Maurizio Teodoro ed i pighi del Vacchelli con le bolognesi Milo PESCA AL COLPO

Le bolognesi Milo domano i pighi del Vacchelli


MAURIZIO TEODORO, IL VACCHELLI E LE BOLOGNESI MILO 2016

Con l’arrivo dell’inverno il pescatore milanese ha grandi alternative di spot per andare a pescare. In passato è stato ribadito più volte quanto l’area attorno a Milano, nel raggio di una cinquantina di chilometri, sia ricca di corsi d’acqua naturali ed artificiali adatti per la pesca. In particolar modo ambienti con acqua corrente ed affrontabili con la tecnica della bolognese. Oltre ai grandi fiumi Ticino, Adda, Oglio e Po, si possono ricordare i tanti spot sul Naviglio Grande, la Muzza ed il Canale Vacchelli. Dei primi due abbiamo parlato più e più volte, mentre sul terzo abbiamo realizzato solamente un breve articolo di itinerario. Un canale le cui acque provengono dall’Adda, con “sorgente” all’altezza di Spino d’Adda per poi disperdersi nelle campagne cremonesi e bresciane, a cui porta l’acqua nei mesi dell’agricoltura. La prima volta in cui scoprimmo il Vacchelli fu in occasione di un’uscita in cerca di vaironi, specie che qualche anno fa era presente in abbondanza mentre adesso non popola più in quantità il canale cremonese. Ci siamo tornati sempre grazie all’amico Maurizio Teodoro, che non ha esitato un momento a chiamarci per proporre un articolo in bolognese sui pighi.




Il pigo, una specie che per i pescatori milanesi, varesini, pavesi e novaresi è all’ordine del giorno nel periodo freddo. Per tutti gli altri pescatori italiani è un pesce quasi mitologico, sconosciuto ai più e conosciuto solamente grazie alle foto ed agli articoli che si leggono su Fishingmania e sui giornali di pesca. Questo ciprinide appartenente al genere Rutilus continua ad essere molto presente nelle fresche e limpide acque di Ticino ed Adda, con esemplari fino a tre chili. Pesci maestosi, autoctonissimi, caratterizzati dal muso rivolto verso il basso ed una livrea verdognola – argentata che li rende facilmente riconoscibili tra gli altri ciprinidi autoctoni. Tra i “rutili” è la specie che raggiunge la dimensione più grossa e fin dalla piccola taglia è riconoscibile per la combattività. La corrente medio – sostenuta è il suo ambiente ideale ed una volta allamato mette a dura prova ami e terminali, oltre che le stesse canne.

Il vero motivo della chiamata di Maurizio Teodoro, oltre a far vedere ai nostri utenti degli stupendi pesci come i pighi, è stato quello di mettere in azione le nuovissime bolognesi Milo nel loro ambiente naturale: la corrente. Incredible e Stradivari Strong sono state le “ragazze” messe in pesca dal ct tre volte campione del mondo Maurizio Teodoro, l’amico Paolo Stainer della Fondazione ATM Sez. Pesca Milo e da Vincenzo Moscovali, grande esperto del Vacchelli e componente della Longobardi Milo da diversi anni. Il canale è lungo diversi chilometri ed ogni posto è buono per mettersi a pescare. Per riuscire a pescare il meglio possibile è necessario avere con sè poca attrezzatura: canna, guadino, sacca con i cagnotti, fionda ed una borsina con galleggianti, piombi, terminali. Stop. Questo perchè la pesca sul Vacchelli si effettua in continuo movimento. Il pigo è un pesce molto diffidente e dopo il rilascio tende a portare via il branco per diversi minuti. Ecco allora necessario rilasciare il pesce lontano dalla propria postazione, oppure utilizzare una piccola nassa.

Come già detto, la corrente è decisamente sostenuta, al punto che risulta obbligatorio essere muniti di galleggianti da 3 a 6 grammi. Su tutto il suo percorso la profondità è abbastanza uniforme, di poco oltre al metro ed il fondale presenta punti in cui è presente della vegetazione ed altri dove invece sono presenti solo ciottoli. Il pigo ha l’abitudine a stazionare attorno all’erba presente sul fondo, di cui si nutre. Ecco allora necessario riuscire a trovare il passaggio giusto per la propria lenza, evitando di conseguenza di incagliare. Il consiglio del “Teo” è quello di dare sempre una ventina di centimetri in più per far si che l’esca saltelli sul fondo. Solo così si hanno maggiori possibilità di vedere delle mangiate, oltre dei pighi magari anche dei tanti barbi nostrani presenti in questo canale largo una ventina di metri. Fiondare continuamente ha grande importanza per poter richiamare il pesce. Considerata la velocità dell’acqua bisogna cercare di lanciare i cagnotti a monte di almeno 5/6 metri. In alternativa si può ripiegare sui cagnotti incollati con ghiaia. Se il pesce è presente davanti alla propria postazione e si sta pescando nella giusta maniera, la mangiata sarà quasi immediata. In caso contrario, allungare la passata di diversi metri non è un male. In caso di una mangiata a più di dieci metri di distanza, per evitare di perdere il pesce non è sconsigliato assecondare le ripartenze dei pighi e dei barbi e cercare di avvicinarsi verso di loro, piuttosto che rischiare un lungo combattimento con l’obiettivo di portarlo davanti alla propria postazione. Non dimentichiamo che con una corrente fino a sei grammi le fasi di recupero non sono affatto facili. Parola di Maurizio Teodoro!

La montatura è abbastanza semplice da realizzare: partendo dal presupposto che sono necessarie grammature fino a sei grammi, la corrente è sostenuta e si pescano dei pighi, è d’obbligo creare una lenza aperta in almeno 80 centimetri. In alto verrà posizionata una torpille in grado di portare il 75% del peso, mentre i pallini situati al di sotto saranno posizionati ad almeno 10 – 15 cm tra di loro. Tutto ciò per far si che il galleggiante (in questo caso sono consigliati i Michelle Milo) entri subito in pesca e l’esca cada in maniera morbida.

Diversamente dal cavedano, al pigo interessa poco dello spessore del finale. Per di più in condizioni di corrente così sostenuta e con la forza di questi pesci non si può rischiare di scendere al di sotto dello 0.10 millimetri. In occasione della pescata con Maurizio, Paolo e Vincenzo in realtà gli spessori utilizzati sono stati decisamente generosi con il classico Ghost di Milo da 0.117 millimetri. Impossibile scendere al di sotto, in particolare se pensiamo che sono stati rotti diversi pesci quasi sulla mangiata. Utilizzando il Ghost, l’abbinamento migliore tra gli ami di Milo e tra quelli consigliati da Maurizio Teodoro è il Morgan; amo a gambo lungo, micro ardiglione e robustezza e leggerezza ideale per non tagliare il labbro dei pighi del Vacchelli.

Guardando le foto molti si potranno chiedere come mai l’archetto dei mulinelli è sempre aperto. E’ molto semplice. Trattandosi di una passata con leggera trattenuta, piuttosto che aprire di continuo l’archetto è più semplice lasciarlo aperto, bloccando il filo con il dito. La difficoltà sta nel riuscire ad essere pronti sulla ferrata senza lasciare il filo e chiudere immediatamente l’archetto. Solamente i veri pescatori di fiume come Maurizio, Vincenzo e Paolo sono in grado di pescare in questa maniera, per niente semplice da eseguire.

Detto ciò, due parole sulle bolognesi messe in pesca sul Vacchelli sono doverose. Abbiamo detto che Teodoro, il quale è anche rappresentante Milo da Varese fino a Bergamo, ha portato le nuovissime Incredible e Stradivari Strong. Due canne top di gamma accumunate da alcune particolarità. La scelta di realizzare questi prodotti è dipesa in particolare dalla presenza in azienda di un esperto del settore come Maurizio Teodoro, che assieme a Milo è praticamente cresciuto pescando sui fiumi in bolognese. Ciò che il vero pescatore di bolognese cerca è un prodotto leggero, ma allo stesso tempo bilanciato e performante, in grado di permettergli di pescare per ore senza che si stanchi. Pescare sul Vacchelli significa restare in piedi per ore, camminare, muoversi per la sponda, combattere con pesci di taglia su una corrente sostenuta. E’ obbligatorio poter avere a disposizione una canna che aiuti a fare tutto ciò. Ecco allora che queste due bolognesi colorate di Rosso Milo rispondono a tutte le necessità del caso. La Stradivari Strong è una bolognese con azione rigida, realizzata per chi non ha paura di tirar e vuole combattere ad armi pari con il pesce. L’Incredible è più elegante, con un’azione più dolce, ma sempre molto reattiva alla mangiata. Una canna che permette di assaporare molto di più il combattimento. La particolarità di queste bolognesi è dettata dal montaggio all’inglese, che impedisce al filo di attaccarsi alla canna nelle giornate molto umide.

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