PESCA AL COLPO

Nazionali giovanili – Parola ai commissari tecnici


NAZIONALI GIOVANILI – PARLANO NATALI, TEODORO, BALLABENI E GUICCIARDI

Michele Natali, capitano nazionale under 14 – Oggi (domenica 14 giugno, ndr) abbiamo voluto prima vedere i ragazzi all’opera con la roubaisienne nella speranza di catturare qualche pesce e poi abbiamo deciso di dirottarli tutti verso la peschetta corta con la canna fissa con due ore in quanto sembra che in Serbia ci sia questo tipo di pescata all’alborella. Avevo ancora dei dubbi dopo il Club Azzurro dell’Idrovia e lo stage del Navigabile mi è stato molto utile per vederli all’opera, notando bene la loro manualità e familiarità con questa tecnica. C’è ancora del lavoro da fare ed in occasione di un incontro in Toscana che faremo con i ragazzi e non organizzato dalla federazione, cercheremo di mettere a posto le canne e le possibili montature per i primi giorni di prova in Serbia. Dalle voci che ci sono sembra che i seniores nelle competizioni del posto facciano dai cinque ai sette chili di alborelle. Anche la roubaisienne è una tecnica da non sottovalutare, considerando che sono state rilasciate delle carpe di media taglia anche se al momento non sono molto in attività. Tra i ragazzi che ho scelto c’è qualcuno che ha la fortuna di vivere vicino a posti ancora ricchi di alborella, quindi mi auguro che i propri genitori li mettano un po’ sotto per allenarli. Il livello della nazionale è molto buono, con due ragazzi che hanno già partecipato ad un campionato del mondo lo scorso anno in Olanda. Il progetto iniziale, nato quando c’era ancora Maurizio Teodoro alla guida dei giovanissimi ed ovvero quello di portare sempre una base con ragazzi giovani, continua. Non a caso anche quest’anno ho voluto portare due ragazzi del 2002 in modo da riaverli il prossimo anno.




Maurizio Teodoro, capitano nazionale under 18 – La scelta della nazionale di quest’anno è dettata da delle condizioni ovvero la completezza dei ragazzi come pescatori. L’alborella sembra essere molto presente sul campo gara e la sua pesca determinante ai fini della classifica finale. Questo non vuol dire però che la pesca sarà incentrata solamente sulla alborella, in quanto nelle ultime settimane l’organizzazione serba ha effettuato delle immissioni di carpe da catturare con la roubaisienne. Detto ciò era necessario per me e Umberto (Ballabeni, ndr) avere una nazionale capace di utilizzare le canne fisse corte e, nell’eventualità, girare la pescata sulla roubaisienne in una seconda fase della gara. Bisogna dire che sono informazioni che abbiamo avuto grazie alle conoscenze internazionali di Umberto e Stefano (Defendi, ndr). A quanto pare i serbi hanno fatto delle selezioni che potremmo definire nascoste, in quanto nessuno fino ad un mese fa era a conoscenza della presenza di una quantità così alta di alborelle. Ovvio quindi che i ragazzi sono stati scelti anche sulle loro attitudini con la canna corta, nonostante questa generazione di ragazzi non ha alcuna conoscenza sulla pesca dell’alborella per ovvi motivi. Affronteremo i mondiali sicuramente con una incognita di pesca. Questo è stato il senso dello stage e delle nostre scelte.
In questo 2015 non abbiamo scelto nessun under 16, nonostante i ragazzi presenti a questo stage di Spinadesco siano davvero molto bravi. Per citarne alcuni direi Signorin o Veronesi, ragazzi veramente bravi, ma non c’è stato un vero e proprio acuto forte come lo scorso anno. Per questo motivo abbiamo ritenuto fosse importante valorizzare anche ragazzi che hanno avuto una grande crescita e maturazione negli ultimi anni e tra questi mi è d’obbligo citare Marchetti, il quale proviene dal Centro Italia. Il discorso under 16 si può dire che sia stato accantonato solo quest’anno. Personalmente sono sempre stato promotore della valorizzazione dei più giovani e non ho assolutamente abbandonato questa strada. Si è trattato solamente di una valutazione di scelte che ci ha portato alla formazione di questa nazionale.

Umberto Ballabeni, co capitano nazionale under 18 – Sono convinto di avere una buona nazionale per questa trasferta in Serbia, anche se c’è sicuramente da lavorare su diverse cose tra cui l’alborella che da noi non esiste più. Purtroppo le informazioni sulla pesca in Serbia sono state molto, molto vaghe per diversi mesi e solamente pochi giorni ho saputo qualcosa di più. E’ naturale che sapendolo prima avremmo potuto optare per spostare lo stage in un posto con maggiore presenza di alborella, ma purtroppo i tempi erano troppo ristretti e non si è potuto fare altrimenti. Mi premeva molto vedere i ragazzi con le canne fisse corte, mentre ho meno preoccupazioni su un’eventuale pescata in roubaisienne sulle carpe. Sicuramente non saremo a livello di altre nazioni che sono più abituate a pescare l’alborella, però non partiamo nemmeno sconfitti ed il gap si può, se non colmare, almeno limare un po’.

Claudio Guicciardi, capitano nazionale under 23 – Una nazionale che ha vissuto già un paio di esperienze internazionali. Quest’anno ci aspetta un campo di gara molto sconosciuto dove l’alborella sarà determinante. Quello che posso dire dei ragazzi è che mi fido ciecamente di loro, altrimenti non li avrei nemmeno scelti assieme a Stefano! Ci sono trenta e passa giorni per prepararsi sull’alborella e sono convinto che si alleneranno duramente in modo da trovarsi pronti in occasione delle prime prove. Se poi usciranno le carpe, credo che i ragazzi siano in grado di pescare sia con la roubaisienne, che con la canna all’inglese. Le scelte come sempre sono state fatte sperando di averle fatte giuste. Qualcuno può essere non contento di queste scelte, ma ci tengo molto a sottolineare che tutti i ragazzi, le loro famiglie ed accompagnatori hanno avuto una grande serietà nell’accettare i verdetti. E’ una cosa che mi fa davvero molto piacere.
Inutile dire che se avessimo saputo molto di più sulla reale pescosità del canale, personalmente avrei spinto per spostare lo stage su un altro campo gara come magari il Bormida a Castelnuovo Bormida oppure il Tanaro o ancora l’Arno a Laterina dove l’alborella è ancora molto presente e la pesca è quasi simile a quella che potremmo trovare in territorio serbo. Purtroppo la Serbia ci ha tenuto all’oscuro di tutto. A noi come a tutte le altre nazioni.