Lanuova normativa europea sulla pesca ricreativaentra ufficialmente in vigore dal10 gennaio 2026e introduce unsistema di registrazione digitale delle cattureper i pescatori ricreativi in mare. L’obiettivo dichiarato dall’Unione Europea è migliorare la raccolta dei dati sulle catture non commerciali, uniformando le informazioni a livello continentale e supportando decisioni di gestione basate su dati reali.
Ma dietro agli intenti “green” e scientifici si celano complicazioni pratiche, questioni interpretative e critiche crescenti da parte dei pescatori e delle associazioni. In questo articolo analizziamocosa cambia nel concreto, come si registra, quali specie sono soggette a obbligo di dichiarazione e perché molti pescatori italiani ed europei vedono queste norme con crescente rabbia.
Perché l’UE introduce queste nuove regole
Secondo la Commissione Europea, finora non esistevano dati affidabili e uniformi sulla pesca ricreativa in mare, lasciando i gestori delle risorse marine senza informazioni precise sul reale impatto dei pescatori non professionisti. Il regolamento di controllo della pesca (Regolamento UE 2023/2842 e relativi atti di esecuzione) prevede quindi che:
i pescatori ricreativi che catturano specie soggette a misure di conservazionedebbano registrare le catture;
questa registrazione avvenga tramite un sistema digitale centralizzato o, in alternativa, sistemi nazionali armonizzati;
i dati aggregati siano trasmessi alle autorità competenti per migliorare la gestione delle risorse ittiche.
Questa novità interessa22 paesi costieri dell’UEe riguarda attività ricreative tanto dalla riva quanto da imbarcazioni o immersioni.
Come funziona la registrazione: l’app RecFishing e la procedura
Per supportare gli Stati membri, l’UE ha sviluppato un sistema digitale chiamatoRecFishing, composto da:
unapiattaforma centrale europeaper l’accumulo dei dati;
unaapp mobiledisponibile per i paesi che scelgono di adottare la soluzione comune.
In paesi come Italia, Germania, Francia, Irlanda, Paesi Bassi e altri, i pescatori potranno registrarsi e dichiarare le catture tramite RecFishing una volta che l’app sarà resa operativa a livello nazionale. In altri paesi, sono previste soluzioni elettroniche nazionali equivalenti.
Passaggi pratici per la registrazione (generali)
Creare un account ufficialetramite il sistema UE o nazionale;
Attivare l’accesso all’app (RecFishing o equivalente);
Durante la battuta di pesca,registrare ogni cattura soggetta a obbligoindicando:
specie;
quantità e dimensioni (lunghezza/peso);
località di pesca;
attrezzo usato;
se il pesce è stato rilasciato o trattenuto.
L’obbligo di registrazione valeindipendentemente dal tipo di pesca(canna, subacquea, barca) enon sostituisce eventuali licenze o comunicazioni nazionaligià previste.
Elenco delle specie che vanno dichiarate nel 2026
La normativa non impone la registrazione dituttele specie pescate, ma solo di quelle soggette amisure di conservazione e gestione UE specifiche per la pesca ricreativa. Per il 2026, l’elenco comprende attualmente:
Spigola / European seabass (Dicentrarchus labrax);
Tonno rosso / Bluefin tuna (Thunnus thynnus);
Anguilla europea (Anguilla anguilla).
In alcuni paesi, come i Paesi Bassi, l’elenco è già operativo e queste sono le specie principali da registrare, anche se l’app consente la registrazione di altri pesci a scopo statistico.
La Commissione UE pubblicheràaggiornamenti annualidell’elenco in base allo stato degli stock e alle raccomandazioni scientifiche, quindi la lista è destinata ad ampliare o modificare negli anni successivi.
Obblighi, sanzioni e criticità per i pescatori
Dal punto di vista dei pescatori, emergono alcune criticità e motivi di rabbia:
registrare catture anche di specie rilasciate, non solo quelle trattenute;
procedure burocratiche percepite come complessee potenzialmente scoraggianti per l’attività ricreativa;
rischio che l’onere digitale si traduca in una sorta dilicenza implicita per pescare, sebbene l’UE neghi che si tratti di una tassa o di un nuovo permesso.
In Francia, ad esempio, l’app e l’obbligo di registrazione sono stati temporaneamente sospesi in attesa di chiarimenti tecnici, proprio a causa delle difficoltà di attuazione pratica.
Molti pescatori e associazioni critiche ritengono che norme come questa possano avere effetti controproducenti, innescandouna sorta di “burocrazia digitale forzata”che potrebbe far diminuire la partecipazione all’attività ricreativa in mare.
Differenze tra normativa UE e leggi nazionali
È importante ricordare che questedisposizioni UE non cancellano né sostituisconole leggi nazionali già esistenti nei singoli Stati membri. In Italia, ad esempio, restaobbligatorio il permesso di pesca sportiva/ricreativa nazionale (comunicazione annuale al MASAF), che convive con l’obbligo UE di registrazione elettronica delle specie soggette a misure di conservazione.
Questo significa che un pescatore italiano dovrà:
rinnovare il propriopermesso nazionale annuale;
usare l’app o il sistema elettronico nazionale/UE per dichiarare le catture delle specie soggette obbligatorie;
mantenere un quadro documentale completo in caso di controlli.
Conclusione: evoluzione normativa o “palla al piede”?
La nuova normativa europea sulla pesca ricreativa rappresenta un cambiamento importante nel modo in cui l’UE vuole conoscere e gestire l’attività di pesca non commerciale. Se da un lato si punta alla sostenibilità e a dati più completi, dall’altro aumenta l’onere per i pescatori che ora devono confrontarsi con registrazioni digitali, app e adempimenti tecnici.
Molti praticanti percepiscono queste misure come uneccesso di burocrazia digitale che rischia di penalizzare la passione e la libertà della pesca sportiva, trasformando quello che storicamente è sempre stato un hobby in un compito amministrativo continuo.


2 commenti
Addio alla pesca ricreativa. Fanno cadere le braccia pur di fare i protagonisti per qualcosa di perfettamente inutile.ho già messo la barca in vendita.
l’italia e’ un paese di buffoni senza palle che si piega ad un’europa di coglioni che a loro volta non si accorgono che una
“Spectre” composta da finanza mondiale , e banche , riconducibili ai soliti attori in futuro forse ci permettera’ anche di andare ad urinare , ovviamente a pagamento.