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Mondiali U14 – Maurizio Teodoro: "Un bronzo strappato con i denti"

Un terzo, un settimo ed un nono posto nelle tre categorie. Non si può affatto dire che sia andata bene ed è comprensibile la delusione per un risultato che avrebbe potuto essere sicuramente migliore. Inutile stare a cercare delle scuse dando la colpa al violento temporale che ha spezzato (in tutti i sensi) la gara in due mini prove. Ci si aspettava un riscatto dopo la brutta esperienza in Slovenia ed invece under 18 e 23 finiscono molto lontani dal podio. Unica squadra a salvarsi e portare a casa una meritata e sudatissima medaglia è stata l’under 14 del ct Maurizio Teodoro che da quando ha preso in mano questa difficile nazionale, a causa dei continui cambi di ragazzi per limiti di età, ha vinto più di tutti nell’arco dell’ultimo decennio. Maurizio si era trovato un’eredità pesante da Franco Bisi il quale in più di dieci anni da commissario tecnico ha vinto tanto formando diversi ragazzi che ora pescano nelle categorie maggiori. Ma si sa che Maurizio è un combattivo e non si è lasciato intimidire da questa sfida riuscendo a conquistare due ori e due bronzi a squadre oltre ad altre medaglie a livello individuale, il tutto grazie anche a dei ragazzi che hanno sempre dato tutto per dimostrarsi all’altezza. Rispetto allo scorso anno, sta volta è stato possibile svolgere tutte le prove di club azzurro, gli stages di selezione ed un ritrovo delle nazionali prima di partire, in modo da creare il gruppo. E’ stata veramente dura, come potrete leggere di seguito nell’intervista a Teodoro:

Prima di tutto lascia che ti faccia i complimenti non solo da parte mia ma anche da parte di tutti gli utenti di Fishingmania perché sei riuscito a guidare ancora una volta i tuoi ragazzi ad un podio veramente difficile, sia per il campo gara, sia per le condizioni meteo avverse. Il mondiale era difficile, partito non bene a causa di un’organizzazione non eccezionale ma concluso con il lieto fine, con una medaglia di bronzo che vale quanto un’oro.
Ti ringrazio per i complimenti, fa sempre piacere riceverli. Non posso che essere d’accordo con la tua veloce analisi. Un bronzo che è un oro. Si tratta di una medaglia con un grande valore proprio perché conseguita in mezzo a mille difficoltà. I francesi han tenuto nascosto il campo di gara praticamente fino al lunedì e soltanto la sera abbiamo visto dove si sarebbe pescato. Si trattava di un affluente della Villaine, in un campo gara completamente diverso da quello degli under 18 e 23, dalle caratteristiche molto simili al Brian sia per quanto riguarda la larghezza, leggermente maggiore, sia per le sponde. In aggiunta era presente una fitta corona di erbe di basso fondale fin dove si pesca con la quattro metri fissa, popolate da una marea di scardolette, code rosse e alborelle. Oltre la corona, sul tiro della roubaisienne da 10 metri il fondo era molto disomogeneo con variazioni da 2,5 fino a 5 metri di profondità che potevano interessare un intero picchetto. Quindi posizionare il panchetto diventava quasi come un terno al lotto, obbligando l’utilizzo di filo lungo per poter arrivare dove c’era più profondità. In pratica ogni picchetto aveva una storia a sé ed era importante essere pronti su tutte le tecniche: se non si riusciva a pescare sul fondale dove giravano le breme l’alternativa era la canna fissa nel sottoriva. Molto alta anche la presenza di gardon che a volte, pescando in rouba, disturbavano non poco l’azione di pesca. Per pescarli era necessario accorciare il filo e darsi alla pesca alla francese (che in realtà non è quella in quanto negli anni è cambiata moltissimo la pesca), riuscendo a portare fino ad un chilo e mezzo di pesce alla bilancia. Il problema principale è che chi trovava le breme non aveva problemi a superare i tre – quattro chilogrammi. Insomma, ci siamo trovati su un campo gara più adatto al pescatore che al “garista impostato” ovvero quello che sono i ragazzini in Italia, abituati ad avere tutto pronto in quanto la pesca nei nostri canali e fiumi è la stessa anche durante le prove. In questo caso bisognava utilizzare l’istinto e adattarsi al continuo cambiamento delle condizioni. Impostare i ragazzi è stato veramente difficile ma nonostante ciò loro si sono applicati benissimo riuscendo a modificare la loro pescata a seconda delle variazioni di corrente e di pescosità, giocando benissimo per la squadra. Per farvi un riassunto al sabato facciamo un primo assoluto pescando a roubaisienne, un primo di settore pescando all’inglese con la biglia da dieci grammi, un quarto posto in un picchetto centrale dell’ultimo settore ed un prezioso nono posto sulle scardoline in canna fissa che evita un punto in più sul groppone della squadra. Ogni punto guadagnato è stato estremamente prezioso, ecco perché elogio questo nono di settore. Domenica ci siamo ritrovati sotto un temporale molto forte con la corrente del fiume che ha pian piano continuato ad aumentare ad ogni minuto che passava, impedendoci di pescare con l’inglese, una tecnica su cui avevamo puntato la riscossa. In queste condizioni, con l’acqua che di conseguenza si è sporcata sempre di più, personalmente ho cercato aiuto nell’esperienza anche se non potevo sapere come si sarebbe comportato il pesce, se avrebbe continuato a mangiare oppure si sarebbe bloccato completamente. Personalmente domenica ho preferito stare dietro a Jean Pierre Signorin che ha sostituito Giannelli non perché quest’ultimo ha pescato male, ma perché è nostra usanza far pescare tutti i ragazzi che portiamo al mondiale. Ebbene con Jean Pierre abbiamo dovuto pescare in condizioni veramente difficili: filo lungo, canna alta, galleggiante da 5 grammi. Pescando quasi al contrario ci siamo letteralmente inventati due bremoni di cui uno è entrato a guadino e l’altro è stato slamato quando mancava poco ad entrare in rete; dopodichè, per amministrare e portare a casa il risultato, ci siamo accorciati a macinare scardoline e coda rossa per portare alla squadra un prezioso secondo posto di settore. Riusciamo a portare un quarto di settore con il ragazzo che al sabato ha fatto l’assoluto perché, nonostante fosse primo di gara, si trovava in un picchetto veramente brutto e ha rimediato con poco più di 700 grammi di pesciolini. Un risultato che è stato necessario per raggiungere il podio. Non potevamo diversamente in quanto non si può scambiare una medaglia individuale con una di squadra.

Se la gara non fosse stata sospesa ed il conseguente cambiamento delle condizioni dell’acqua, a tuo avviso sarebbe andata diversamente alla fine?
Non si può sapere. Ti posso dire però che la Francia, conoscendo il posto, sapeva come comportarsi nel momento in cui l’acqua ha iniziato a correre. Se l’acqua rimaneva ferma come al sabato credo che noi avremmo detto la nostra pescando all’inglese e magari avremmo fatto meglio. Voglio sottolineare come gli ungheresi abbiamo pescato magistralmente in bolognese scorrevole; questo è dettato dal fatto che i paesi dell’est come l’Ungheria sono abituati a pescare in condizioni di questo tipo, su grandi e profondi fiumi. Però, se devo essere sincero, mi sarebbe piaciuto vedere i francesi con in mano la canna all’inglese…

Francesi che hanno vinto con la roubaisienne?
Si, loro si sono adattati utilizzando la rouba con galleggianti da 6 – 8 grammi che noi abbiamo, per così dire, inventato sul posto. C’è da sottolineare comunque quante tecniche diverse si potevano utilizzare e che purtroppo ormai sono sconosciute ai nostri ragazzi come la canna fissa e la bolognese, pesche che per assurdo sono prettamente italiane.

Diamo un voto all’organizzazione?
Io sono dell’idea che noi italiani dobbiamo essere veramente orgogliosi di come organizziamo eventi di questo tipo perché andiamo a cercare dei campi gara regolari dal
punto di vista della profondità, delle sponde e anche della pescosità. Cerchiamo di mettere le nostre squadre in condizione di fare bene, ma di garantire la pesca anche alle altre nazionali. I nostri campi a mio avviso non hanno eguali con i campi visti negli ultimi anni. Lo scorso anno è stata dura, quasi simile a quest’anno, però noi siamo molto apprezzati per i nostri campi gara, di cui spesso ci lamentiamo. All’estero cercano apposta di portarci in posti difficili per cercare di metterci in difficoltà e starci davanti.

Per chi non sapesse cosa è successo domenica, spiegaci il tutto.
Dopo un’ora e venti di gara semplicemente il cielo si è completamente oscurato con tuoni e fulmini ben evidenti nei pressi del campo gara. Giustamente la giuria ha optato per la sospensione della gara per l’incolumità dei ragazzi. Dopo un’ora, come da regolamento, la gara è ripresa ed il tempo è migliorato, smettendo anche di piovere. Un’interruzione che ha condizionato tutti le nazioni, non solamente noi. Con l’aumento della corrente abbiamo dovuto reinventarci un po’ tutta la pescata in pochi minuti, catturando quei pesci che ci hanno permesso di arrivare sul podio.

Prima di chiudere lasciami fare dei ringraziamenti particolari a coloro che hanno permesso il conseguimento di questo risultato e che mi hanno dato veramente una grande mano: il mio vice Michele Natali si è fatto veramente in quattro per aiutarmi nella conduzione dei ragazzi dal primo all’ultimo giorno, i genitori di tutti i ragazzi che come sempre fanno molti sacrifici per i propri figli attenendosi anche alle direttive che noi staff tecnico abbiamo dato, capendo benissimo lo spirito della squadra e del gruppo. Ovviamente un grazie va anche alla nostra federazione, la FIPSAS, che fa sempre di tutto per metterci nelle condizioni di avere tutto quello che ci serve, dandoci l’appoggio necessario.

Grazie Maurizio per averci raccontato questa tua ennesima esperienza con gli under 14 e complimenti ancora da parte di tutta Fishingmania per questo tuo eccezionale risultato. Speriamo di poterci trovare ancora tra un anno e parlare invece di un trionfo in Olanda.

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