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Pesca di frodo – Scoperti tre bracconieri nel mantovano


PESCA DI FRODO NEL MANTOVANO

Tre cittadini romeni residenti ad Asola, che avevano steso nel canale di bonifica oltre un chilometro di reti per la pesca di frodo, sono stati intercettati e sanzionati. Non cessano le azioni di bracconaggio sul suolo provinciale, ma prosegue pure l’attività di controllo e repressione da parte delle autorità competenti. L’ultimo successo del servizio di vigilanza ittico-venatoria della Provincia risale alla notte scorsa: gli operatori hanno intercettato intorno all’una e trenta un’imbarcazione lungo le acque del canale Ceriana, nei pressi di San Matteo. I vigili provinciali, col supporto dei carabinieri della stazione di Marcaria, hanno bloccato i romeni a bordo, che stavano appunto pescando con mezzi vietati.
Sono stati emessi verbali per un totale di 1836 euro, nonché sequestrati oltre mille metri di reti e la barca. L’operazione di recupero delle reti ha chiesto un certo tempo. Sono state liberate quindici grosse carpe ed un abramide. Per il completamento dell’operazione, i vigili si sono avvalsi della preziosa collaborazione di un agente volontario della Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva).
Quella dei pescatori di frodo è una piaga sempre più minacciosa: impoverisce infatti l’ambiente naturale, mette a rischio il ripopolamento delle speci e sottrae alla comunità “risorse” che appartengono a tutti. Sempre più spesso si levano grida d’allarme contro i famigerati “predoni del Po”, in genere calanti come orde dall’Est europeo senza la minima intenzione di rispettare le regole igienico-sanitarie e commerciali italiane. Il 13 maggio scorso, proprio ad Asola, polizia locale e vigilanza ittico-sanitaria avevano sequestrato ad alcuni cittadini romeni oltre due quintali di pesce pronti per essere stivati su un furgone frigorifero ed esportati.




Fonte Gazzetta di Mantova