Colmic

Al Lago Iliade con Colmic e Giancarlo Asquitti


METHOD FEEDER CON COLMIC E GIANCARLO ASQUITTI AL LAGO ILIADE

Sono giorni che sento parlare di un lago naturale situato nella provincia di avellino famoso per le sue big carpe e della sua tranquillità, quindi non me lo faccio ripetere due volte e accetto l’invito di Carmelo, proprietario della struttura, che gentilmente mi ha ospitato per una battuta di qualche ora a method e pellet feeder. Il lago naturale Iliade e’ situato nella valle del Cervaro, nel territorio amministrativo del Comune di Greci. E’ l’unico lago naturale, dopo il lago Laceno, della provincia di Avellino. Formatosi dopo una frana avvenuta secoli fa, ha assunto una forma circolare e raggiunge notevoli profondità. L’acqua del lago è assolutamente limpida e incontaminata grazie anche ad una sorgente che garantisce un discreto ricambio idrico. Il lago si trova a circa 826 metri sul livello del mare e dal punto di vista naturalistico si colloca in mezzo ad una vasta area boschiva che ne fa da splendida cornice. Visto dall’alto sembra addirittura un laghetto di una tipica località alpina. Ottimamente segnalato e facilmente raggiungibile, questo lago rappresenta un’ottima meta per appassionati di pesca sportiva; è dotato di un comodo parcheggio per auto, di un sistema di illuminazione notturna, di un bar attrezzato, di postazioni barbecue, di panchine e tavoli per pic-nic. Data la discreta altura sul livelli del mare e la sua esposizione geografica a Nord/Est, questo splendido laghetto rappresenta in estate, oltre ad una occasione unica di relax e divertimento per chi pratica il nostro sport preferito, un’ottima via di fuga dall’afa e dalla calura estiva. E’ facilmente raggiungibile percorrendo l’interpoderale Difesa Bove. E’ immerso in ben 22 ettari di area boschiva adatta a chi intende la pesca sportiva come momento di relax e di svago da svolgersi in simbiosi con l’ambiente circostante, in un contesto naturalistico di eccezionale bellezza. Le tecniche di pesca privilegiate sono quelle definite no-kill: Carp-Fishing, feeder, Spinning e Pesca a Mosca. Tutti questi sono metodi di pesca che garantiscono un trattamento non traumatico dei pesci i quali, una volta catturati, vengono fotografati e rilasciati immediatamente. Partito da casa con l’ansia di un bambino ed impostato il navigatore sulla meta, mi lancio in picchiata verso la destinazione. Arrivato sul posto, rimango folgorato dalla bellezza e dalla tranquillità del luogo e, senza nessuna esitazione, monto l’ attrezzatura e via. Decido di montare una next adventure 11ft con azione morbida da 45 grammi, perfetta per questo tipo di pesca anche grazie alla sua azione parabolica da laghetto, con il manico potente per contrastare gli eventuali pesi massimi presenti nel lago. Come da abitudine in tutte le mie pescate e gare, in abbinamento c’è il solito Zartan 400 che ormai conoscete tutti per essere mio fido compagno d’avventura e che con i suoi nove cuscinetti risulta ideale per questa tipologia di pesca. In quanto il lago presenta una profondità importante, al punto da arrivare fino a 18 metri nei punti centrali, monto un method da 30 grammi. Essendo consentito l’utilizzo della pastura, mi affido alle due specialità di casa Colmic per la mia tecnica ovvero la Special Feeder e la Special G, che unite insieme danno un tocco di pesce smielato, che per la particolarità e la profondita del lago a mio avviso possono fare la differenza. Preparo anche una pinta di pellet da 2 mm per eventuale necessità. Appena in pesca ho la conferma che la scelta è azzeccata. Partenza fulminea ed è subito strike, con la prima regina del lago si fa ingolosire dalla mia pastura e si fa guadinare dopo un combattimento degno di nota. La pescata però è meno semplice del previsto, infatti mi vedo costretto a cambiare inneschi ad ogni lancio in quanto le “furbe” non gradivano la stessa esca per due volte di seguito. Un’altra cosa che credo abbia funzionato è stata la scelta di pasturare anche con un po’ di pellet in modo da lasciare una specie di fondo di pasturazione per l’area di pesca. Le abboccate si sono susseguite una dopo l’altra, obbligando la canna a fare gli straordinari anche con esemplari di grosse dimensioni.