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New Moby Dick e Colmic assieme in Naviglio Pavese

A PESCA CON NEW MOBY DICK E COLMIC SUL NAVIGLIO PAVESE

Quest’anno la stagione è decisamente in ritardo rispetto al passato e gli storici posti attorno a Milano in cui si tendeva ad andare a pescare nei mesi di aprile e maggio, stanno faticando a ripartire. Complice sicuramente le condizioni meteo dell’inizio primavera, che hanno portato ulteriore neve sulle montagne che, sciogliendosi, ha abbassato la temperatura dell’acqua di molti fiumi e bloccato la frega dei ciprinidi. Ma il vero problema dei pescatori dell’area milanese è stata l’asciutta prolungata di tutti i navigli. Solamente il tratto a partire dalla Certosa di Pavia è rimasto con qualche decina di centimetri di acqua che hanno garantito delle condizioni accettabili per la vita. A monte di questa chiusa però, la morte vera e propria. Il letto del Naviglio Grande in alcuni tratti si è trasformato in una nuova strada per i camion degli addetti ai lavori e ciò ha portato alla completa distruzione di qualsiasi tipo di vegetazione. Dopo sei mesi l’acqua nei navigli è tornata, ma prima che tutti i corsi d’acqua milanesi tornino ad essere popolati sarà opportuno aspettare ancora diversi mesi.

Come già detto il tratto No Kill della Certosa di Pavia ha regalato tutto inverno alcune catture tra scardole, cavedani e carpe, ma le condizioni erano decisamente particolari, con corrente praticamente assente. L’arrivo dell’acqua da monte ha sicuramente dato molto ossigeno ai tanti pesci presenti in questo vascone. Acqua torbida peraltro, visto che nei tratti cittadini c’è stato un gran movimento di sabbia e terra con i lavori per il rifacimento della Darsena. Una torbidità che per la pesca non è un male, anzi. Da sempre quando la colorazione dell’acqua del Naviglio Pavese è meno limpida del solito si ha la possibilità di effettuare qualche cattura in più. Il ritorno dell’acqua corrente alla Certosa di Pavia è stata l’occasione perfetta per tornare a fare qualche servizio e fotografare qualche bel pesce. Ovviamente non potevamo non chiamare due amici che ben conoscono le acque del “Canale di Milano”: Angelo Cantoni ed Ernesto Curvati. Due amici, ma soprattutto due ottimi pescatori. Il primo è quasi inutile presentarlo visto che da anni è sulle pagine di Fishingmania. Rappresentante di zona per la Colmic, Angelo da quest’anno divide la sua vita agonistica tra pesca al colpo con la Nuova Forza Colmic partecipando al provinciale a squadre di Milano ed il feeder con la Cagnacci Colmic, con la quale è al momento in testa al CIS Feeder dopo le due prove ad Adria. Abitando a pochi minuti dal “Pavese”, si può dire che sia la sua palestra nei week end liberi da impegni. Ernesto è invece un agonista della società Sangiulianesi 81 Colmic con cui partecipa al Trofeo di Serie A1, ma soprattutto è il titolare del negozio di pesca New Moby Dick Pesca Sport situato in Via Roma a San Giuliano Milanese. Questo negozio, oltre ad essere uno dei principali punti di riferimento per la pesca al colpo della zona, può quasi considerarsi un vero e proprio Colmic Point vista la quantità di materiale dell’azienda fiorentina presente e, ovviamente, venduto. New Moby Dick nonostante tratti con molta attenzione la pesca al colpo anche grazie alle conoscenze di Ernesto, si propone ottimamente anche per la pesca a feeder, lo spinning e la pesca al siluro. Un negozio che in realtà si trova in una buona zona per gli itinerari di pesca visto essendo sulla strada per la Muzza, l’Adda, l’Idroscalo e lo stesso Naviglio Pavese, che potrebbe essere considerato come il vero e proprio spot di casa.

Abbiamo detto che gli ospiti di giornata sono tra i massimi esponenti della pesca al colpo sul Naviglio ed allora perché non utilizzare un po’ di materiale Colmic per scoprire il nuovo Naviglio Pavese post lavori di Expo 2015? E’ passato un po’ di tempo dalla presentazione delle nuove roubaisienne, ma Colmic ci tiene sempre a far vedere i propri prodotti in azione ed un posto come il Naviglio è perfetto per le prime fasce. Acqua con leggera corrente, grammature ultra leggere con peso massimo da 0,50 grammi, ami e terminali fino con gli ultimi che difficilmente superano gli 0.10 millimetri di diametro. Condizioni ideali per la 8033 e la 7522, le due canne top di gamma ideali per i cavedani e le scardole di queste acque. Pescare con la rouba in Naviglio però è molto difficile e può portare sicuramente dei vantaggi, ma allo stesso tempo anche degli svantaggi. In molti punti la sponda opposta del Naviglio presenta una fitta vegetazione che si estende sull’acqua per uno – due metri. Proprio in questi punti il pesce tende maggiormente a raggrupparsi, in quanto trova degli importanti rifugi. Utilizzando la tecnica francese diventa molto più facile calare la lenza in prossimità della vegetazione, riuscendo a portare l’esca dove con la canna fissa o la bolognese non è possibile arrivare. Inoltre, grazie all’ausilio dell’elastico, è più facile controllare i movimenti del pesce specialmente in occasione di manifestazioni. I problemi si hanno però nel momento in cui bisogna indietreggiare la canna. Come molti sapranno, la pesca sul Naviglio si effettua a ridosso della strada che costeggia il canale, la quale è divisa in due parti: una parte è destinata alle autovetture dei tesserati FIPSAS, mentre l’altra parte è destinata a pista ciclabile. Il regolamento della Provincia di Pavia prevede che la canna non possa invadere la carreggiata, quindi vige l’obbligo di staccare pezzo per pezzo onde creare problemi a possibili passaggi di macchine e biciclette. Tutto ciò risulta problematico quando si ha attaccato un pesce di taglia e bisogna portarlo sotto riva per guadinarlo. I cavedani e le carpe del Naviglio sono pesci decisamente selvatici e molto sospettosi; nel momento in cui si accorgono di essere allamati vendono cara la pelle prima di essere portati a guadino, sempre che si riesca a farlo. Ad ogni modo, nonostante queste conosciute e classiche difficoltà c’è di che per essere soddisfatti per la pescata effettuata, con un alto numero di catture di scardole anche di grossa taglia. Pochi invece i cavedani, che non si sono lasciati ingannare dalle esche di Angelo ed Ernesto. Diverso il discorso per le carpe, che per tutta la mattinata li hanno letteralmente fatto dannare ed imprecare in quanto troppo grosse ed ingestibili per riuscire a portare a guadino. Merita una menzione invece la cattura di una stupenda tinca stimata oltre il chilogrammo di peso effettuata da Ernesto. Di questi pesci dai colori sgargianti e meravigliosi ce ne sono ancora diversi nel Naviglio e fino allo scorso anno era possibile vederne diverse anche a monte della chiusa di Giussago, peccato però che poi abbiano deciso di distruggere tutto togliendo l’acqua al Naviglio…Per la serie chi vuole intendere, intenda. Il Naviglio è ancora vivo, molto vivo ed è un peccato buttare via un patrimonio come questo. Forse però qualcosa sta migliorando visto che sembrerebbe che a partire dal 2015 non saranno più effettuate delle asciutte come quelle degli scorsi anni. Ah, di certo non pensiamo che sia stato fatto per i pescatori. Ovviamente l’asciutta non verrà effettuata per non rovinare la Darsena di Milano.

COSA ABBIAMO USATO

Abbiamo citato poc’anzi le due roubaisienne top di gamma della Colmic, ma i veri protagonisti di questa pescata sono stati altri prodotti. Con tutto il rispetto per la 8033 e la 7522, in Naviglio non è la canna che fa la differenza quanto i galleggianti ed i terminali. E’ stata l’occasione perfetta per mettere in pesca due novità di casa Colmic come i galleggianti Elsa e Tevere. Due prodotti il cui nome la dice lunga sul loro utilizzo. L’Elsa ed il Tevere sono due stupendi fiumi in cui la pesca regina è quella al cavedano sulla fiondata. Perché non utilizzarli allora anche sul Naviglio dove la pesca regina è quella con la roubaisienne effettuando delle continue fiondate di cagnotti? Due galleggianti che si contraddistinguono tra loro per la diversità della deriva: l’Elsa ha una deriva in carbonio che migliora la sensibilità alla mangiata, mentre il secondo ha la deriva in ferro che garantisce una migliore taratura del galleggiante facendo in modo che vada in pesca più velocemente. Per quanto riguarda i fili, menzione d’onore per il Mimetix, un vero e proprio marchio di casa Colmic il quale, nelle misure più sottili, permette di sforzare con catture di taglia. Non ne abbiamo parlato prima, ma un altro protagonista della pescata in Naviglio è stato sicuramente anche il Damper, l’elastico disponibile in assicelle da cinque metri e in dimensione da 0.8 a 1 millimetro per il Naviglio.

Tutti i prodotti citati nell’articolo sono disponibili presso New Moby Dick Pesca Sport a San Giuliano Milanese in Via Roma 26

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