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Merida, Teodoro, Adria e Red Tetragon – L'intervista a Milo

INTERVISTA A MILO SUGLI EVENTI 2015

Come sempre in questo periodo dell’anno ho pensato di chiedere un’appuntamento a Milo nel suo stupendo ufficio per poter fare due chiacchiere su questo inizio di stagione, dando grande spazio alla manifestazione spagnola del Merida Master ed alle altre gare di inizio stagione, tra cui il recente campionato italiano a squadre ad Adria, oltre a ciò che lo aspetta in futuro partendo dal Red Tetragon.

Siamo arrivati ad aprile e come nelle ultime annate è tempo di fare due chiacchiere su questo inizio di stagione che ti ha visto tra i protagonisti e come sempre permettimi di ringraziarti per il tempo che ci dedichi per gli amici di Fishingmania, i quali seguono sempre con molta attenzione tutti gli articoli che ti riguardano. Direi che possiamo iniziare questa chiacchierata dall’evento più importante di qualche settimana fa ovvero il Merida Master che ancora una volta hai sponsorizzato, essendo organizzato dal tuo rappresentante spagnolo Thomas Romera. Come sempre è stata una stupenda manifestazione. Cosa puoi dirci del Merida 2015?

Che dire, ancora una volta è stata una bellissima manifestazione che ha visto grande partecipazione da parte di molti pescatori al punto che quest’anno se non sbaglio sono stati presenti circa un’ottantina di agonisti provenienti non solo dalla Spagna ma anche da altre nazioni europee. Italiani, francesi, belga e portoghesi non hanno voluto mancare a questo evento. Non si può dire che il meteo sia stato particolarmente caldo, in quanto il vento ha raffreddato tutto l’ambiente, ma nonostante ciò si può dire che i risultati siano stati sempre all’insegna di un certo pescato. Non siamo più ai livelli di qualche anno fa quando si vinceva con sessanta chili di carassi, ma comunque sono stati raggiunti i 22 – 23 chili di pescato nel secondo giorno di gara. Lo scorso anno il Merida Master si svolse nel periodo della frega ed il pesce di taglia non fu molto attivo. Non a caso i carassi catturati rilasciavano una certa quantità di uova una volta presi in mano. Era comprensibile che fossero più interessati ad altro, piuttosto che pensare alle esche di noi presenti. Quello che quest’anno ha caratterizzato la bellezza della manifestazione è stata un’alta presenza dell’alborella. Di questo ne hanno tratto vantaggio gli agonisti portoghesi, i quali erano al corrente del tipo di pesca da effettuare in quanto pochi giorni prima avevano svolto una gara sul Rio Guadiana basando gran parte della pescata su questi “piccoli” ciprinidi. Forti di questa esperienza, si sono visti i risultati alla fine, con un secondo assoluto di tutta la manifestazione effettuato pescando esclusivamente l’alborella in entrambe le giornate. Questo agonista nel secondo giorno era nel mio settore e se non lo batto io pescando all’alborella avrebbe vinto l’edizione 2015 del Merida Master. Se devo essere sincero quella seconda gara è stata particolare, in quanto il portoghese è partito a testa bassa all’alborella con le canne fisse, mentre io ho iniziato all’inglese non catturando nulla per quaranta minuti. Quando mi sono deciso a mettermi anche io a pescare le alborelle, ho dovuto arrabattarmi in qualche modo una canna fissa in quanto non me le ero portate via dall’Italia. Ad ogni modo con quaranta minuti di ritardo sono riuscito a recuperare il tempo perso vincendo il mio settore. Diverso il discorso del primo giorno che, devo ammettere, è stato un vero disastro perché ho dovuto assistere alla cattura di ben quattordici chilogrammi di alborelle pescando con il kit della roubaisienne da parte di un agonista che non aveva mai fatto questo tipo di pesca e che alla fine ha vinto il settore. Insomma, la pesca dell’alborella è stata davvero determinante quest’anno.

Mi parli di pesi da dieci, dodici, quattordici chilogrammi effettuati solo pescando le alborelle. Ma di che taglia di pesce stiamo parlando?

Parliamo di una taglia decisamente grossa da 20 a 25 grammi per pesce. Non era una pesca di velocità in quanto la media era di catturare circa 150 alborelle all’ora, ma con quella taglia media arrivare a pesi di una certa entità era abbastanza facile. La cosa strana è che durante le prove l’alborella non dava affatto fastidio, al punto che non si pensava minimamente che durante le gare tutta la pesca potesse girare sull’alborella con le canne fisse. Vista la temperatura abbastanza bassa era necessario pescarle con almeno un metro di profondità e con grammature pesanti con 4×16/4×18. Una bella pesca, una “pesca vecchia”, una pesca che purtroppo in Italia non si fa più. Una pesca che quelli della mia generazione apprezzerebbero moltissimo essendo abituati alle vecchie gare che si facevano a Peschiera, Porto Ceresio, Turano e Ostellato. Che dire, italiani venite al Merida Master perché ne vale davvero la pena con tutte queste alborelle!

Se non sbaglio il vincitore di quest’anno è lo stesso che un mese prima aveva vinto l’Iberian Master giusto?

Assolutamente si. Angel Romera che è il cugino di Thomas Romera, il mio distributore in Spagna. Tra tutti e due stiamo parlando di due persone stupende che pescano entrambi molto bene e che curano nei particolari tutti questi eventi. Non a caso il Merida Master è ottimamente organizzato in tutto e per tutto. C’è anche da dire che poi si svolge praticamente in casa di Thomas visto che abita a pochissime centinaia di metri dal campo gara che in passato ha ospitato pure i campionati del mondo ed europeo per nazioni.

Passiamo al secondo argomento di giornata ed uno dei trasferimenti di questa sessione di pescamercato: Maurizio Teodoro, che noi di Fishingmania abbiamo annunciato quasi in diretta, pochissimi minuti dopo la conferma del passaggio. Un bell’acquisto da diversi punti di vista visto che ti riporti a casa un pescatore d’esperienza, un commissario tecnico di livello. E’ una bella mossa.

Assolutamente, io spero di averci visto bene. Hai detto bene con la frase “mi riporto a casa” visto che Maurizio ha iniziato la propria “carriera”, chiamiamola così, nel mondo della pesca proprio in questa azienda da giovanissimo. C’è sempre stato un bel rapporto di amicizia fra noi, oltre quello che può essere definito professionale. Esiste una stima reciproca che è stata sempre perpetrata negli anni. Io l’ho sempre visto entusiasta della possibilità di tornare nell’azienda e quest’anno si è presentata l’opportunità per ricominciare a lavorare assieme e non ho avuto esitazione a considerarlo per la nostra famiglia. Oltre al discorso lavorativo, perché questo è il punto principale del suo passaggio in Milo, c’è un ottimo acquisto anche dal punto di vista agonistico. Stiamo parlando davvero di un pescatore di livello che può dire la sua in Campionato Italiano a Squadre. Mi dispiace di essere andato a rompere le uova nel paniere alla squadra giovane della Cannisti Pescaluna, non è un discorso voluto ma puramente lavorativo. Domenica ad Adria mi sono incontrato con il presidente della Pescaluna e l’ho ringraziato perché è stato un signore ad averlo svincolato a pochissime settimane dall’inizio della stagione agonistica e ha capito che è tutto legato al lavoro. La presenza di Maurizio si è già fatta subito sentire ad Adria visto che dopo le prime due gare è risultato il migliore della sua squadra con nove penalità complessive. Nonostante la seconda squadra sia a cinque, a Peschiera pescherà ancora vista l’assenza di Riccardo Galigani impegnato con lo stage della nazionale master e sicuramente dirà la sua anche sul Mincio, essendo un campo che ben conosce ed una pesca a lui molto congeniale. Poi dal punto di vista internazionale ha una conoscenza che è illimitata.

Hai parlato di Adria e delle prime due prove del CIS. A tal proposito possiamo dire che le gare in Canal Bianco sono…andate? Né bene, né male. Diciamo che avete contenuto i danni?

Si, hai detto bene, è andata. Non possiamo dire di essere soddisfatti. Non è andata male, ma non è andata nemmeno bene. Siamo diciannovesimi e abbiamo contenuto gli incontenibili. Ci ha lasciato davvero esterrefatti il risultato della Valdera Pontederese che in due giorni è riuscita a totalizzare la bellezza di soli nove penalità. Personalmente non ho mai assistito ad un dominio simile in due giorni consecutivi. Presumo che sia anche la prima volta nella storia del CIS che una squadra riesca a ripetersi due volte in due giorni sullo stesso campo gara. Potrei dire, tanto di cappello a loro, ma non sarebbe sufficienti. Non ci sono abbastanza parole e complimenti per l’impresa che hanno effettuato. In un posto come Adria dove il fondale è letteralmente tappezzato di breme, questi ragazzi sono riusciti a capire come prendere quelle più grosse, cosa che gli altri non hanno capito.
Lo scorso anno ricordo che mi dissi che Adria era un bel campo ma con una sponda davvero pessima. Confermi le tue parole?
Assolutamente si. Anzi, Adria mi sta piacendo sempre di più perché non solo è difficile da affrontare, ma nella sua difficoltà presenta una certa regolarità di pescato ed una pescosità davvero alta. Si pesca in un vero e proprio fiume che presenta degli ostacoli sul fondo e dove la corrente e la marea hanno un ruolo fondamentale. Certamente la sponda rimane un bel problema, ma a parte quello di Adria non si può proprio parlare male.

Stiamo arrivando quasi alla conclusione di questa intervista però, prima di affrontare l’ultimo ma non meno importante argomento, vorrei che tu spendessi due parole su un componente della seconda squadra della Longobardi che arriva da Ginevra e, da quello che mi han detto, è un vero pazzo per la pesca.

Ti devo correggere, perché pazzo per la pesca è un termine che non è sufficiente. Questo ragazzo, il cui nome è Albano Bonato, è un francese di origini italiani che è appassionatissimo per la pesca e lo scorso anno è venuto con me a Peschiera, ad Umbertide e a Teramo realizzando dei risultati incredibili. Vista questa sua passione per la pesca ed anche le sue capacità, io gli ho chiesto se fosse venuto volentieri a pescare nella seconda squadra della Longobardi e ha accettato con grande entusiasmo. In più, se non fosse cambiata la data, avrebbe pure dovuto partecipare al campionato italiano a coppie di pesca a feeder in coppia con me.

A tal proposito, vogliamo svelare la squadra della Longobardi che parteciperà al CIS Feeder?

La squadra sarà composta da Alessandro Pozzi, Agostino Fuccillo, Stefano Tribuzio e Luca Cartei.

Infine ultimissimo argomento, ovviamente il Red Tetragon che avrà inizio venerdì. Sai dirmi quanti iscritti ci sono e se ci sarà qualche cambiamento nei campi gara?

Sarà sicuramente una meravigliosa edizione quella di quest’anno. Rispetto allo scorso anno non si pescherà più solamente solo sul campo gara di Calcinaia Vecchia ma saremo anche a Calcinaia Nuova. Tecnicamente dovremmo andare anche a Castelfranco di Sotto ma sembra che questo campo gara abbia diverse problematiche di pescosità e potremmo anche decidere di non utilizzarlo. Al momento sono iscritte 24 coppie e ci sarà la partecipazione anche di nomi importanti del panorama internazionale. Oltre a Steve Gardner che come al solito pescherà con me, sarà presente anche Andy Neal della Bait Tech che pescherà in coppia con Maurizio Teodoro e Gerard Trinquier in coppia con Albano Bonato. Eccetto Castelfranco, l’Arno è in condizioni davvero smaglianti ed i campi di Calcinaia stanno regalando un’ottima pescosità. Mi auguro davvero che sia una manifestazione all’insegna di un’alta pescosità e che tutti possano divertirsi.

Ancora una volta, grazie mille Milo per la tua disponibilità nel dedicarci del tempo per queste interviste. I nostri utenti saranno felici di leggerti ancora.

Vogliamo ricordare a tutti che in occasione del Red Tetragon il nostro Matteo sarà impegnato nel ruolo di commentatore della gara per i microfoni del canale youtube di Milo nella giornata conclusiva del Red Tetragon la domenica. Naturalmente sarà disponibile anche una vasta gamma di foto della competizione a partire dalla giornata di lunedì, se non dovessimo tornare troppo tardi da Pisa forse anche domenica sera!

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