Itinerario Lazio - Fiume Ufente Lazio

Pesca al Colpo – Fiume Ufente


ITINERARIO LAZIO PESCA AL COLPO – FIUME UFENTE

L’idroforo di Mazzocchio a monte, le maree, la corrente sempre variabile ed il colore dell’acqua spesso marrone. Questi sono i punti chiavi che rendono l’Ufente uno dei campi più temuti dai pescatori. Così temuto che: “Ufente fiume fetente” o “Ufente, strada tanta pesci niente”. Sono solo due dei molti modi di dire tra garisti.




Il campo gara è facilmente raggiungibile. Si svolta da via Appia, verso Migliara 55 e dopo un paio di km incrociamo “strada dell’Ufente” Svoltiamo e quando iniziamo a trovare i numeri disegnati sull’asfalto siamo sul campo gara. Possiamo lasciare la macchina dietro di noi e scaricare il tutto. Questo canale può essere affrontato con tutte  le tecniche della pesca al colpo: Roubasienne, canne fisse, bolognesi ed inglesine. Logicamente anche a feeder.

Non ci sono permessi particolari, è sufficiente la licenza di pesca. Unica nota, importante da ricordare, è il divieto della nassa fuori dalle competizioni. Ottima cosa. Nel 2015 in molti sono rimasti stupiti quando nel calendario del CIS fu inserito questo fiume. Per l’occasione furono create e numerate delle piazzole, che ancora oggi sono in uso. Solitamente mi reco su questo canale per insidiare i grossi cavedani, con esemplari davvero enormi. La roubasienne con 3 / 4 punte e l’immancabile 6 mt bolognese sono le canne che solitamente uso per affrontare una pescata in tranquillità.

Le classiche esche, bigattini, un po’ di breccia, una scatola di orsetto, una pastura classica da carassio e l’immancabile mais, nel caso l’alborella sia infestante da non farci pescare. Le varianti di corrente ci obbligano ad avere lenze di diverse grammature, da molto leggere ai vela. In base al pesce che vogliamo insidiare decidiamo la lenza da montare. In generale è sempre la solita lenza: più chiuse per i carassi, scardole e carpe, un po’ più aperte per i cavedani. Fuori gara possiamo utilizzare lenze su fili del ø0,14, con finali dello ø0,12, con ami del n°16/n°14. Anche sulla bolognese uso gli stessi finali, con galleggianti da 6/8gr, la grammatura giusta per arrivare sotto la sponda opposta. Pescare ad 11 metri di roubaisienne ci fa evitare che l’ultimo pezzo di roubasienne finisca sulla strada.

Parliamo della pescata. Una volta preparato il bigattino incollato e la pastura, iniziamo a fare il fondo con 3/4 scodelle di colla e pastura. Solitamente le prede non si fanno attendere. Carassi e cavedani sono i pesci che rispondono maggiormente sin da subito. Sicuramente la pastura aiuta a prendere pesci come i carassi e cefali. La colla invece mette maggiormente in caccia i cavedani e le scardole. Se troviamo poca corrente possiamo azzardare qualche fiondata di bigattini sfusi per incuriosire le nostre prede. Porto sempre con me delle lenze con i vela montati su fili e finali importanti, nel caso voglia provare a cercare qualche bella carpa.

Capitano giornate che forzando con la colla e mais si mettano sotto questi pesci, molto combattivi e divertenti. Altri giorni, invece, il pesce può risultare più apatico. In questo caso la bolognese ci può aiutare ad effettuare qualche bella cattura. In particolare lanciando sotto la sponda opposta tra erba e piante. Molti affrontano questo canale con la 7 metri fissa a passata, con pastura, per cercare prevalentemente carassi, ma anche li le sorprese non mancano.

L’Ufente permette al pescatore di sbizzarrirsi su come impostare la pescata. I risultati a volte non sono quelli sperati, ma solitamente con poche persone il divertimento è assicurato. Sicuramente non è un canale dove le catture sono numerosissime, ma ci si diverte! Anche nel periodo invernale si possono fare bellissime pescate. Una volta chiuse le canne, prima di tornare a casa, se la pesca non ci ha soddisfatto consiglio una buona mozzarella di bufala!