PESCA A FEEDER

Marukyu Maggot & Bioworms: sfida nella patria del bigatto!‏


BIOWORMS MARUKYU VS BIGATTO – LA SFIDA IN ADDA

Dopo la loro presentazione pochi mesi fà, in occasione delle numerose fiere che affollano il calendario nell’ultimo periodo dell’anno, i Maggot Marukyu sono attesi impazientemente da moltissimi appassionati. Dopo averli testati per alcuni periodi in diverse zone e con diverse specie, era arrivato il momento di metterli in pesca in zone in cui la larva naturale, la faceva da padrona. Questo voleva dire presentare ai pesci un’esca talmente convincente da fargliela scambiare ed accettare come una reale. Sfida non di poco conto! Oltre ad i Maggot oggi proverò in anteprima il nuovo Bioworms, un’esca geniale per struttura e duttilità d’uso frutto come al solito di specifici studi da parte dei laboratori Marukyu. Per fare ciò mi affido ai ragazzi di LBF Adda che molto volentieri mi accompagnano in questa sessione, curiosi anche loro di provare in pesca questi nuovi prodotti e vogliosi tutti quanti di passare una bella giornata in compagnia. Le specie che cercheremo di insidiare saranno i potenti e scorbutici barbi nostrani ed i furbi e voraci cavedani, con esemplari di dimensioni anche extra large. Come il solito la sessione si svolgerà da buio a buio, con arrivo sullo spot in piena notte e rientro muniti di lampada da testa, con un tragitto da affrontare di qualche km tra fango e pietre. Ma lo spirito dei ragazzi di LBF Adda è quello degli alpini, quindi le marce sono d’obbligo! D’altronde gli spot più belli non sono di certo quelli comodi e battuti da tutti…tanto vale soffrire un pò. Attrezzatura ridotta al minimo quindi, cariola e tanta energia in corpo (il problema come sempre non è mai la partenza, ma il rientro!). L’alba sullo spot ed un selfie con i compagni d’avventura è ovviamente la prima cosa che ci preme una volta tolto il carico dalle spalle, poi tutti concentrati a preparare l’attrezzatura e l’entrata in pesca è veramente veloce. Per l’occasione avevo preparato un mix a base di EFG 142 – EFG 661 con aggiunta di Skrill Pellet e JPelletZ da 2 e 4 mm il tutto accompagnato da una buona dose di bigattini. Lo spot è ristretto, quindi una sola canna a testa, picchetti rivolti perso il cielo (si pesca a distanze discrete, con fondali da 4/5 mt e correnti da 90 gr), specialist e feeder rod ex heavy pronte al combattimento. L’acqua sembra quella della miglior piscina olimpionica tanto è chiara, quindi fluorocarbon ed ami non troppo grossi, saranno d’obbligo come mi spiegano Raffaele e Tommy, ciceroni straordinari della giornata, che conoscono molto bene questo tratto e le esigenze dei nostri avversari. Io come il solito non avevo capito un bel piffero e mi presento sullo spot munito di specialist 2,25 lb, treccia 0,15 mm in bobina e terminali già pronti che non scendono sotto lo 0,28 in fluorocarbon con ami non inferiori al nr 10…vabbè, ormai sono in ballo e vedrò di ballare al meglio. Oggi mi interessa testare i nuovi prodotti, quindi non mi farò tanti scrupoli! Terminali generosi, inneschi ancora più generosi e vediamo cosa succede. Raffa e Tommy invece utilizzano potenti ma più sensibili feeder rod, lunghi terminali (fino anche a 2 mt) con ami massimo nr 14. Ma la costante sarà una: innescare i Maggot ed il Bioworms! Sia da soli che accoppiati tra di loro o alternati con bigatti veri e JPZ; le composizioni che creeremo durante il giorno saranno veramente molteplici, dimostrando l’estrema duttilità di queste esche. Il primo ad incannare un muscoloso barbo è Raffa nella postazione a monte: il suo lungo terminale con leggero scarroccio, hanno portato il primo baffone a ghermire l’esca che era appunto composta da un Maggot Red a coprire il gambo e l’occhiello dell’amo e due bigatti bianchi a penzoloni. I combattimenti con questi avversari sono sempre avvincenti ed impegnativi, sia grazie alla potenza di questi magnifici esemplari, sia a causa dei massi che complicano il recupero nel sottoriva. Ma come da copione Raffa con attenzione e pazienza, porta la prima cattura a guadino. La taglia è veramente notevole (non peseremo nessun esemplare durante la sessione ma le foto parlano da sè…) ed i colori talmente vividi da sembrare pittati! Era diverso tempo che attendevo di incontrare di nuovo questi magnifici animali e la giornata sembrava presentarsi sotto i migliori auspici. Rilasciata la preda dopo una breve sosta a filo di corrente all’interno del guadino, si ritorna alle postazioni tra l’entusiasmo e gli sfottò generali. La seconda cattura arriva sempre per Raffa ed è un BARBO con la B maiuscola! Stavolta l’esca tanto convincente è un Maggot Red a coprire gambo e occhiello dell’amo, un Maggot White a penzoloni accoppiato ad un bigatto bianco. Stavolta anche Raffa deve sfoderare tutto il suo manico… ha capito che il baffone dall’altra parte è bello tosto, tanto da fargli scappare un paio di volte “mmmm potrebbe pure essere una carpa”… Ma le testate profonde e prolungate a centro fiume lo convincono dopo qualche minuto di combattimento, che è uno “sbarbiun”! Stavolta occorre che tutti ritirino le proprie canne per agevolarlo nelle fughe e per aiutarlo nella fase di guadinatura sotto riva. Dopo un duro e prolungato combattimento con tanto di capannello di curiosi formatosi alle nostre spalle, vediamo la sagoma lunga, che alterna il bianco chiaro del ventre al verde mimetico del dorso. Finalmente è stanco, ma gli ultimi tentativi di fuga sottoriva non sembrano avallare la nostra idea e si fatica non poco a fare centro nella pur grossa e larga testa del guadino! Una volta sul materassino le foto partono a raffica come se fossimo sul red carpet e stesse sfilando Uma Thurman in Prada! D’altronde sia pescatore che pesce se le meritano, insieme ai complimenti di tutti i presenti. Altro rilascio stile c.f. (vista la mole dei pesci e i lunghi combattimenti cui sono sottoposti credo che: materassino, guadino enorme possibilmente con maglie gommate o fish friendly, un trattamento ed una reimissione adeguata, sia il minimo che gli dobbiamo!) e via di nuovo tutti a rilanciare le nostre scatole magiche. Ma al terzo pesce per Raffa, l’invidia comincia ad annebbiare le menti e minare le amicizie, con minacce non troppe velate al diretto interessato! anche perchè continua a prendere con le MIE esche e quando mi guarda non riesce a trattenere una risata beffarda… altro barbo ed altra bella taglia! Oggi il tester è Raffa in tutto e per tutto, ed ogni esca che gli sottopongo viene immediatamente innescata e provata. E’ vero che sono molto contento della risposta dei pesci sui Maggot e Bioworm, ma vorrei prendere pure io un pesce!!! Ma la beffa non ha mai fine… infatti da li a poco Tommy (nella posta più a valle) mi chiama mostrandomi la canna ben in piega stagliata verso il cielo e con un sorriso che manco Edward Mani di forbice! Alla mia domanda “cosa e come lo hai innescato” temo la risposta; sarebbe un grosso colpo per il mio orgoglio! Ma come una freccia velenosa arriva puntualmente la risposta “Maggot White e Maggot Red”… Ma porc… allora volete finirci in due nell’acqua gelida invernale?!?!?! Anche questo è un bellissimo barbo ed anche questo combattimento è impegnativo e prolungato, ma piano piano e con tanto manico, il nuovo arrivato si adagia sulle profonde maglie gommate del guadino. Dopo le foto di rito ed il rilascio, comincio a chiedermi se il mio approccio non sia troppo “strong” per acque del genere, ma visto che i test con i Maggot e Bioworm innescati stando andando bene, mi pare gusto continuare sulla mia strada, per vedere come si comportano innescati su hair rig a ciuffetti di 3 alternando White e Red ed amo nr 8. L’innesco è molto voluminoso e mobile e la mia testardaggine è famosa. Quindi non faccio altro che ricaricare regolarmente il mio pasturatore e rilanciare fiducioso. Mentre attendo preparo un paio di inneschi con il Bioworm e chiedo a Raffa di poter fare qualche lancio con la sua canna per provarli… dopo pochi lanci arriva netta e decisa la mangiata! Il comportamento non è quello tipico del barbo, ma il peso e la forza ci sono… dopo poco un BIG chub comincia a boccheggiare a fior d’acqua, ingannato da un pezzo di qualche mm di Bioworm White sul gambo dell’amo, uno puntato ed un bigatto a penzoloni. L’amo è saldamente e profondamente piantato all’interno della bocca, segno che la mangiata è stata irruenta e senza tanti ripensamenti. Solo una volta sul materassino e tra le mie mani mi rendo conto della sua mole ed il suo peso. Dopo le foto anche questo splendido esemplare torna alle sue profonde buche con uno scatto fulmineo una volta libero dalle maglie del guadino. Ora sono quasi soddisfatto… manca la ciliegina sulla torta… una bella partenza o un netta starata della vetta della mia potente specialist. Nel frattempo Raffa perde sempre più amicizie, incannando un’altro cavedano sempre innescando il Bioworm e bigatti. Non lo aiuto nemmeno a guadinare, arso vivo dall’invidia ed impegnato ad inventare Makumbe speciali da lanciargli. Tommy addirittura perde un paio di pesci che rompono sulla fuga iniziale e dalla sua postazione sentiamo provenire strane cantilene in bergamasco stretto, che nonostante siano incomprensibili, dal tono in cui sono pronunciate ci fanno intuire non si tratti di poesie romantiche! Gradita sorpresa la visita di Paolo (altro socio Adda) con il suo inseparabile boxer Zeus e se fino a quel momento il cazziometro era arrivato a 70 in poco tempo si supera livello 100 senza sforzi! Addirittura realizziamo un paio di video davvero divertenti tra l’ilarità dei presenti e passanti. Finalmente verso il volgere della sera, con le lampade da testa già al loro posto, arriva anche la tanto attesa, sperata, cercata, partenza sulla mia canna!!! Un potente baffuto ha gradito il ciuffetto multicolor di Maggot su hair rig, corto terminale CAM2O Rig Marole 10 Lb, tutto presentato legato ad un’amo Drennan Specimen del nr 8. Vista l’attrezzatura a mia disposizione non temo certo per la tenuta dell’insieme ma nonostante possa esercitare molta forza, le prime fasi del combattimento sono a suo favore. Sono costretto a cedere filo repentinamente giocando continuamente con la frizione e cominciando a pompare confidando nella potenza del mio Spheros 5000. Piano piano cerco di fargli capire chi comanda, ma quando mi illudo di averlo fatto mio, si scatena in puntate e scossoni verso il fondo della massicciata. Il grosso shock leader in fluo mi mette al riparo proprio da evenienze del genere (abituato alle massicciate di Po ed Oglio) e comincio a fargli sentire la forza del basso fusto della Tribal PL 2,25 che è tanto gentile e carina “sopra” quanto una forza della natura “sotto”. Raffa si allunga il più possibile e centra il bersaglio al primo colpo recuperando velocemente il pesce ed andando ad adagiarlo sul materassino bagnato. Finalmente! Anche questo è bello grosso e mentre scattiamo le foto penso che valeva veramente la pena aspettare, la mia soddisfazione ora è alle stelle! Il rilascio è immediato e altrettanto i nuovi lanci delle esche. La sessione si conclude con le lampade da testa che illuminano ogni nostro movimento, essendo ormai tramontato il sole da un’ora abbondante, ma il fascino della pesca notturna non ci vuol far riporre le nostre canne e solamente dopo un lungo periodo di assenza di mangiate, decidiamo di caricare tutto e sorbirci la lunghissima camminata nel bosco e nel fango. Arriviamo stanchi e sudati alle macchine come tre spettri che spuntano dal nulla, autoscatto nel bel mezzo della macchia, tanti abbracci e la promessa di rivederci quanto prima. A parte le prove sulle esche che mi vedono entusiasta dei risultati ed ansioso del loro arrivo sul mercato italiano, lo spirito della giornata e delle persone coinvolte in questa insana avventura, mi ha fatto ricordare quanti sono i motivi per andare a pesca…gli amici sono uno di questi…




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