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Nuova regolamentazione per la pesca in Provincia di Como

Dall’inizio dell’anno continuano a rincorrersi voci sulla nuova regolamentazione per la pesca nelle acque della Provincia di Como. Tesserino a pagamento si, tesserino a pagamento no. In quasi quattro mesi se ne sono sentite di ogni con informazioni discordanti ad ogni settimana.

Per fugare ogni dubbio abbiamo deciso di andare a parlare direttamente in sede APS a Como per cercare di saperne qualcosa di più. Vista la nostra curiosità in APS ci hanno consigliato di prendere appuntamento con Carlo Romanò, responsabile del rilascio dei tesserini in Provincia di Como e coordinatore delle semine nei corsi d’acqua comaschi, il quale ci ha spiegato meglio la situazione.

 Partiamo dicendo subito che c’è un cambiamento rispetto allo scorso anno. E’ sempre obbligatorio avere il tesserino segna pesci gratuito, che un pescatore può utilizzare sia per i corsi d’acqua del comasco che per quelli della Provincia di Lecco. Il tesserino segna pesci non è cambiato quindi, quello che è cambiato invece sono i permessi che servono per pescare in Provincia di Como. Escludiamo i servizi esclusivi di pesca in determinate acque come i laghi di Pusiano, Segrino e Montorfano dove è obbligatorio pagare un ulteriore quota sia per il giornaliero che per il permesso annuale, in generale la stragrande maggioranza delle acque comasche è sempre stata libera, con il solo obbligo di licenza di pesca governativa e, dove necessaria, la Fipsas. A partire dal 1° gennaio 2013 come Provincia abbiamo dato in concessione alla APS, la vecchia sezione Fipsas, tutte le acque; di conseguenza per pescare in tutta la Provincia di Como è obbligatorio possedere 

 

1. La licenza di pesca B
2. Essere associati alla Fipsas
3. Avere un permesso di pesca.

Questo permesso è gratuito per la pesca da riva nei laghi, ma del costo di 50 euro all’anno per chi volesse pescare in torrenti o dalla barca sui laghi. Entrambi i permessi hanno durata fino al 31 dicembre 2013.

Una delle motivazioni che ha portato a questa operazione è dettata dal fatto che in Italia non sono i pescatori a gestire tutto ciò che è legato alla pesca, come le spese di gestione dei torrenti che possono comprendere i ripopolamenti o i controlli delle guardie. E’ tutta la collettività a pagare per questo e, nella maggior parte dei casi, non arrivano i soldi destinati alle sezioni provinciali della pesca. Inoltre lo scorso anno abbiamo avuto molti problemi per finanziare le attività legate alla gestione delle acque. Per questo motivo è stato deciso di istituire questo permesso a pagamento per far si che i soldi ricavati da questi tesserini venissero destinati esclusivamente alla gestione delle acque. In parole povere: soldi dei pescatori, per i pescatori.

Ci sono inoltre due casi su cui bisogna fare chiarezza: il primo è il Lago di Piano. Si tratta certamente di una Riserva Naturale, ma le acque del lago si trovano in territorio comasco. Di conseguenza non ci sarà più da pagare i 5 euro per il tesserino segna pesci, ma sarà necessariamente obbligatorio averlo in possesso per fini statistici. Secondo caso il Lago di Lugano: è la stessa situazione di prima. Le acque sono in territorio comasco quindi è obbligatorio possedere il permesso, gratuito da riva, a pagamento dalla barca. Per i regolamenti invece vige sempre la Convenzione italo – elvetica.

Per tutte le ulteriori informazioni su regolamenti, semine, tabulato degli orari e tratti controllati dai guardiapesca potete visitare il sito http://www.aps-como.it

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