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Pescata a feeder in quel di Roma

RITORNO A CASA

Quando riesco a tornare a Roma ne approfitto per incontrare i vecchi amici, se si riesce poi a farlo in riva ad un fiume ancora meglio. L’occasione si fa ghiotta perchè questa volta ci incontreremo in un posto nel tevere cittadino che malgrado i tanti anni sulle sponde mi era sconosciuto. Dai Romani viene chiamato “Scivolo” perchè c’è uno scivolo per calare le imbarcazioni. Il posto è stato inoltre prescelto per disputare i campionati Mondiali veterani e disabili il 7 e 8 Agosto. Arrivato sul posto mi accorgo che al contrario della maggior parte dei posti cittadini, l’acqua è lenta e non occorre un gran peso per stare in pesca. Con 30-40 gr si riesce a pescare in maniera agevole e si può scegliere la linea preferita perchè la corrente aumenta man mano che ci si allontana fino ad arrivare al massimo verso i 50mt. Nando e Massimiliano, i miei compagni, mi dicono che di solito si pesca sui 13-15mt con ottimi risultati. Cavedani, barbi, carassi e breme sono le prede classiche del posto alle quali si aggiungono carpe di taglia che ogni tanto si fanno ingannare dalle lenze. Come al solito dopo una breve chiacchierata iniziale scegliamo la strategia di pesca.

Io e Nando scegliamo di usare pastura con un cage o open end e bigattino innescato su un finale di 70cm. Massimiliano invece sceglie di dare solo “ciccia” con un black-cap e anche lui con bigattino innescato. La lenza è per tutti un classico Running rig. Nando al primo lancio prende un barbotto sui 300 gr. seguito da mio figlio Stefano che prende un bel carassio. Solo che se il buongiorno si vede dal mattino da noi cala la notte più buia, tanto che non si vedono mangiate per un bel po. Dopo varie prove e tentativi riusciamo a cavare dal buco solo bremette da 150gr e carassietti, intermezzati da qualche rarissimo esemplare un po più grande. La magra consolazione è che per tutta la sponda nessuno cattura. Ci sono pescatori a roubasienne, con canna fissa e bolognese, i quali ci confermano che molto probabilmente la temperatura dell’acqua, ancora molto fredda, ha influito sull’appetito dei pesci. In verità i pesci sarebbero stati la ciliegina sulla torta di una giornata splendida passata in ottima compagnia e coronata da un pranzetto niente male. Il posto mi ha impressionato per la comodità e la particolarità del fondale data dal fatto che ci troviamo all’interno di un ampia curva del fiume. Mi riprometto di tornare più agguerrito che mai per ri-insidiare i famosi pesci dello “scivolo”…

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