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Pesca all’alborella | Tutorial

PICCOLI CONSIGLIA SULLA PESCA ALL’ ALBORELLA

La pesca all’alborella è una delle tecniche più antiche ed affascinati. Per molti anni gli agonisti di tutta Italia si sono sfidati in avvincenti gare vinte al fotofinish per pochi grammi. Con l’avvento della roubaisienne questa pesca, nell’ultimo decennio, è stata un po’ messa da parte. Sono davvero pochi i giovani pescatori che al giorno d’oggi praticano bene questo tipo di tecnica. Mio padre, come molti pescatori della sua età, conosceva i piccoli “segreti”. Nel corso della mia vita molte volte ha cercato di spiegarmi come farla, ma ho sempre ignorato. Non sono mai stato un appassionato di pesca all’alborella. Reputavo questa tecnica noiosa. Come spesso capita, crescendo, ho capito di aver sbagliato ed oggi sarebbe stata molto utile.

Fiume Liri, tratto di Pontecorvo (FR), uno dei campi gara dove l’alborella la fa da padrona, posto perfetto per esercitarsi. Alle 7:00 sono sul fiume. Il posto è perfetto: automobile a pochi metri, sponda comoda e paesaggio molto bello.

La pastura

Nel mercato odierno ci sono innumerevole pasture specifiche per l’alborella, non essendo uno specialista, non saprei consigliarne una. La caratteristica principale deve essere sicuramente la grana molto fine e di un color nocciola. Apro 4 pacchi di pastura “Eccellenza Superficie” di Milo. E’ una pastura di color nocciola con un aroma molto pronunciato, dolce. Bagnandola abbondantemente diventa perfetta, lascia chiazze molto marcate in acqua.

Grammature pesanti sul Liri

In molte zone l’alborella la peschiamo con lenze molto leggere (da 0,20 gr al grammo), mentre a Pontecorvo servono lenze “pesanti”. I motivi sono diversi:

  • In questo tratto di fiume Liri abbiamo molto fondo, sulla 3mt abbiamo circa 2mt di acqua, sulla 5mt circa 3,50/4mt.
  • La massiccia presenza di alborelle di tutte le dimensioni crea una selezione di taglie sui diversi strati di acqua. Nella parte più superficiale troviamo una presenza massiccia di alborelline (1/2gr); sui 60cm/1,20mt troviamo una taglia più grande (3/5gr); staccati dal fondo una ventina di centimetri troviamo le avole (dai 5 gr a salire).

Per questi motivi ho deciso di montare queste grammature: sulla 3mt/1gr; sulla 3,50mt/1,5gr; sulla 4mt/2gr e sulla 5mt/3gr. L’utilizzo di lenze così pesanti permette di “bucare” il primo strato di acqua e entrare subito in pesca sul fondale che ritengo più idoneo per cercare la taglia “giusta”.

La struttura della lenza

La struttura della lenza è molto semplice: la madre lenza la creo su un filo del ø 0,14 e lo chiudo con asola. La taratura del galleggiante la faccio in un unico bulk proprio sopra l’asola e la grandezza dei piombi varia rispetto alla grammatura del galleggiante. Spesso, per le grammature più grandi uso anche le torpille. Il finale lo faccio con il filo ø0,10, lungo 10cm, amo n°20 modello 1T di Tubertini.

Tesse, una garanzia per l’alborella

La scelta del galleggiante per me è a senso unico: il vecchio e spettacolare Tesse. Il Tesse ha fatto la storia della pesca, chi possiede i vecchi modelli li conserva come l’oro! Galleggiante che segnala in maniera unica gli attacchi dei pesci. Personalmente oltre che utilizzarlo per la pesca all’alborella lo uso anche con le canne fisse per la pesca in passata su acque lente. Ultima cosa, per me fondamentale, la lenza deve essere lunga esattamente come la canna, mai più corta. Questo dettaglio permette che al momento di salpare l’alborella il pesce finisca in mano senza fare movimenti extra.

L’esca principe per insidiare questi piccoli predatori è il “tozzetto” di svariati colori, dal rosso al bianco ed il giallo. Il classico bigattino a volte può fare la differenza sulla taglia, ma spesso crea molti “lisci”. Anche la lavorazione dell’esca richiede cura. Mio padre dieci giorni prima della gara prendeva il tozzetto e lo metteva in una scatola con della breccia a grana fine, il tutto conservato in frigorifero. Questa operazione fa “indurire” il tozzetto e con un solo innesco permette di catturare diverse alborelle senza perdere tempo dell’innescare.

La pescata

I vecchi pescatori di canna fissa pescano in piedi ed ho questa abitudine anche io. Monto una bella pedana con poche cose essenziali: porta finali, sonda, slamatore, una lenza di ricambio e il secchio con la pastura.

Entriamo nella pescata vera e propria. Inizio con la canna più corta, la 3mt. Pesco staccato dal fondo circa 20cm, stendo la lenza e lancio la pastura 40cm prima del Tesse. Questo permette che la nuvola di piccole alborelle si concentri sulla pastura e l’esca va ad insidiare quelle più grandi che restano ai margini della nuvola. Ogni 5/7 palle di pastura lancio anche una decina di bigattini, per attirare l’attenzione di qualche cavedanello e triottino. La pastura in acqua lascia una bella scia, perfetta!

Questa tecnica ha una serie di gesti meccanici che creano un ritmo cadenzato su ogni affondata. E’ complesso spiegarlo a parole, proviamoci.

  • Reggo la canna con la mano destra
  • Stendo la lenza caricando da dietro le spalle
  • Aspettiamo un qualsiasi cenno del Tesse
  • Ferro lateralmente verso sinistra
  • Salpo
  • Il pesce che finisce nella mia mano destra
  • Nel momento che salpo il pesce la mano sinistra lancia una pallina di pastura
  • Slamo velocemente con la sinistra… e ricomincio.

Più si raffina e si rende fluido questo meccanismo, maggiore sarà la velocità nel catturare le alborelle. Qui a Pontecorvo oltre alla velocità è essenziale trovare la taglia giusta. Gli specialisti riescono a fare 6/8 alborelle al minuto. Spesso mi è capitato che il pesce si allungasse e allora dalla 3mt si passa alla 3,50mt…poi a 4mt…4,50mt…e concludere con la 5mt. Questa situazione si può creare soprattutto in gara, da solo è molto più raro. L’importante è mantenere il ritmo e limitare i buchi temporali.

La pesca a questo piccolo e voracissimo ciprinide ha moltissime sfaccettature e segreti, più che tecnica è una vera e propria arte. L’allenamento continuo porta dei miglioramenti che livellano gli errori. Migliorare i dettagli e curare tutte le sfaccettature aiuta nell’impostazione di gara. La maggior parte delle gare, qui nel Lazio, vengono impostate con la roubaisienne, ma molto spesso si ripiega sulle alborelle e pesciolame. Ho la sensazione che questa situazione ci porti sempre di più alle origini… ogni tanto rispolverare le canne da alborella fa sempre bene!

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La pesca all'alborella è una delle tecniche più antiche ed affascinati. Per molti anni gli agonisti di tutta Italia si sono sfidati in avvincenti gare vinte al fotofinish per pochi grammi. Con l’avvento della roubaisienne questa pesca, nell'ultimo decennio, è stata un po’ messa da parte. Sono davvero pochi i giovani pescatori che al giorno d’oggi praticano bene questo tipo di tecnica.
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