punto che non ci sono problemi per il passaggio delle macchine fin quasi all’acqua ed il fondale continua a scendere lentamente per diversi metri. In alcune zone bisogna addirittura lanciare oltre i sessanta metri per trovare un po’ di profondità. Questo in particolare sulla sponda sinistra del lago, mentre nella sponda opposta già a venticinque metri in quasi tutti i posti si possono già trovare dai tre ai quattro metri di profondità abbastanza uniforme anche procedendo verso il centro lago. La quantità di pesce presente in questo posto è a dir poco strabiliante. Siamo abituati a pensare all’Arno pisano come corso d’acqua in cui c’è più acqua che pesce anche durante le manifestazioni, ma scoprendo Corbara abbiamo trovato un altro posto davvero pescoso. Gardon da pochi grammi fino a mezzo chilogrammo di peso, breme da pochi grammi ad oltre un chilogrammo e mezzo di peso sono le specie letteralmente dominanti. Durante la nostra pescata in occasione dell’italiano individuale feeder abbiamo anche catturato alcune piccole carpette e dei carassi, oltre ad essere venuti a conoscenza della presenza di piccoli siluri, ma la presenza di breme e gardon è impressionante. Arrivare, in prova, a vedere le mangiate nell’esatto momento in cui l’amo tocca l’acqua ed avere un ritmo da un pesce ogni minuto non è cosa di tutti i giorni. In prova, come in gara tra l’altro. Pescando a feeder è possibile effettuare delle magnifiche pescate dove gli ultimi possono classificarsi con cinque, sei, sette, otto chili! Una cosa che fino ad ora era davvero pensabile solamente nell’Arno. Anche con la tecnica dell’inglese la pescata è molto interessante e proficua. Qua la difficoltà maggiore sta principalmente nel trovare il giusto punto con la giusta profondità. Con qualunque esca si ha la stessa possibilità di prendere pesci di qualsiasi dimensione. Breme e gardon hanno talmente fame che su esche voluminose è possibile portare a riva esemplari di piccole dimensioni, come di grosse dimensioni. Purtroppo però, come molti ambienti dello stesso tipo, anche il Lago di Corbara presenta delle gravi problematiche. Eccezion fatta per la strada che costeggia il lago in sponda destra che risulta stretta e con diverse curve cieche, ma per lo meno asfaltata, i problemi si hanno per le discese che portano verso l’acqua. Nei due tratti di campo gara bisogna stare molto attenti a non sbagliare discesa, visto che con l’erosione sono presenti delle “false discese” che se imboccate porterebbero a gravi danni alla macchina. In secondo luogo le due strade sterrate principali risultano molto in pendenza, specialmente quella più vicina alla diga, che creano non poche difficoltà di salita anche in condizioni di asciutto se non affrontate con la giusta velocità e decisione. Figuriamoci in seguito a forti piogge. Altro capitolo merita la riva, decisamente poco uniforme con diverse ansette e promontori che fan si che ci siano concorrenti più avanti o indietro di alcuni metri rispetto agli altri componenti del settore. Un problema non presente in sponda sinistra dove invece la sponda è decisamente più lineare. Problema decisamente importante è quello legato all’altissima presenza di sassi di grosse dimensione sul passaggio per le macchine che potrebbero creare non pochi problemi a gomme, sospensioni e carrozzeria. Infine un capitolo a parte meriterebbe l’assoluta mancanza di bidoni e cestini dell’immondizia. Dovrebbe essere un impegno preso dalla Fipsas locale o dalla stessa Regione Umbria che per la pesca ha fatto tanto tra i campi di Umbertide e Monte Molino. Se si vuole far crescere un campo gara come quello di Corbara sarebbe opportuno impegnarsi per renderlo migliore in questi aspetti. La sporcizia sul campo gara è davvero alta, senza contare poi la presenza di moltissimi cocci di vetro pericolosi non solo per i pescatori ma anche per gli animali che popolano le sponde del lago o i cani degli stessi pescatori.

A parte queste dovute precisazioni, il Lago di Corbara è davvero un bacino molto interessante che potrebbe essere sfruttato in futuro per altre manifestazioni di uguale importanza al campionato italiano feeder. Un posto lontano 500 km da Milano, 300 da Bologna, 200 da Firenze, 80 da Roma e 300 chilometri da Napoli, ma che merita davvero di essere affrontato almeno una volta ogni tanto, essendo tra l’altro esente da rischi di piene improvvise. Lago di Corbara, chapeaux!

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