Alla scoperta dell'azienda Ellevi PESCA MARE

Le pasture da mare ElleVi


ELLEVI PRESENTA LE PRIME PASTURE DA MANO

LV ELLEVI è un’azienda del settore della distribuzione di articoli da pesca fondata dieci anni or sono da Lorenzo Valvassura,campione italiano di pesca in mare da riva, nonché fratello di Fernando, fra i più forti pescatori di tutti i tempi. La sede è a Vado Ligure e come si può ben capire è il mare l’obbiettivo primario dei tanti prodotti commercializzati nei quali anche l’acqua dolce ha un suo spazio. Attingendo alla grande esperienza agonistica della famiglia Valvassura, è stata creata un’ampia gamma di pasture specifiche per il mare di cui ora Lorenzo Valvassura ci illusterà l’impiego. “Prima di parlare di pasture, occorre premettere che i biologi suddividono i pesci in due categorie: i visual feeder e i chemical sensory feeder. Nei primi rientrano le specie che si affidano, durante la ricerca del cibo, alla vista mentre nei secondi troviamo specie con un sistema olfattivo molto sviluppato. Il pesce più rappresentativo fra i visual feeder è la trota per l’acqua dolce e la spigola per il mare. Se dovessimo fare un raffronto fra due pesci di mare agli opposti, avremo il cefalo con un sistema olfattivo trenta volte più sviluppato rispetto alla spigola. Ed è per questa seconda fascia di pesci che abbiamo creato la nostra linea di pasture nelle quali gli amminoacidi giocano un ruolo fondamentale. Anche gli amminoacidi si suddividono in più categorie. Ve ne sono di più specifici per il cefalo e altri per la boga, per il carassio o la carpa e altri micidiali per il barbo o il cavedano, ma questa è una disquisizione che affronteremo in un’altra occasione. Tornando a parlare delle pasture Ellevi, il nostro cavallo di battaglia si chiama Additivo per Sardine Macinate ed è una base sfarinata salata da aggiungere a quattro chilogrammi di sardine fresche macinate. Per chi non è abituato alla pesca in mare, la sardina è l’ingrediente base di tutte le pasture da competizione. I garisti di mare non sono molto avvezzi nell’utilizzare sfarinati di tipo commerciale affidandosi ad uno degli elementi naturali più graditi al pesce da gara: la sardina. La polpa di sardina è poi appesantita e potenziata con altri ingredienti di cui ogni garista ne custodisce gelosamente il segreto. Con la grande esperienza mia e di mio fratello Nando, siamo riusciti a creare esclusivo mix di farine arricchite con amminoacidi specifici e altri ingredienti. Due sono le varianti di questo prodotto che ricordo si chiama Additivo Sardine Macinate; una varietà Superficie Formaggio, rivolta soprattutto per i cefali e una Speciale Boga-Sarago Competizione. Quest’ultima varietà, oltre agli amminoacidi specifici per la boga, abbiamo introdotto la farina di krill e la liquirizia che, a detta dei biologi, contiene un’alta percentuale di ormoni che stimolano l’appetito della boga. Inoltre abbiamo sperimentato che inserendo la liquirizia nella pastura, il suo odore scompare, esaltando invece quello della sardina. Gli amminoacidi nella pesca in mare sono indispensabili al punto che abbiamo creato due additivi: Amminoacidi Boga-Sarago Competizione e Amminoacidi Cefalo-Occhiata Competizione, in buste da 150 grammi, dose per un chilo di sfarinato oppure due di sardine macinate, che stimolano ancor più l’appetito del pesce senza saziarlo, mantenendolo in pastura più a lungo. Uno dei trucchi di pulcinella che oramai è alla portata di tutti è quello di preparare la pastura da gara: sardine macinate più la busta di Additivo, alcuni giorni prima della gara, quindi chiudere il tutto in un sacchetto e congelare. Il sabato sera, estraete dal freezer il sacchetto e riponetelo nella borsa frigo in modo che si scongeli. Sul picchetto, lavorate ancora l’impasto aggiungendo del pane belga a seconda dell’altezza di pesca: di più se volete che la pastura lavori in superficie, poco se la pastura deve lavorare sul fondo oppure laddove vi sia molta corrente. La congelazione e la scongelazione agiscono meccanicamente sulla polpa di sardina rendendola ancora più sfaldante in acqua. E’ molto importante riuscire a far lavorare la pastura davanti al proprio picchetto senza avvantaggiare gli avversari laterali. In Tirreno, dove i campi gara presentano notevoli profondità di pesca, occorre una pastura pesante, meglio due chili di Additivo su tre chili di sardine, mentre in Adriatico la pastura deve essere leggera e molto sfaldabile. Comunque, con questo procedimento è possibile regolare sul momento l’azione della pastura, stringendo più o meno forte la palla di pastura fra le mani, come qualsiasi altra pastura tradizionale. Per chi non ha la possibilità di poter lavorare la sardina fresca, vi sono pasture tradizionali asciutte e umide. Tra le prime mi piace evidenziare la linea da gara: Fondo Mare Competizione e la Fondo Cefalo Competizione mentre per chi vuole una pastura da gara usa e getta, ecco i secchielli da tre chili Cefalo-Occhiata-Sarago Competizione e la Boga Competizione. Specifica per i latterini e le castagnole è la Castagnola-Boghetta Competizione in secchiello da un chilo laddove il campo di gara presenti molta minutaglia. In opposto i secchi da sei e dieci chili di sarde macinate per il drifting sono indispensabili per chi affronta la pesca dalla barca. Ma queste sono solo una piccolissima parte delle oltre cinquanta pasture da mare che proponiamo, ognuna delle quali con un preciso utilizzo d’impiego; senza contare poi gli ingredienti sciolti con cui è possibile personalizzare la propria pastura anche se, personalmente, ritengo che la pastura migliore in assoluto è quella ottenuta con una base di sardine fresche macinate. “

Nella prossima parte dell’intervista si parlerà di pesca di superficie, di aromi, di fili e pasturatori.