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Milo a 360° sull'annata 2015 e cosa lo aspetta nel 2016

INTERVISTA A MILO

Come tutti gli anni Milo ci ha accolto nel suo stupendo ufficio per fare due chiacchiere di fine anno sull’annata appena conclusa che, dal punto di vista agonistico, purtroppo non è andata come si sperava con la retrocessione di entrambe le squadre dal Campionato Italiano a squadre di pesca al colpo al Trofeo di Serie A1 per il 2016. Agonismo, ma anche International Milo Day, gli eventi futuri e quello che ci aspetta nell’ambito delle novità in fatto di prodotti, di cui avevamo trattato marginalmente nell’articolo del Milo Day.

D’obbligo partire con l’evento più recente ovvero l’International Milo Day che ancora una volta si è dimostrata essere una grande festa a cui hanno preso parte pescatori sia italiani che, soprattutto, provenienti da Francia, Belgio, Lussembugo ed altre sei nazioni. Ecco il motivo per cui hai deciso di cambiare denominazione in International Milo Day. E’ sempre una bella soddisfazione vedere questo seguito?

Assolutamente si, è molto bello vedere tutti questi pescatori che mostrano grande interesse ed attaccamento per i colori di questa azienda, arrivando a sobbarcarsi da 1000 ai 2500 chilometri come nel caso della squadra della Lettonia. La manifestazione è riuscita sotto ogni profilo ed il tempo ci ha aiutato come non mai, con una temperatura atmosferica più da inizio ottobre che da inizio novembre. Ultimamente il fine stagione è più gradevole dell’inizio stagione. Mai ci saremmo aspettati di avere oltre venti gradi al sole. Sul fatto del divieto di utilizzo della pasta non credo che abbia influenzato la pescosità anzi, credo che sia stata una nota positiva per le compagini italiane che dopo anni di strapotere francese sono tornate prepotentemente ai vertici della classifica generale. Di fatto è stata una gara un po’ più “all’italiana”, con il bigattino sull’amo e la pesca sia sul fondo che a galla sulla fiondata, pescando lungo.

E quest’anno è stato l’anno della Cesanesi…

Sicuramente! Come sempre hanno aderito con tantissime squadre, oltre ad aiutarci moltissimo nell’organizzazione di tutto l’evento a partire dalla giornata del venerdì e quest’anno hanno anche vinto meritatamente l’edizione 2015 sia a squadre, che individualmente.

Alla fine della gara ti abbiamo visto anche parlare dell’organizzazione della prossima edizione. Puoi anticipare qualcosa?

A fine gara parlando con Bruno e Teresa Frigerio abbiamo deciso come organizzarci per il prossimo anno. Visto che il 1° novembre cadrà di martedì e c’è praticamente un ponte lungo, la mia decisione è stata di non cambiare rispetto al passato e fissare l’International Milo Day per domenica 30 ottobre.

Parlare di Milo Day è sempre un piacere anche perché è il racconto di una festa. Ora però devo farti passare alla parte amara, ovvero la difficile annata agonistica con la Longobardi Milo. Cosa è successo?

Parte amara, davvero. Abbiamo avuto un’annata decisamente sottotono. Sembrava ci fossimo ripresi in occasione della gara di Peschiera dove avevamo conquistato il trofeo di giornata. Tanto è stata positiva la gara di Peschiera, tanto è stata negativo il week end sul nostro canale di casa ovvero il Navigabile a Spinadesco. In quell’occasione abbiamo veramente sbagliato tutto, raccogliendo 50 punti in due gara, un punteggio inaudito e che non ricordo aver mai portato a casa in sole due gare. E poi la finale dell’Ufente. Alla partenza da Milano mai ci saremmo aspettati di tornare con due retrocessioni in tasca. Se la seconda squadra si sapeva che era praticamente spacciata, lo stesso non si può dire della prima. Siamo arrivati a Terracina da tredicesimi in classifica, convinti che sarebbe bastata una gara di difesa per salvarci oltre al fatto che dovevano salvarsi 23 squadre. Così invece non è stato, in quanto a salvarsi erano le prime diciassette squadre qualificate. La tappa di Spinadesco era andata davvero male e credevo fosse difficile peggiore il nostro scarto da 25 penalità, ma ce l’abbiamo fatta lo stesso. Ventinove punti in Ufente, diciottesima posizione e primi degli esclusi. Non ci sono commenti. C’è solo tanta rabbia, soprattutto perché non era stato definito che dalla diciottesima in poi le squadre sarebbero retrocesse.

Ed il prossimo anno vi tocca la Serie A1. Un trofeo non facile, sei d’accordo?

Assolutamente non facile. Il Trofeo di Serie A1 è una competizione insidiosa a cui partecipano squadre ben preparate e con agonisti molto esperti, specialmente perché conoscono meglio i campi gara che si solcano partendo in primis dal Bormida ed il Tanaro, lo stesso Spinadesco ed il Fissero Tartaro.

Hai parlato di Spinadesco e Ufente, due campi gara che quest’anno sono stati alle estremità per la pescosità. Qual è la tua opinione sui campi gara scelti per l’annata appena conclusa?

Spinadesco è stata una vera e propria conferma dopo ciò di buono che si è visto nel 2014. Ancora una volta si è presentata un’interessante peschetta a roubaisienne sia a sette pezzi che ad 11 metri, che alla massima lunghezza sulle placchette. Pesci di taglia sicuramente non grossa, ma che bisognava essere bravi a fare in velocità utilizzando fouilles e ver de vase. La distribuzione del pesce è stata paritetica per tutti gli agonisti. Non si può assolutamente dire che sia stato un campo gara negativo. Peccato davvero per come è andata la nostra gara del CIS Colpo. Il Fissero è stato meraviglioso quest’anno, grazie all’arrivo di questa grossa alborella che non si vedeva da tempo e che mi ha permesso di rispolverare i frustini a me tanto cari. Nel canale mantovano erano due le alternative: o la pesca del siluro, o la pesca in velocità del pesce piccolo. Quest’ultima è stata sicuramente la pesca che ha dato maggiori risultati, visto che la pesca di attesa del siluro era più deleteria che altro. Abbiamo parlato di Ufente e nonostante possa sembrare un ottimo campo gara per la capienza e la tipologia di canale che è, purtroppo il giudizio non può che essere negativo. Io, come la stessa Fipsas mi ha detto, sono dell’opinione che mancava solo una cosa: il pesce. Se solo avessero effettuato dei ripopolamenti, sarebbe stato un campo gara bellissimo. Non si può tollerare il fatto che ci sia chi prenda una carpa over cinque chili e cinque alborelle. Bellissimo campo di gara invece lo Scolmatore dell’Arno. Personalmente l’ho visto per la prima volta e ne sono rimasto piacevolmente stupito. Chi ha pescato bene ha preso i pesci.

Non pensi che l’Arno pisano sia stato un po’ trascurato? Tu saresti favorevole ad un suo rientro in calendario per alcune manifestazioni?

Per quanto mi riguarda l’Arno pisano è uno dei fiumi con una quantità di pesce incredibile. E’ un peccato che venga trascurato dalle manifestazioni nazionali ed ovviamente io sarei ben favorevole per un suo rientro nel calendario agonistico del CIS o, anche, per una prova del campionato italiano, se la capienza lo permette. Il pescato dell’Arno non si discute; basta pensare che è possibile fare l’ultimo di settore portando alla pesa anche dieci chilogrammi di pesce. Insomma, in un periodo in cui ci lamentiamo della bassa pescosità dei campi gara, ne trascuriamo uno che offre pesce a tutti.

Sembra ancora un’incognita il format del Cis del prossimo anno. A tuo parere quale sarebbe la formula giusta?

Io sono dell’opinione che la cosa migliore sia quella di fare i gironi locali con le prime classificate di ogni girone che vanno a sfidarsi nelle finali, come si faceva alcuni anni fa. In questo modo si limitano enormemente le spese e le società possono gestirsi le competizioni in campi di gara non sconosciuti come nel caso di quest’anno con la prova in Ufente.

Il prossimo anno a quali eventi internazionali e fieristici sarai presente?

Per quanto riguarda il Merida Master abbiamo deciso la data proprio l’altro giorno. La gara si svolgerà il secondo week end di aprile, naturalmente non concomitante con il Club Azzurro Seniores per consentire, a chi lo volesse, di partecipare alla gara in terra spagnola. Il Red Tetragon invece dovrebbe essere programmato per il primo week end di maggio, ovviamente calendari permettendo. Diciamo che la data di questo importante evento si potrà ufficializzare solamente una volta pubblicato dalla Fipsas il calendario gare. Per quanto riguarda le fiere, il Carpitaly è una priorità assoluta per noi e sempre a proposito di carpfishing poche settimane dopo saremo in Francia per una grossa fiera dedicata agli amanti di questa specialità.

Detto dell’annata agonistica appena conclusasi, detto degli eventi a cui parteciperai il prossimo anno, passiamo a ciò che interessa molto di più in questo momento i pescatori italiani, agonisti e non: le novità sui prodotti. Abbiamo visto al Milo Day del primo novembre che ci sono diverse interessanti novità sia nel campo della pesca al colpo, che del feeder, che della buffetteria. Ci fai un breve riassunto su questi prodotti, prima di andare a recensirli in dettaglio nel corso delle prossime settimane?

Vorrei subito citare Bait Tech che per il prossimo anno ha arricchiato la linea di prodotti da distribuire in Italia, con Andy Neal che mi ha già illustrato privatamente alcuni sfarinati nelle pasture ed una nuova linea di boiles il cui nome è Poloni, caratterizzate dal gusto speziato ed alla salsiccia. Inoltre, novità delle novità, distribuiremo alcuni additivi liquidi molto interessanti di Bait Tech con cui bagnare le pasture ed i pellet, sia da pastura che da innesco. Ci tengo a sottolineare quanto sia eccellente la loro presentazione con sacchetti davvero accattivanti.

Passando ai miei prodotti per il 2016, hai già avuto modo di vedere la nuovissima linea Incredible che va a sostituire la Red Fifity: roubaisienne, panchetti, guadini e bolognesi. Bolognesi che per il prossimo anno saranno presenti con tre nuove linee: oltre alla già citata Incredible, ci saranno le Stradivari e le Milano. Tutta merce che sarà disponibile in toto a partire da Dicembre. Oltre alla roubaisienne di punta, la Incredible, abbiamo prodotto altre due canne con denominazione Maranello J16 e J18 che continuano la serie da carpodromo della Maranello che ha avuto tanto successo nel corso degli anni. Ti do anche un’ultimissima: sto lavorando anche per una nuova serie di canne da alborella, sull’onda del ritorno di questo piccolo ciprinide in molte delle nostre acque nel corso dell’ultimo anno, senza contare quanto sia presente nel resto dell’Europa tra Spagna e paesi dell’est.

Per il feeder c’è una nuova linea di canne chiamate Insolite ed infine ho allargato anche la gamma di canne per la pesca ultralight / rockfishing.

La linea in EVA è stata allargata con nuovissime bacinelle, borsine con coperchio trasparente per il trasporto di feeder e foderi, oltre ad un interessante recipente con la retina gommata nella parte superiore studiata principalmente per il mantenimento del pesce vivo pescando in mare a surfcasting oppure, volendo, si adatta anche per chi pesca con il vivo i predatori. Infine nel campo dei foderi, è stato realizzato un fodero rigido adatto sia per portare le canne con i mulinelli montati, sia a livello di portapunte.

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