L’avvento dei social network ed in particolare di Facebook, spesso ha messo in evidenza un problema non indifferente nel mondo della pesca: la mancanza di conoscenze nel distinguere le specie ittiche.
Siamo onesti. Nei gruppi di Facebook si vede veramente di tutto e di più. Richieste di aiuto per riconoscere una specie ittica, con una sfilza di commenti che a volte rasenta l’inverosimile.
Carassi scambiati per scardole. Cavedani scambiati per aspi. Triotti scambiati per gardon o gardon scambiati per scardole. Pighi scambiati per savette. E potremmo andare avanti quasi all’infinito.
Insomma, il livello di conoscenza della maggior parte dei pescatori in rapporto, è veramente basso. Certo, stiamo generalizzando, ma la percentuale di pescatori che hanno limiti nel riconoscere le specie ittiche è molto alta.
Leggi Vecchie ed Obsolete
Cosa fare quindi? Partiamo dal presupposto che in Italia la pesca è regolamentata abbastanza male proprio alla base. Molte carte ittiche non sono aggiornate da decenni. Alcuni regolamenti prevedono il divieto di pesca in determinate maniere, sulla base di leggi attuate negli anni 50-60 quando, per esempio, trote e temoli popolavano tutto il corso di Ticino, Adda, Po, etc etc. Le uniche modifiche attuate recentemente riguardano la “lotta” alle specie alloctone ed invasive. Per il resto, anche chi dovrebbe far rispettare la legge o non è in grado di distinguere un Barbus barbus da un Barbus plebejus, oppure non c’è proprio per mancanza di fondi.
Il Rilascio Attuale della Licenza
Attualmente, come tutti noi sappiamo, il rilascio della licenza di pesca è molto semplice. Si paga un bollettino che varia da 23 a 30-35 euro in base alla regione di appartenenza e, se serve, si fanno i vari tesserini segnapesci. Fine.
Come Avviene il Rilascio della Licenza di Caccia
La pesca non è molto differente dalla caccia. Per legge è consentito detenere fino a 5 chilogrammi di pescato, per scopi alimentari. Alla fine, la pesca è da sempre un’attività di sussistenza. Ormai il catch & release dilaga, ma se qualcuno volesse trattenere del pesce, per legge può farlo. Stessa cosa per la caccia. L’unica differenza sta però che per andare a caccia è obbligatorio sostenere degli esami.
- Prova Scritta (A Quiz): composta da circa 20-30 domande a risposta multipla su materie come legislazione, zoologia applicata, armi e munizioni, tutela agricoltura e pronto soccorso.
- Prova Orale e Pratica: Come avviene per l’esame di guida, si accede dopo aver superato lo scritto. Essa include:
- Colloquio sulle materie d’esame.
- Riconoscimento delle specie selvatiche cacciabili e protette.
- Dimestichezza e maneggio in sicurezza delle armi (fucile da caccia).
Cosa dovrebbe sapere il pescatore
- Riconoscimento di tutte le Specie Ittiche dulciacquicole
- Conoscenza dei periodi di chiusura per riproduzione
- Conoscenza delle misure minime delle specie autoctone
- Conoscenza dei limiti di cattura giornalieri
- Conoscenza delle aree protette o interdette alla pesca, per lo meno della propria regione di appartenenza
- Conoscenza dei regolamenti su utilizzo di una o più canne
- Conoscenza dei regolamenti sull’utilizzo di esche e/o pasture
- Conoscenza degli orari in cui è consentita la pesca e dove è possibile praticarla anche nelle ore notturne
Cosa avviene all’estero
Se prendiamo in esame ciò che avviene all’estero, ci sono paesi in cui è obbligatorio sostenere un esame per ottenere la licenza di pesca.
- Germania e Liechtenstein richiedono un esame di pesca per ottenere la licenza (in Liechtenstein l’esame è obbligatorio e si svolge annualmente) .
- Germania (alcuni Länder): in Baviera il riconoscimento di certificati stranieri non sempre è automatico; in altri Länder (Meclemburgo-Pomerania Anteriore) l’attestato SaNa può essere riconosciuto .
- Altri stati europei come Austria, Repubblica Ceca, Polonia e parti di Francia prevedono esami obbligatori o corsi di formazione prima di rilasciare licenze di pesca ricreativa.
- In Svizzera è necessario effettuare un corso di formazione di base della durata di 5 ore che riguarda le tecniche di pesca, la manipolazione del pesce, i principi di conservazione e tutela della fauna ittica e le normative e protezione ambientale.
Perchè l’esame obbligatorio farebbe la differenza in Italia
Adottare una licenza di pesca in Italia che preveda prima un esame orale e/o scritto, aiuterebbe a responsabilizzare maggiormente anche il pescatore stesso. Un pescatore che sa quando pescare e cosa sta pescando, aiuterebbe a salvaguardare delle specie autoctone in via di estinzione. Sarebbe un vantaggio per tutti, per i pescatori stessi, per l’ambiente e soprattutto per i pesci che ci permettono di praticare la nostra passione.
Conclusioni: E se ci fosse una licenza unica?
Come tutte le cose presenta degli aspetti positivi ed aspetti difficili da gestire. Se da una parte ci sarebbe una vera e propria semplificazione burocratica con un solo pagamento annuale e l’eliminazione di un dedalo di bollettini e tesserini segnapesci da consegnare alla fine dell’anno, dall’altra parte c’è da considerare un problema legato ai costi.
Naturalmente non sarebbe possibile mantenere gli attuali 23 euro lombardi o 35 piemontese. Il costo sarebbe inevitabilmente superiore, ma se ci fosse un accordo tra le varie associazioni si potrebbe raggiungere un compromesso. Fattibile? Considerando le varie difficoltà di comunicazioni tra alcune associazioni che gestiscono la pesca sportiva e ricreativa in Italia, difficile crederlo.