PESCA AL COLPO

Maurizio Teodoro – “Un quarto posto che fa rabbia!”


INTERVISTA AL CT UNDER 18 MAURIZIO TEODORO

Domenica 27 Luglio si è conclusa l’annuale edizione dei Campionati del Mondo Giovanili di pesca al colpo che come sempre si svolgono tra il terzo e quarto week end di Luglio. Quest’anno il paese designato ad ospitare la manifestazione era l’Olanda nella città di Assen. Non è stata una spedizione felice per i nostri colori purtroppo, anche se in campo individuale portiamo a casa due medaglie. Il rammarico è maggiore negli under 18, che con la nuova gestione Teodoro – Ballabeni ha davvero sfiorato l’impresa di un podio nettamente alla portata, fermandosi al quarto posto per un niente. La rabbia per questo risultato è stata tanta, specialmente per come è scaturito. Per capire meglio com’è andata abbiamo incontrato l’amico Maurizio Teodoro per farci spiegare un po’ di più la settimana e la gara.




Ciao Maurizio, prima di tutto i complimenti sono d’obbligo perché ancora una volta hai dimostrato di essere il migliore tra tutte le nazionali italiane. Ormai è andata e bisogna accontentarsi di questo quarto posto che poteva e doveva essere un podio alla luce dei fatti.

Assolutamente si. Le classifiche sono li da vedere. Un quarto posto in classifica finale con la terza piazza della giornata di venerdì ed il secondo posto del sabato. Abbiamo avuto dei ragazzi davvero preparati, perché non si va all’estero in un campo gara molto difficile come quello dell’Olanda con una squadra mal assemblata. Un campo con mille problematiche in quanto la pescosità non partiva, le breme erano molto localizzate, ma noi siamo riusciti a prenderle sia tutta la settimana, sia in gara. Abbiamo portato a casa almeno una medaglia individuale con Mattia Manzardo con un primo ed un quarto posto, che sarebbe potuto anche essere titolo individuale in quanto ci battono con meno breme rispetto a noi, ma di taglia maggiore; basti pensare che Mattia fa 6 chilogrammi e mezzo e vincono con meno di un chilo di differenza. Bisognava prendere solo un pesce ma poteva essere di soli due etti o da un chilo. Insomma, non parliamo di Fattore C, però bastava che i nostri pesci fossero di qualche etto più grossi per vincere almeno a livello individuale. Con le breme eravamo in pesca, ma anche con la peschetta ci siamo difesi bene. Il sabato, con Tabasco a spalla del francese, abbiamo preso 1470 grammi di gardon mentre il francese ne prende la metà, in una pesca più congeniale a loro che a noi tecnicamente. Che devo dire,.se dovessimo andare a vedere la storia dei campionati del mondo di pesca, con un secondo ed un terzo di giornata penso che qualunque nazionale sia salita sul podio. E’ successo che siamo arrivati quarti, ci aggrappiamo a questo successo per noi della medaglia di Mattia e siamo contenti e sereni. Questa è la cosa più importante.

Guardando la classifica si vedono due step: Francia, Inghilterra, Polonia, Italia e tutte le altre ben distanziate.

Esattamente. Noi siamo arrivati quarti ma a sei punti dal podio, otto dall’argento e dieci dall’oro. E soprattutto questi punti di distaccosono stati determinati da un solo pesce. Togliamo dal gruppo la Francia perché hanno vinto e stravinto. Il venerdì hanno guardato ed amministrato, il sabato hanno ucciso il mondiale. Sappiamo che a mondiale in corso hanno trovato ciò che avrebbe fatto la differenza sulla pesca delle breme e che probabilmente abbiamo inquadrato e ci servirà per il futuro. Sono però cose talmente piccole, che sono particolari che vanno provate e alzano moltissimo il livello dei ragazzi. Si parla di terre particolari che probabilmente hanno provato con i seniores ed hanno trasportato anche a livello giovanile e si possono fare solamente se conosci il campo di gara od i pesci. E’ come se noi andassimo a pescare a Peschiera con i casteroni, mentre gli altri vengono con i botticelli. Questo è il livello tecnico in queste giovanili, anche perché gli staff sono ogni volta sempre migliori. Non voglio trovare scuse, ma purtroppo siamo stati sfortunati perché sia i polacchi che gli inglesi si sono piazzati nei primi cinque del settore con pesci singoli. Consideriamo che nel settore di Tabasco del sabato, noi facciamo 60 pesci, mentre l’inglese praticamente un solo pesce da un chilogrammo di peso e se solo quella breme si fosse slamata noi saremmo andati sul podio. Stessa cosa se fosse successa ad un polacco. Per carità, sono pesci pescati e non si tratta di fortuna. Purtroppo sono mentalità diverse. Hanno aspettato una sola mangiata per tre ore: chi l’ha vista e presa, chi ha consegnato venti grammi. Onore a loro, che sono veramente preparati su queste pesche, ma anche grande onore a noi che abbiamo lottato fino all’ultimo dimostrando di essere veramente competitivi. Questo grazie all’apporto di Umberto ed alla tenacia del gruppo. Una piccola soddisfazione sono stati i complimenti dei francesi dopo la gara di Yuri. Piccole cose che ci fanno tornare a casa sereni e battaglieri per una prossima volta. Diciamo anche che se una delle due breme attaccate da Luca (Armiraglio ndr) non si fosse slamata, forse ora staremo parlando di un podio conquistato? Per la serie “Agli altri non si slamano, ma a noi si”. Il venerdì eravamo in un settore terribile con Luca. Era l’ultimo settore di gara dove c’era pochissima pescosità. Io sono stato dietro a Luca che ha pescato benissimo sottoriva. Dopo aver preso un vantaggio di circa una ventina di pesci sugli altri, ci siamo accorti di un movimento da breme fuori dalle erbe del sottoriva. Sapevo che potevamo permetterci di perdere quei dieci minuti alla massima lunghezza per tentare la breme e, con tutta la serenità che ci ha contraddistinto durante la settimana, ho detto a Luca di uscire. E’ stata una mossa azzeccata in quanto abbiamo attaccato due pesci da chilo. Purtroppo però entrambi si sono slamati. Se devo essere sincero mi sarei anche accontentato di prenderla per un orecchio, senza obbligatoriamente centrare la mangiata o dire “l’ho pescata divinamente”. Sono stupidate, l’importante era buttarla in nassa e avremmo vinto il settore dandoci maggiore fiducia. Luca ha slamato due breme, ma la colpa non è di nessuno, è successo.

Merito anche ad Umberto per l’apporto che ha dato?

Ma assolutamente si. In veste di co capitano si è comportato stupendamente. Essendo il primo anno in questi panni ha portato competenza e serenità e questo mi ha reso felice. Mi ha fatto passare benissimo una trasferta di quasi nove giorni ed è stato davvero molto bello.

A tuo avviso il campo gara non può raggiungere la sufficienza, considerando la manifestazione che ospitava?

Che devo dirti, a me le difficoltà piacciono. Questo campo gara ci ha portato a sfiorare un podio nelle difficoltà estreme perché guardando i settori anche se un ragazzo croato, spagnolo o portoghese pescando la breme consegna venti grammi, vuol dire che la pescosità era veramente bassa. Noi malgrado tutto ciò siamo riusciti a competere con le migliori nazioni. Certo, i dieci punti dell’Inghilterra del venerdì sono come se noi andassimo in Fissero e pescassimo i siluri: aspettare il pescione e basta. Questo han fatto loro. Loro hanno la capacità di star li ed aspettare una sola mangiata in tre ore. Insomma, detto questo si può capire come il campo gara non fosse proprio all’altezza della manifestazione che ospitava.

Chiudendo, vorrei una tua battuta su Jean Pierre Signorin che hai portato al mondiale in Francia lo scorso anno facendolo pescare un giorno solo e quest’anno ha vinto l’argento individuale.

Ci ho lasciato il cuore all’under 14 perché quei ragazzi li conosco. Michele sta facendo un lavoro proiettato verso il futuro come feci io quando arrivai. Io ebbi la fortuna di avere un mondiale più facile in Portogallo dove arrivammo terzi e avevo ragazzi piccoli. Michele sta portando avanti lo stesso discorso. Jean Pierre è l’unico ragazzo limite d’età che aveva all’interno della nazionale. Sono molto contento perché lo abbiamo creato e plasmato, specialmente non facendolo pescare lo scorso anno il primo giorno. Ha fatto due grandi gare, ha pescato in modo giusto per la zona dov’era capitato ed è stato anche sfortunato perché ha catturato un pesce di taglia che ha slamato, ha preso un’anguilla da chilo che ha dovuto rilasciare per le leggi olandesi. E’ arrivato secondo ma poteva anche vincere. Sono davvero molto contento per lui. E’ un ragazzo che si impegna molto ed anche in Italia sta facendo buone cose confrontandosi con i più grandi nei campionati a squadre e lo proietta ad essere un ottimo pescatore.

Ed il prossimo anno te lo ritrovi nell’under 18 complicandoti ancor di più le cose nelle scelte….

Eh, hai ragione. Pensate che in Inghilterra non esistono delle selettive come il Club Azzurro ma scelgono direttamente i commissari tecnici gli atleti. Ho detto tutto.

Per finire, tra tre settimane riparti alla volta del Portogallo con la nazionale femminile. Voglia di podio?

Ho una gran voglia di fare, ma soprattutto mi è aumentata la voglia di podio dopo la beffa con gli under 18. Non so cosa succederà perché la pesca è strana e ha tante variabili. Saremo io e Stefano Defendi, che avrà anche lui voglia di rivalsa. Vediamo cosa succede, speriamo!