PESCA A FEEDER

Mario Casale è il campione italiano feeder 2015!


ITALIANO FEEDER -IL TRICOLORE VA A MARIO CASALE

Una vera e propria cavalcata vittoriosa quella che ha portato Mario Casale a conquistare il titolo italiano nella specialità della pesca a feeder. Dopo le prime due prove svoltasi in Cavo Fiuma al campo della Mandria e sul Lago di Corbara, i quaranta “sopravvissuti” tra i 180 partenti della prima prova di fine agosto,si sono ritrovati sulle sponde del Mincio nella favolosa cornice di Peschiera del Garda. E’ la seconda volta che l’emissario del Lago di Garda ospita una finale di pesca a feeder, dopo la finale dello scorso anno del Campionato Italiano a Squadre. Rispetto a dodici mesi fa però la situazione è risultata leggermente differente, con la consueta corrente del fiume completamente assente ed una irreale situazione di acqua quasi ferma. Inoltre anche il livello del fiume si è presentato più basso del normale. Una situazione decisamente inusuale, che però da un certo punto di vista ha dato un aiuto ai feederisti nella ricerca dei punti puliti dall’erba sul fondale. La gara si è svolta in concomitanza con le ultime due prove del Club Azzurro Seniores di pesca al colpo che ha occupato le prime due zone del campo gara. Motivo questo che ha obbligato la federazione a spostare la finale del feeder completamente in quarta zona, riuscendo anche a regalare ai concorrenti dei picchetti da almeno quindici metri di larghezza. La gara, iniziata alle 9.30, è stata caratterizzata dalle condizioni meteo in continuo cambiamento, con la pioggia ad intermittenza, a volte anche di moderata intensità, che ha disturbato l’azione di pesca. Fin dalle prove delle settimane precedenti si era potuto constatare che la pescosità non sarebbe stata affatto semplice e molto avrebbe influito il picchetto sorteggiato. Così si pensava e così è stato effettivamente. Inoltre il pesce non è stato molto presente come lo scorso anno, quando si registrarono pesate oltre i dieci chilogrammi di peso. I pesci del Mincio sono risultati molto più diffidenti del solito ad attaccare agli ami dei presenti, al punto che sono state rare le situazioni di oltre dieci cattura per persona. Purtroppo, ma allo stesso prevedibile, ci sono stati dei cappotti, dettati dal picchetto assolutamente inadatto per la pesca a feeder. In uno di questi posti ha avuto la sfortuna di capitarci il capoclassifica dopo due gare Mauro Felicani, che forte di due primi di settore ed esperto conoscitore del fiume veneto / lombardo veniva dato da tutti come il favorito numero uno per la vittoria finale. Il picchetto ed i pesci non hanno collaborato ed ha portato a casa un cappotto che ha distrutto le speranze di titolo tricolore. A questo punto sono saliti in cattedra gli immediati inseguitori come Mario Casale, Angelo Cantoni, Marco Mazzetti, Manuel Marchese e Maurizio Quattrini. Una gara a veri e propri colpi di scena, con le notizie che hanno iniziato a circolare sempre più insistemente a partire da un’ora dalla fine, quando veniva dato per virtuale tricolore il forte agonista del Team Mogliano Preston, mentre alle spalle si stavano giocando il podio Mario Casale, Manuel Marchese (questi ultimi nello stesso settore di Mazzetti) ed Angelo Cantoni. Quest’ultimo ha regalato ancora una volta una grandissima prestazione, frutto anche della pluridecennale esperienza di gare e pesca sul Mincio. E’ stato proprio l’agonista milanese a mettere paura a tutti, anche se le notizie lo volevano solamente secondo a causa della cattura di una grossa carpa nel suo settore. Alla fine Angelo Cantoni de La Nuova Forza Colmic ha concluso con ben 13 pesci tra scardole, carassi e cavedani e 9240 grammi complessivi, concludendo al secondo posto di settore per soli 30 grammi dal vincitore di settore Diego D’Oriano della APSD Grosseto, capace di portare in nassa una stupenda carpa regina di oltre sei chilogrammi e mezzo ed altri due pesci. Con Cantoni secondo, nel settore C, tutta l’attenzione si è spostata nel settore più a monte: Mario Casale pesa oltre 6300 grammi, Mazzetti pesa 5130 grammi e Marchese pesa oltre otto chilogrammi. Alla fine il secondo posto di settore è sufficiente per Mario Casale della F.lli Campana Tubertini per vincere meritatamente lo scudetto italiano e succedere all’albo d’oro a Massimo Vezzalini con 7,5 punti, frutto del secondo posto della Fiuma, il primo di Corbara e, appunto, il secondo di Peschiera. Al suo fianco, sul podio, Manuel Marchese della Lenza Emiliana con otto penalità ed Angelo Cantoni della Nuova Forza Colmic con 8,5 punti.




Per la cronaca gli altri settori sono stati vinti da Alessandro Furlan del Team Mogliano Preston con 7660 grammi e Giordano Morandi dell’Alto Panaro Alcedo Stonfo con oltre otto chilogrammi e che ha sfruttato al massimo il picchetto iniziale di campo gara.

Obbligatorio sottolineare l’ottima organizzazione della FIPSAS di Milano ed in particolare de Il Barbo Trabucco ottimamente guidato da Angelo Badia, che aveva in mano anche l’organizzazione del Club Azzurro Seniores. Inoltre lo stesso Angelo Badia ha voluto sottolineare il ringraziamento nei confronti della Fipsas di Verona che ha aperto il proprio campo gara ad una manifestazione di questo livello.

Detto ciò è giusto fare il punto sull’annata agonistica appena conclusasi in ambito individuale. Un campionato italiano davvero interessante per i campi gara scelti, che hanno visto anche un susseguirsi di emozioni, a significato di come la pesca possa essere anche uno sport che esalta chi sta seguendo da fuori una manifestazione. Basta un pesce per capovolgere la situazione. Se per quanto riguarda la Fiuma abbiamo già detto di quanto sia un importante campo gara per comodità e pescosità, la sorpresa è stata il Lago di Corbara, che ha stupito tutti per l’altissima pescosità regalata e la quasi regolarità della sponda, ad eccezione di qualche picchetto. Il discorso per Peschiera è un po’ differente. Sicuramente è uno dei più bei campi gara italiani ed europei e sicuramente è l’università della pesca per la tecnica del colpo. Per quanto riguarda il feeder forse bisogna effettuare delle valutazioni. Il Mincio è un fiume tecnico e difficile, dove bisogna saper pescare bene ed avere un ottimo senso dell’acqua, ma purtroppo è un campo gara che per la tecnica del pasturatore presenta un fondo decisamente irregolare a causa dell’alta quantità di erbe. Per chi pesca in bolognese, inglese e roubaisienne con la possibilità di pescare sollevati dal fondale è un conto, per chi pesca appoggiato sul fondo obbligatoriamente tutta la gara è un altro conto. Portare una finale di un campionato italiano è un vero rischio, in quanto più delle volte è il picchetto a determinare le sorti della vittoria finale. In questa occasione sono stati diversi gli ottimi pescatori che hanno portato a casa un risultato pesante, assolutamente non dipeso dalle proprie incapacità tecniche ma da un picchetto sfavorevole. In Italia abbiamo tanti bei campi gara molto più regolari che potrebbero ospitare una manifestazione di questo livello e tra questi possiamo citare il Cavo Lama, il Fissero a Cà Vecchia e soprattutto l’Idrovia Veneta. Siamo sicuri che per il futuro chi di dovere terrà conto di tutti questi fattori e cercherà di rendere il più uniforme possibile il campionato italiano in modo che tutti possano scontrarsi alla pari con gli altri.

Detto ciò, i più sinceri complimenti a Mario Casale, un ragazzo che sta vivendo un’annata assolutamente strepitosa e che, a detta nostra, si merita questo riconoscimento. Nelle prossime ore potrete anche leggere l’intervista che gli abbiamo fatto a fine gara.