PESCA AL COLPO

L’Highlander Maver Monza 2014 e Matteo Capellini!


LA FINALE DELL’HIGHLANDER MAVER MONZA

Dopo un percorso durato quattro gare, con match di avvicinamento tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, la prima edizione dell’Highlander Maver Monza è arrivata alla sua conclusione oggi sabato 8 Marzo. Un giorno che da adesso in poi non si ricorderà solo per essere la festa della donna, ma anche per aver decretato il primo vero e proprio Highlander della pesca al colpo alla Cava Nord. Scherzi a parte, una manifestazione davvero riuscita, che ha portato non solo tanti agonisti a partecipare, attirati dall’interessante formula ad eliminazione, ma anche un buon pubblico, specialmente alla prima gara e a quest’ultima giornata di finale. Naturalmente tutto ciò è stato dovuto al meteo favorevole, davvero primaverile, con l’unica nota stonata nella giornata del primo di Marzo quando un clima prettamente autunnale con freddo e pioggia l’ha fatta da padrone. La formula l’abbiamo già spiegata tre settimane fa: due prove di qualificazione con i vincitori dei dieci settori ad accedere alla finale, semifinale divisa in due settori con i rispettivi vincitori a giocarsi la finalissima in uno scontro diretto uno contro uno.




Ma torniamo alla giornata odierna che ha visto lo svolgersi di due gare. La mattina è stato il turno degli undici semifinalisti (numero dispari dettato dal fatto che nella seconda qualifica c’è stato un settore con un ex aequo) che, divisi in due settori, si sono dati battaglia per conquistare i due posti disponibili per la finale. Nomi di tutto rispetto per la semifinale, con diversi agonisti d’èlite. Una mattinata difficile per i partecipanti nonostante il cielo limpido, dettata dal forte vento che fino a mezzogiorno ha spirato continuamente rendendo difficoltosa la pesca. Forse proprio a causa dei problemi a gestire bene la roubaisienne hanno portato ad una pescosità non eccessivamente elevata, ma comunque buona. Solita pesca a 13 metri, da variare tra la pesca sul fondo e quella a mezz’acqua, quest’ultima legata alle temperature primaverili degli ultimi giorni che hanno scaldato l’acqua portando il pesce a girare più verso la superficie piuttosto che a raso del fondale. Nel primo settore la vittoria è andata a Matteo Capellini con 11 chilogrammi tondi tondi, appena mezzo chilo in più del secondo classificato Giancarlo Armiraglio, che per un soffio ha visto sfumare la finale slamando a pochi metri dal guadino una stupenda carpa valutata oltre quattro chilogrammi. Nel secondo settore pescosità leggermente inferiore con Alfredo Dainelli primo di settore con oltre 14mila punti. Questa volta il secondo di settore, Luca Pera, è stato distanziato di oltre quattro chilogrammi. Da sottolineare anche la presenza di due stopper alle estremità del campo gara per cercare di evitare vantaggi ai numeri 1 e 11.
Finita la semifinale, non c’è nemmeno quasi il tempo di rifiatare che è già ora di ricominciare per la finalissima. Con il vento a calare e la temperatura atmosferica che ha raggiunto tranquillamente i venti gradi centigradi, alle 13.45 si è ripartiti. Uno contro uno, nessuno stopper per 120 minuti di “passione agonistica”. Via alle danze. Complice l’assenza di altri pescatori il pesce si è sentito un po’ più tranquillo e con una minore pressione addosso. C’è da dire che le carpe hanno portato a momenti di pausa, alternati a mangiate continue, specialmente nella seconda ora di gara, quando con l’aumentare della temperatura sotto la superficie, sono state tante le carpe anche di grosse dimensioni a farsi vedere a galla. In questo caso una pesca un po’ strana, con continue variazioni di profondità. Galla, mezz’acqua, sul fondo, mezz’acqua. Momenti in cui uno dei due concorrenti prendeva più dell’altro, momenti in cui entrambi faticavano ad entrare in pesca e ancora altri periodi di calma piatta. Fatto sta che sono stati i dettagli a fare la differenza, con due / tre pesci catturati nei momenti di tranquillità che hanno permesso la vittoria a Matteo Capellini della Lenza Parmense Maver con 18100 grammi a fronte dei 15700 di Alfredo Dainelli. Nonostante ciò, c’è da sottolineare il bel gesto di Matteo Capellini che ha deciso di dividere il premio finale con il secondo classificato Dainelli, lasciando alle statistiche solamente il risultato della gara ed il titolo di 1° Highlander Maver Monza e la targa di 1° classificato.

Che dire. Bello, davvero bello. Una gara ben organizzata dai “quattro moschettieri” Maurizio Terraneo, Omar Fadda, Paolo Lambrughi e Davide Redaelli a cui vanno i nostri complimenti per aver saputo giostrare al meglio la tre giorni di gare divise in tre settimane ed aver offerto premi di tutto rispetto nelle prove di qualificazioni, con salami e bottiglie di vino. Naturalmente anche il consorzio della Cava Nord merita un plauso per aver permesso lo svolgimento di questa manifestazione. C’è da dire che il pubblico ha risposto discretamente bene anche per la giornata di finale, più al mattino che al pomeriggio, ma c’è da capirlo con la giornata soleggiata e calda che si è presentata. Unica pecca la presenza di troppe persone vicino ai due pescatori. Se si vuole che la manifestazione abbia il vero senso della competizione, come giustamente l’Highlander dev’essere, non bisogna stare vicini ai concorrenti e tenersi a debita distanza senza chiacchierare con gli stessi. Ad ogni modo è solo una piccola cosa da migliorare che non macchia assolutamente il bellissimo evento organizzato e pubblicizzato a dovere a partire da novembre dello scorso anno. Siamo sicuri che il prossimo ci sarà una seconda edizione, magari con più concorrenti.

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