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Milo tinge di rosso il Naviglione

MILO IN PESCA SUL NAVIGLIO GRANDE

Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di andare a pescare con diversi campioni della pesca al colpo ed ultimamente anche del feeder. Nonostante lo conosca da anni e spesso sia andato direttamente in ufficio ad intervistarlo, mai mi era capitata l’occasione di poter fare un’uscita di pesca insieme a Milo e vederlo all’opera nelle vesti di comune pescatore.

Più volte l’ho visto in azione durante le manifestazioni ufficiali, ma è tutta un’altra cosa. La pressione agonistica è decisamente più alta ed è impossibile avvicinarlo. Devo ammettere che tutto è nato quasi per caso, da una semplice pescata che stavo organizzando con alcuni componenti della squadra A della Longobardi Milo sezione Feeder ovvero Agostino Fuccillo e Alessandro Pozzi. Parlando con Agostino mi ha proposto di proporre anche a Milo di unirsi a noi essendo libero da impegni di gare. Un’uscita di pesca effettuata alcuni giorni fa poco prima di ferragosto ma che ho volutamente atteso a pubblicarla. Una possibilità, la presenza di Milo, che non capita tutti i giorni e alla quale ho sperato vivamente potesse andare a buon fine. E così è stato. Unica condizione: sfida bolognese vs feeder e naturalmente Milo con la sua tecnica preferita. Il problema principale, a questo punto, è stato trovare il posto adatto per questa affascinante e simpatica garetta. Adda, Ticino, Quintino Sella, Po? Niente di tutto ciò, serviva qualcos’altro di più intrigante ed in grado di offrire una sicura pescosità. Il Naviglio Grande! Ecco si, il Naviglione è il posto giusto, specialmente nella zona di Turbigo. Una buona profondità, corrente sostenuta ma non eccessiva e pesci furbi e nobili. Caratteristiche perfette per entrambe le specialità. In questo tratto il Naviglio è molto battuto dai pescatori in tutte le stagioni ed in particolare nei mesi in cui i restanti tratti più a valle sono completamente prosciugati mentre fino a Turbigo l’acqua rimane tutto l’anno con un’ottima pescosità tra gardon, cavedani, barbi e pighi. A parte i gardon si può dire che questo canale non presenta altre specie alloctone. Appuntamento intorno alle 8.30 di un caldo sabato di Agosto. Una giornata stupenda, forse un po’ troppo soleggiata, ma perfetta per una giornata di pesca in compagnia lontani dallo stress agonistico. Primi ad arrivare sono stati Agostino e Alessandro che han subito cercato di prendere i posti più buoni, relegando Milo e Noris agli esterni. Da sottolineare come entrambi fossero alla loro prima volta sul Naviglio Grande in quel Turbigo, cosa che mi ha stupito non poco considerando che si trova a non più di trenta chilometri da Milano, città dove ha sede la ditta Milo. Viste le caratteristiche della corrente, la bolognese sembra una tecnica più adatta alla pesca in questo stupendo canale, mentre per il feeder non basta solo saper lanciare il pasturatore. Quando la corrente è molto sostenuta, bisogna utilizzare dei pesi adatti e soprattutto una montatura che non si attorcigli nelle fasi di lancio, discesa del pasturatore e trattenuta. La scelta dei due uomini feeder è stata quella di un classico paternoster con pasturatori Variweight Feeder Drennan da 50 grammi. In pratica dei classici maggot feeder a saponetta che garantiscono molta più stabilità sul fondo, senza che la corrente li sposti. Per quel che riguarda ami e finali, considerando la presenza di diversi cavedani e la limpidità dell’acqua, si è preferito non azzardare troppo con le dimensioni restando su uno 0.12 mm del Krepton Ghost e ami Superspade Drennan. Per quanto riguarda la bolognese, Milo ha tirato fuori dal fodero la sua Superba da sette metri con galleggianti Michelle da 5 grammi. Per quanto riguarda la pastura la scelta è ricaduta sulle pasture della Bait Tech mischiate con la Carpa – Carassio Milo. Un mix che ha portato ad una colorazione abbastanza scura ma ricca di nutrienti grazie alla presenza di farine di pesci e proteine presenti nella N-TICE Meaty Mix e Super Method Mix della Bait Tech, perfetta per attirare i tanti barbi comuni presenti nell’area. Ovviamente non si poteva lasciare a casa i cagnotti da lanciare con retine biodegradabili. Se si vogliono prendere dei pesci sul Naviglio con la corrente che c’è, non si possono lasciare a casa. Utilizzando solamente la ghiaia non sarebbe bastato per tenere ferma la pallina di incollati davanti alla propria postazione.

Finita la preparazione è stato tempo di iniziare la sfida. Inizialmente Milo e Noris sono stati posizionati all’esterno, lasciando i due feederisti al centro, ma Milo durante la pescata ha preferito spostarsi di fianco al proprio compagno di squadra per sfruttare al meglio le sue retine. Retine che hanno spostato l’ago della bilancia nettamente a favore della bolognese, lasciando il feeder in una posizione un po’ defilata. Barbi, cavedani, scardole, gardon. Una serie continua di catture sia da una parte che dall’altra che ha lasciato soddisfatti tutti, in particolar modo Milo che non aveva iniziato la pescata nel migliore dei modi. La sua Superba da sette metri ci ha messo un po’ prima di piegare il proprio cimino ma nel momento in cui ha iniziato, non ha più smesso. Tanto che cercare di schiodare Milo dal panchetto per fare le ultime foto di rito della nassa è stato veramente difficile e complicato. Vedere Milo alle prese con la bolognese è a dir poco uno spettacolo; ha una grazia nei movimenti, dal lancio alla ferrata, che fan capire subito di avere davanti qualcuno che ha fatto la storia della pesca al colpo. Una giornata all’insegna del relax, condita sia da scherzose battute sia da un pizzico di agonismo che, con agonisti incalliti come i nostri ospiti, non può mai mancare. Unico rammarico il non aver portato a guadino il pesce attaccato da Alessandro che lo ha impegnato per più di venti minuti. Una volta giunto sottoriva purtroppo si è slamato. Abbiamo visto solamente un’ombra argentata da almeno una sessantina di centimentri, senza esagerare, che non si è mai schiodato dal fondo. Forse un grosso pigo attaccato da fuori, ma la certezza non ce l’avremo mai.

Ah giusto! Vi starete chiedendo com’è finita lo sfidino tra le due tecniche. Ufficialmente sarebbe un pari, ma se dobbiamo essere sinceri Noris e Milo hanno letteralmente massacrato i due ragazzi con il pasturatore anche se, non si può omettere, Milo ha cambiato postazione dopo un’ora di pesca.

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