Canna fissa sul Lago di Varese con Marco Frigerio PESCA AL COLPO

Lago di Varese con Marco Frigerio e Bait Tech


TORNA LA FISSA SUL LAGO DI VARESE CON MARCO FRIGERIO E BAIT TECH

Inizio marzo ed il solito brutto quesito: dove andare a calare le lenze? Il Naviglio non ha acqua ed i fiumi si sono alzati di botto a causa delle perturbazioni che hanno deciso di colpire il Settentrione. Non restano che i torrenti di pianura che tornano a livello in poche ore oppure i laghi lombardi. Però il Lago di Annone è ancora fermo. In quello di “Pusiano” c’è il problema del permesso. Negli altri la temperatura dell’acqua è ancora fredda.




Solo in un bacino lacustre sembra che non esista questo problema ed  il pesce sembra stazionare in quantità nel sottoriva: il Lago di Varese. Naturalmente solo in determinati tratti del lago risulta esserci una buona presenza di pesce facilmente insidiabile dai pescatori. Nelle zone storiche non è ancora giunto nel sottoriva. La specie in questione è naturalmente il rutilo o più comunemente chiamato gardon.

Un pesce che negli ultimi anni ha aumentato la propria presenza sul Lago di Varese, diventando la specie predominante. Il gardon ha ormai sostituito le scardole che un tempo erano le catture più effettuate. Naturalmente queste sono ancora presenti, con esemplari di grosse dimensione. Il gardon sembra aver trovato un habitat adatto per la sua proliferazione, proprio come successo anni fa sui vicini laghi Verbano e Ceresio. Ormai nemmeno la costante presenza di cormorani e svassi sembra intaccare il numero di esemplari in acqua.

In occasione degli articoli precedenti realizzati su questo bel lago lombardo, ci eravamo sempre recati nella zona di Gavirate. Al momento il pesce sembra essere ancora a distanza lontana per avere una buona continuità di catture. Diverso è il discorso per il lungolago di Biandronno, famoso tra i pescatori con il nome di “Trampolino”. Nelle ultime settimane tutti i pescatori della zona e non solo, hanno popolato questo tratto di sponda come non si vedeva da molto tempo.

Tecnica prevalente: canna fissa. La vecchia e cara pesca all’italiana è tornata di moda al Lago di Varese a Biandronno. Allora perché non andare a fare due lanci e tirarci fuori qualche foto? Impossibile perdersi una possibilità di questo tipo e passare una mattinata di catture sicure. Ecco allora che con la complicità dell’amico Marco Frigerio del negozio Frigerio Pesca di Cesano Maderno, organizzarsi è stato semplice.

Appuntamento alle ore 6.00 davanti al negozio, in modo da essere alle ore 7.00 sulla sponda del lago. Peccato però che l’inizio non sia stato dei migliori. Per tutto il viaggio ci ha accompagnati una forte pioggia che ci ha fatto credere in una giornata molto umida. Per la serie: “Non ha piovuto per tutto inverno, proprio adesso che decidiamo di andare a pescare deve diluviare?”

Quasi un classico, ma fortunatamente qualcuno dall’alto ci ha guardato e per due ore di pesca la pioggia ci ha risparmiato. E’ tornata a trovarci solamente durante le ultime “cannate” e per fare una bella foto con la nassa di catture. Rigorosamente sotto la pioggia!

La giornata è stata l’ideale per mettere in pesca alcune vecchie canne fisse targate Milo. Canne che hanno fatto la storia della pesca italiana ed europea. Appena giunti sul posto il pesce è risultato molto in attività in superficie. Senza dimenticare anche una buona presenza di cormorani che si sono spostati nel momento in cui è stata posizionata l’attrezzatura da Marco e Giorgio. Un panchetto con piatto. Tre scatoline con cagnotti bianchi, colorati e pinkerini. Il secchio della pastura. La canna. Basta. Questo è stato lo stretto indispensabile per la pescata, senza naturalmente dimenticare l’ombrellone in caso di pioggia.

Per quanto riguarda la pastura è stata l’occasione per utilizzare nuovamente un cavallo di battaglia di Bait-Tech ovvero la Pro Natural, nelle versioni classica e Dark. Una pastura completamente priva di farine di pesce, caratterizzata da un mix costituito da melassa, farina di cocco e farina di canapa. Ingredienti che portano la pastura a creare un’ampia macchia se bagnata poco, rendendola di conseguenza ideale per la pesca al gardon in canna fissa. Quando il gardon è di piccole dimensione tende ad entrare nel macchione creato dalla pastura, un po’ come fa anche l’alborella. Bagnando la pastura con più acqua, si riesce a far si che la palla di pastura non si spacchi immediatamente nei primi strati d’acqua, ma tenda a rimanere compatta almeno per un metro in più, favorendo di conseguenza la ricerca di esemplari di taglia maggiore.

Passiamo alla montatura da utilizzare. Marco e Giorgio hanno optato per una lenza decisamente pesante e chiusa in una ventina di centimetri. Come galleggianti la scelta è ricaduta sui classici Tesse da 2 a 3 grammi per entrare subito in pesca e bucare lo strato superficiale di minutaglia. Inutile dire che dalla prima cannata, fino all’ultima, il pesce non ha mai smesso di mangiare. Come amo l’opzione migliore sono stati i Sueshiro R133 del 16 – 18, montati su un terminale dello 0.12 mm. Terminale da non più di una ventina di centimetri.

Pescare il gardon è un po’ come pescare l’alborella alla fine, in quanto è un pesce che una volta entrato in pastura difficilmente se ne va. Il Trampolino di Biandronno ed il Lago di Varese per ora sono in grado di regalare un buon quantitativo di catture in poche ore di pesca. Non a caso si svolgeranno diverse manifestazioni provinciali della Fipsas di Varese nel periodo estivo. Chissà che non si riesca ad organizzare qualcos’altro nei mesi precedenti.

Tutti i prodotti citati li potete trovare da Frigerio Pesca a Cesano Maderno, in Via Garibaldi 128

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