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Long Range Feeder a Falvaterra

A LUNGA DISTANZA AL LAGO LA FOSSA DI FALVATERRA

Ci troviamo a Falvaterra, un piccolo paesino della provincia di Frosinone che oltre ad ospitare uno dei più famosi campi gara del Lazio per la pesca al colpo e feeder, vede la presenza dello spot prescelto per la nostra battuta di Pasqua: il Lago “La Fossa”. Si tratta di un bacino naturale che fino a qualche anno fa veniva usato da una nota azienda della zona per prelevare l’argilla al fine di realizzare tegole da copertura. Dopo aver terminato la sua funzione di “produttore di argilla”, il lago è stato donato alla FIPSAS per ripopolarlo di pesce e usufruirne come campo gara di riserva in caso di piene da parte del vicino Fiume Sacco ed impraticabilità del campo gara su di esso. Ovviamente il lago è anche una meta fissa per molti agonisti e pescatori tesserati FIPSAS come luogo di allenamento. In occasione di questa sessione di pesca ho avuto il piacere di avere come ospite e compagno di giornata Matteo Battisti, ottimo agonista del frusinate che milita nella società River Club Tubertini di Ceprano, con il quale avevo appuntamento alle sette e mezza direttamente al lago. Spendendo due parole su questo impianto, il lago presenta una profondità di circa due metri abbastanza regolari su tutto il perimetro, eccezion fatta per alcuni picchetti dove il fondale degrada più lentamente. Le sponde sono facilmente accessibili e molto comode sia per il posizionamento dell’attrezzatura sia per il fatto che la macchina è situata immediatamente alle spalle della propria postazione. Un lago molto bello a vedersi, che regala uno stupendo colpo d’occhio davvero suggestivo. In vista della futura trasferta ad Ostellato in vista del Memorial Van den Eynde abbiamo deciso di impostare la pescata alla lunga distanza, con l’obiettivo di prendere dimistichezza con i lanci lunghi. Matteo inizia sui 35 metri fino ad arrivare sui 45 metri di distanza facendo un fondo iniziale con pasturatori open end caricati a cagnotti incollati ed un tappo di pastura. Obiettivo? Carpe e cavedani, molto sospettosi. Per quanto mi riguarda invece ho deciso di andare per l’appunto più lontano con la prima canna tarata sui cinquanta metri e la seconda a ben settacinque metri, alimentando anche io con pastura e bigatto in colla. Sia sulla distanza “corta” di Matteo che sulla mia “lunga” i pesci hanno subito risposto molto bene; ad aprire le danze è stato lo stesso Matteo con un bellissimo cavedano che ha messo a dura prova il suo terminale. Cavedano che è stato seguito da diverse carpette sui 50 – 100 grammi circa. La mia azione di pesca è stata un po’ tardiva, in quanto non avendo mai pescato ad una distanza tale era necessario prendere le misure. Una volta prese, i pesci hanno cominciato a far vibrare la mia vetta con una certa continuità; mangiate difficili, quasi impercettibili con il nylon al punto che il trecciato è stata l’arma vincente alla fine. Carpette, cavedani, qualche savetta e microscopici pesci gatto hanno alimentato questa sessione in compagnia di ottimi amici quali Matteo e Simone, con quest’ultimo che ringrazio per le foto.

 

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