PESCA AL COLPO

Maurizio Teodoro parla del mondiale donne – “Un oro inaspettato”


INTERVISTA A MAURIZIO TEODORO SUL MONDIALE DONNE

Una settimana difficile e due gare fantastiche. Così potremmo riassumere la settimana iridata che ha visto la nazionale femminile di pesca al colpo impegnata in Portogallo sull’utilizzatissimo campo gara di Coruche. Le azzurre hanno dovuto subire un cambiamento di guida durante l’anno a causa della scomparsa del grande Giampiero Barbetta. Una perdita che ha portato sicuramente uno scossone considerando il personaggio in questione. Bisognava scegliere una nuova guida tecnica e la Fipsas non ha avuto dubbi affidando questa nazionale ad un pescatore che con il podio ormai ha grande feeling, Maurizio Teodoro. Due ori e due bronzi, oltre a due brucianti quarti posti con le nazionali giovanili sono un bel biglietto da visita e nessuna scelta poteva essere migliore. Ma per sapere com’è andata la settimana portoghese abbiamo chiesto direttamente all’artefice della strepitosa e schiacciante vittoria italiana che ha colorato di azzurro il cielo di Portogallo.




Nemmeno un mese fa eravamo qua a parlare della cocente delusione per il quarto posto conseguito con gli under 18 in Olanda. Sei partito per il Portogallo per la nuova avventura con le donne, ma l’abitudine di conquistare il podio non è terminata. Complimenti!

Ti ringrazio per i complimenti. E’ sempre bello vincere. E’ andata davvero bene. Nel corso dell’intervista pre mondiale ti avevo già detto di essere stato in Portogallo a Coruche in occasione del campionato del mondo giovanile under 14 vincendo la medaglia di bronzo alla prima esperienza come commissario tecnico. Un terzo posto che per noi fu una vittoria in quanto avevo in squadra dei ragazzi molto giovani, che avrebbero avuto davanti altri due anni nella categoria dei più piccoli. Portò bene in quell’occasione, ha portato bene anche questa volta in quanto ho portato con me tre ragazze giovani di cui una giovanissima.

In quell’occasione la pesca era quasi a senso unico alla ricerca di barbi da insidiare all’inglese, sfruttando l’esperienza dei seniores che avevano svolto sullo stesso campo gara sia un mondiale, che un europeo. Sempre in occasione del mondiale giovanile, utilizzammo il particolare sistema dell’elastico posto sotto il galleggiante all’inglese. Per chi non sapesse di cosa sto parlando viene aggiunto un elastico sotto il galleggiante per ammortizzare i colpi che i barbi normalmente esercitano una volta attaccati, come se si stesse usando un powergum ed utilizzando dei fili più sottili rispetto ad una pescata normale. Quest’anno invece l’alborella è entrata nel fiume insieme a parecchi cefali, oltre ai soliti barbi e qualche carassio. Carassi che sono stati determinanti nel caso di Simona Pollastri che ha letteralmente dominato il proprio settore e piazzando l’assoluto di giornata con qualcosa come dieci chilogrammi di carassi pescati a roubaisienne. Noi siamo stati bravi ad interpretare un campo di gara nuovo, che poi era nuovo più o meno per tutte le nazioni. Abbiamo impostato la pesca a roubaisienne a cinque – sei pezzi. La tattica iniziale è stata quella di preparare il fondo con della pastura da carassio e cefalo, iniziando però la pescata ad alborelle in modo da aver già del fieno in cascina in attesa dell’arrivo del pesce un po’ più di taglia. Le alborelle tenevano circa un’ora ed in quei sessanta minuti era possibile portare in nassa 800 – 1000 grammi di alborelle, trattandosi di una taglia decisamente bella da 6 a 10 grammi. La nostra fantasia ci ha portato a partire leggeri, andando pian piano con il passare del tempo sempre più sul fondo portando cefali, barbetti e qualche carassio, interpretando la pesca al meglio. Abbiamo sorpreso tutte le nazionali sia come tipo di pesca, che come tipo di pastura in quasi tutti i settori. Ho detto quasi tutti i settori perché il sabato, nel caso di Federica Brilli, siamo capitati in un settore con meno alborella, che ci ha obbligati a pescare all’inglese catturando quattro – cinque barbi. Insomma, eravamo pronti a tutte le pesche.

Le prove ci avevano confermato molte cose. Prima di tutto che l’alborella tendeva a rimanere nella zona di pesca per tutte e quattro le ore di gara se pasturata adeguatamente. Dopo un’ora di pesca all’alborella e soprattutto iniziando a pasturare duro sul fondo, era il momento dei cefali e tutti abbiamo fatto delle bellissime pescate su queste specie, cercando di aumentare il fouilles e portarlo sul fondo sia con la pastura che con la terra. Secondo me è stata la nostra arma vincente. Personalmente penso di conoscere abbastanza bene i cefali essendo un amante della pesca in mare e credo che la mia esperienza in questo campo sia servita moltissimo. Proprio sui cefali con la Brilli abbiamo tentato nella seconda prova di andare all’assalto del titolo individuale una volta appurato che quello a squadre era in cassaforte, ma purtroppo dei sette pesci attaccati nessuno è uscito. Mi sarei accontentato di portarne almeno due in nassa, anche catturati per un orecchio! Un peccato, ma non abbiamo nessun rammarico. Simona il sabato ha fatto una grandissima pescata e domenica ha portato in sacco un ottimo piazzamento utile per la squadra per vincere il titolo. Siamo tutti contenti davvero.

Tra le note positive vorrei sottolineare che abbiamo svolto e vinto un mondiale con una ragazza di 23 anni ed una di 19 anni. Come mentalità abbiamo aperto una grossa finestra, continuando il lavoro iniziato precedentemente da Giampiero. Come già detto sono sempre stato dell’idea di dare fiducia ai giovani e siamo tutti contenti di vincere un mondiale con una squadra relativamente giovane, con tre ragazze sotto i trent’anni.

Una medaglia d’oro a squadra, ma non dimentichiamoci poi che individualmente Silvina Turrini ha conquistato il bronzo. Un bel riconoscimento per la sua carriera agonistica.

Silvina è una pescatrice di affidamento. In questi anni è migliorata tantissimo avendo la costanza e la bravura di pescare molto e confrontarsi con gli uomini nei campionati a squadre. Una cosa che a mio avviso tutte dovrebbero farlo per stare sempre ad alti livelli.

Il campionato italiano femminile appena svoltosi in Fiuma ha dimostrato anche che ci sono altre giovani ragazze che si affacciano al panorama agonistico e soprattutto vestiranno la maglietta della nazionale in futuro.

Assolutamente si. Pensiamo che le prime tre ragazze classificate che entreranno direttamente in nazionale da regolamento saranno Anita De Cesaris, campionessa italiana in carica, Federica Brilli e Valentina Borsari. Anita poi è anche di Roma ed una grande eredità che prende dalla Tagliaferri, romana e che ha avuto una carriera brillantissima in nazionale. Di questo sono davvero molto contento. Scorrendo la classifica poi troviamo in quarta posizione la Silvina, sesta Anna Sgobbo, ottava Simona Pollastri ed undicesima l’altra azzurra Claudia Marchiodi. Le migliori alla fine si sono sempre riproposte.

Permettimi inoltre di ringraziare il mio co capitano Stefano Defendi perché sono stato davvero bene con lui e abbiamo cercato di pensare solo ed esclusivamente a come fare per mettere le ragazze nella miglior situazione possibile, sia psicologica che tecnica. Avevamo la grandissima eredità di Giampiero, che sentiamo ogni momento vicino e questa vittoria penso che abbia fatto felici davvero tutti. La federazione, che ci ha aiutato come sempre nel migliore dei modi e a cui va il mio ringraziamento, l’ho vista davvero commossa per questa vittoria.

Personalmente, nell’articolo pubblicato pochi minuti dopo la notizia della vittoria del mondiale, scrissi che questo titolo mondiale molto probabilmente sarebbe stato dedicato alla memoria di Giampiero Barbetta. Me lo confermi?

Lo abbiamo fatto in ogni istante della nostra trasferta. Sono felice che sia stato osservato il minuto di silenzio alla premiazione. Un ricordo che il presidente Matteoli ha sottolineato più volte davanti a tutte le nazionali e questo ci ha veramente reso ancora più orgogliosi di quello che avevamo fatto.

Prima di chiudere questa lunga intervista vorrei farti una domanda che a mio avviso potresti trovare molto simpatica. Ad agosto avevi fatto i tuoi complimenti a Massimo Ardenti per la terza vittoria nel mondiale veterani che abbiamo seguito sul posto. Tu con l’oro di poche settimane fa sali a quota 3 titoli mondiali, oltre alle due medaglie di bronzo. Non vuoi proprio lasciargli la leadership come commissario tecnico più titolato vero?

Massimo mi ha mandato subito gli auguri della vittoria ed i complimenti contraccambiati che io gli feci appena vinse il mondiale in Italia. Massimo lo conosco da tanti anni. Oltre ad essere una persona squisita, è un grande pescatore. Credo che un pescatore completo, come può essere stato lui e come posso essere stato io negli anni, ha la possibilità di vedere delle cose che a volte un grandissimo garista non riesce a vedere perché cerca di fare le cose alla perfezione. Io sono dell’idea che facciamo parte di quella categoria in grado di affrontare e sbagliare qualsiasi situazione di pesca. I complimenti di Massimo mi hanno fatto veramente, veramente piacere.

Una domanda che mi è venuta in mente proprio mentre mi stai parlando. Hai vinto con i ragazzi, sei il commissario tecnico degli under 18, hai vinto con le donne e sei commissario tecnico della nazionale femminile. Ci sono delle differenze nel gestire una squadra di ragazzi ed una squadra femminile, non dal punto di vista dell’esperienza quanto dal punto di vista della gestione della squadra? Queste ultime sicuramente hanno molte più influenze che potrebbero arrivare dall’Italia rispetto ai giovani. Ecco pensi che ci possano essere delle influenze che incidono sulle convizioni di tutti sul lavoro svolto dallo staff tecnico?

Come tu ben sai io non guardo mai la maglia indossate. Faccio le mie valutazione sulla base dei risultati, scegliendo chi è tecnicamente più forte e valido nell’anno in corso. Per fare un esempio, Federica Brilli mi è sembrata molto preparata, facendo diversi sacrifici per arrivare pronta agli stages e ci ha dato i risultati, il campionato italiano parla da solo. Mai ho creato una nazionale basandomi su caratteristiche di “sopportazione”. Ciò che mi interessa è solo come pescano. Per il resto non ho mai avuto problemi a gestire “teste calde” o meno. La settimana mondiale è una settimana difficile sotto tutti i punti di vista, con ritmi altissimi, dove la concentrazione non deve mai calare. Inoltre una volta indossata la maglia azzurra tutti sanno che devono fare bene per non deludere la propria nazione.

Chiudiamo con una battuta sui campionati italiani giovanili che ti interessano direttamente. Anche in questo caso si può dire che le classifiche rispecchiano un po’ le tue scelte fatte nel corso degli anni.

Assolutamente si. I ragazzi più dotati tecnicamente li vedi e sono quelli che ti danno maggiore affidabilità durante i mondiali. I ragazzi meno dotati, ma più pescatori si possono esprimere meglio in Italia, mentre al mondiale devono essere seguiti maggiormente. Non a caso al mondiale femminile le più esperte hanno aiutato le giovani a raggiungere il livello necessario per fare il salto di qualità. E’ normale, si tratta di buon senso. Tornando ai ragazzi, è normale che chi passa dagli stages migliora raggiungendo i risultati. Vorrei fare i complimenti ad Arturo Missaglia che ha vinto il campionato italiano e che il prossimo non sarà più nell’under 18 in quanto scatterà di categoria. Conosco Arturo e so benissimo che questo è il coronamento di tanti sacrifici e della grandissima crescita che ha fatto quest’anno.