Milo racconta il Fish'O'Mania PESCA AL COLPO

Milo racconta il Fish’O’Mania


INTERVISTA A MILO SUL FISH’O’MANIA

Per la prima volta due italiani hanno preso parte alla più importante manifestazione inglese di pesca, il cui risalto mediatico è talmente alto da andare in onda, in diretta, su Sky Sport con tanto di studio, commentatori ed inviati sul campo. Ovviamente si tratta non del vero e proprio Fish’O’Mania a cui possono partecipare solo agonisti inglesi, ma l’International Fish’O’Mania, una gara a squadre per nazioni. Per l’Italia la partecipazione è stata riservata a Milo Colombo e Claudio Guicciardi che hanno concluso le cinque ore di gara in sesta posizione, dopo aver raggiunto anche la seconda piazza a metà gara.




Considerata l’importanza della manifestazione, abbiamo fatto due chiacchiere con lo stesso Milo il quale, con grande entusiasmo, ci ha raccontato la sua esperienza alle Fisheries Cudmore.

Milo, proprio stamattina (martedì ndr) sei ritornato a Milano dopo il Fish’O’Mania International di domenica. Un evento che personalmente sono anche riuscito a seguire online e che è davvero qualcosa fuori dal normale. Un evento impensabile per l’Italia. Raccontaci le tue impressioni ed anche la gara tua e di Claudio.

Un evento meraviglioso, unico. Un qualche cosa che nella mia lunga esperienza internazionale non ho davvero mai assistito. In particolar modo ciò che riguarda la partecipazione di pubblico. Si parla naturalmente della gara del sabato, che è il clou del Fish’O’Mania. Cinque, seimila persone sulle sponde interessante realmente all’evento, che si sono fatte coinvolgere dalla manifestazione applaudendo ad ogni cattura. C’è da dire anche che ulteriore interesse è stato dato dalle pesate ogni trenta minuti le quali permettevano di controllare il reale andamento della gara. Anche per me, durante la gara della domenica, è stato importante sapere in che posizione ci trovavamo, visto che ci permetteva di cambiare in corsa le varie tattiche.

Il campo gara di questo Fish’O’Mania è circolare, con tutti i concorrenti posizionati alla stessa distanza su determinate piazzole. Come nella maggior parte di questi impianti inglesi, la profondità è limitata a circa un metro e la corrente è determinata solamente dalle condizioni atmosferiche. Nel nostro caso, mentre in Italia le temperature toccavano i quaranta gradi, ci siamo trovati una temperatura tipica inglese attorno ai 16 °C e del vento che mi ha addirittura obbligato a coprirmi con l’impermeabile. La pesca al Fish’O’Mania International si poteva effettura solamente con le tecniche della pesca al colpo, diversamente dalla gara del sabato in cui è consentito anche il feeder. Avendo come commissario tecnico Steve Gardner, sapevo che ci sarebbe stata una gran cura dei particolari, a partire dalla pasturazione fino agli inneschi. A tal proposito, ci siamo trovati a pescare con ami piccoli innescando pezzi di vermi della lunghezza compresa tra mezzo centimetro ed un centimetro e mezzo. Più di una volta Steve è venuto a controllare che non esagerassi con il boccone. Per quanto riguarda la pastura, abbiamo utilizzato una delle nuove nate di casa Bait Tech, la F1, bagnata poco in modo che essendo morbida potesse creare una piccola nuvola durante la sua discesa verso il fondo. Pasturazione che inoltre veniva effettuata solamente per mezzo di una mini coppetta, in questo caso della Frenzee, l’azienda in cui è presente anche Andy Neal, che permetteva di far cadere in acqua qualcosa come una decina di grammi di pastura ed al massimo tre/quattro caster per volta. Una strategia abbastanza di difesa, che per le prime due ore e mezza è risultata ottima in quanto ci ha permesso di raggiungere la seconda posizione provvisoria. Però la nostra idea di non abbondare sulla pasturazione non si è rivelata quella più giusta nell’arco delle cinque ore di gara. Questo perché mi sono accorto che nell’ultima ora e mezza le altre nazioni avevano aumentato le frequenze di pasturazione con vermi tagliati e caster. Tutto ciò per il movimento di pesci di taglia come tinche e breme, fondamentali per l’esito della gara. Noi ci siamo fatti un po’ sorprendere perdendo di conseguenza il ritmo. Il rammarico è quello di non aver provato prima ad innescare un verme intero, con il quale ho effettuato le ultime belle catture. Se lo avessimo fatto prima, sicuramente staremmo parlando di un altro esito.

Guardando la gara ho notato che molti utilizzavano degli elastici molto morbidi, tanto che pesci da 500 grammi sembravano molto più grossi. Questo perché usavate dei fili molto sottili?

La tua deduzione sugli elastici molto morbidi era esatta, mentre per quanto riguarda lo spessore dei finali non era poi così fine visto che pescavamo con uno 011 mm. Essendoci però così poca acqua, nel momento in cui allamavi i pesci, questi tendevano a salire in superficie. Per evitare di perderli era quindi necessario usare degli elastici da 1.2 o 1.4 molto morbidi. Le mangiate erano delle vere e proprie fucilate e l’ultimo pesce catturato è stata una stupenda breme da 800 grammi catturata a venti secondi dalla fine.

Abbiamo anche parlato delle pesate ogni mezz’ora, effettuate con grande cura dai commissari. Cosa mi puoi dire di queste dieci fasi della gara?

Personalmente pensavo che potesse essere un problema avere una persona che ogni mezz’ora prendesse la nassa per sessanta/novanta secondi durante le operazioni di pesatura. In realtà invece era un’operazione effettuata con estrema attenzione sia nei confronti dell’agonista, sia soprattutto nei confronti del pesce. Bellissimo comunque alzare lo sguardo e vedere sul megaschermo le classifiche aggiornate ogni trenta minuti. Una gara davvero unica. Alla fine abbiamo fatto i complimenti alla squadra olandese che nell’ultima ora hanno saputo fare le cose giuste per prendere i pesci di taglia e passare in seconda piazza.

C’è la possibilità che vi invitino ancora il prossimo anno?

Sembrerebbe proprio di si e personalmente mi auguro di poter ancora partecipare ad una manifestazione di questo tipo. Bisogna davvero esserci per capire di cosa si sta parlando. Nemmeno ad un campionato del mondo c’è tale partecipazione di pubblico e di interesse mediatico.

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