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Una pescata al Lago La Barcaccia


A POCHI PASSI DA ROMA IL LAGO LA BARCACCIA

Descrizione: Situato a pochi chilometri di distanza dal centro di Roma, lungo la via Salaria ed accanto al fiume Tevere e già conosciuto come ex cava Rossetti per la vicinanza col noto mobilificio, la Barcaccia è un lago formatosi appunto da un’ex cava di breccia poi riempita, delle dimensioni di circa 10 ettari e con una profondità che al centro può arrivare in alcuni punti a 18 metri. Il posto è rinomato per il carpfishing (luogo storico del Carp Fishing romano) tanto è che il lago è stato teatro anche di alcuni video specifici (molto bello quello storico di Ripamonti: Cave ed Ostacoli) ed è spesso presente in molte riviste del settore. Originariamente si andava a pesca in questo posto liberamente ed erano i tempi in cui si cominciavano a catturare enormi carpe con le palline, gli albori del Carp fishing, poi (e probabilmente questo è un bene) il lago è stato privatizzato, mantenendo la sua naturalità e rendendolo fruibile e sicuro per gli appassionati delle varie tecniche. L’ invaso è fruibile per la quasi totalità del perimetro ed offre la possibilità di parcheggiare molto comodamente; vi sono poi tavoli, panchine, barbecue, bagni e tutto ciò che può servire per il turista. Alcuni alberi ad alto fusto generano anche una zona di ombra in alcuni punti a seconda dell’ora, cosa molto gradita in estate. Ogni anno si svolgono degli “Enduro” da parte degli appassionati della pesca alla carpa che coinvolgono numerose persone. Come presumibile il lago ha una nutrita popolazione di carpe anche di taglia molto significativa e ci sono anche parecchie bremes assai divertenti da pescare con la tecnica del feeder. Non è raro imbattersi anche in esemplari oltre i due chilogrammi di peso. Per lo spinning da segnalare i Black Bass di taglia da cercare nel sotto riva fra i vari arbusti presenti, ma anche a galla più al centro del lago con vermoni o minnows galleggianti a seconda della stagione. Ho notizie di Bass anche superiori ai 4kg di peso, nonché lucci molto, molto belli. Proprio alcuni giorni prima che mi recassi a pesca ne è uscito uno intorno ai 10 kg. Ovviamente Pesca no-kill rigorosa. Riguardo alla pesca itinerante, come detto le sponde del lago sono percorribili con la canna in mano per la quasi totalità e dietro c’e’ sempre lo spazio per lanciare. Oltre allo spinning e al carp fishing, come accennato, il lago risulta un itinerario interessantissimo per quanto riguarda le tecniche della pesca a feeder ed “all’inglese”. Il pesce più interessante da pescare con il feeder è la breme, da cercare anche a breve o media distanza intorno ai 20-30 metri impiegando come pasturatore il method feeder da 30 – 35 grammi, meglio se non troppo piccoli, settando di conseguenza l’attrezzatura oppure con pasturatori open. Quest’ultima idea può essere effettauta in quanto il lago è molto profondo ed occorre arrivare sul fondale con la pastura senza disperderla troppo nella discesa. Motivo questo che obbliga a scartare a priori le gabbiette troppo aperte. Per quanto riguarda la pastura meglio indirizzarsi su una classica pastura da bremes, meglio se di colorazione scura e personalmente mi sento in dovere di proporre la Universal Schwarz / Black della linea System Lock by Willy Frosch della Balzer .Le bremes mi è sembrato rispondano bene anche agli sfarinati contenenti fishmeal proprio per l’ abitudine dei pesci alle palline da carp fishing ed alla pesca selettiva della carpa in genere, che qui è praticata da moltissimo tempo. Per quanto riguarda la pesca con il method utilizzerei una pastura da carpa al fishmeal, che sia abbastanza legante. Anche il Carassio, meno presente ma con esemplari di ottima taglia, verrà a farci visita pescando in questa maniera. Se non vogliamo eccessivo disturbo da parte degli esemplari più piccoli o magari dei gardon si può tranquillamente lasciare che il mais (qui molto conosciuto dai pesci e gradito per via della pasturazione dei Carpisti) faccia selezione sulla taglia, soprattutto se siamo a pesca per diletto. Pescando esclusivamente a feeder, personalment il bigattino alla Barcaccia neanche lo porto, garantendomi forse qualche cattura in meno ma di sicura taglia interessante visto che con il mais la taglia delle breme aumenta non di poco. Ulteriore alternativa possono essere le boiles da 10 millimetri per gli inneschi con il method, utilizzando colori che contrastino con lo sfarinato utilizzato. Per esempio se si usasse della pastura marrone, allora sarebbe preferibile un innesco di colore acceso come rosso od arancione. Ovvio che, se propendiamo per la pesca con il method e gli inneschi “sul capello”, anche il finale e l’amo andranno scelti tenendo conto della possibilità di imbattersi in pesci di tutto rispetto. Avendo in pastura gli abramidi (che rispondono sempre bene alla pastura sin da subito) alle volte le mangiate calano, segno inequivocabile che stanno entrando le carpe. Se decidiamo di dar battaglia alle baffone (vista la taglia media decisamente alta) sempre meglio farsi trovare preparati. E’ possibile infatti ritrovarsi in canna esemplari di tutto rispetto. Raccomando a tutti il materassino bagnato (per chi non lo avesse la struttura lo fornisce in uso) e soprattutto guadini all’altezza della situazione, visto che in alcune postazioni vi può essere un certo dislivello tra la sponda e l’acqua. Vista la profondità è opportuno montare delle inglesi con galleggianti scorrevoli. Anche in questo caso breme e gardon sono le catture pià facilmente insidibiali. Ottima è la tecnica dell’inglese scorrevole con il pallettone esercitata su circa 7-8 metri d’acqua. Oltre a queste specie citate, il posto è ricco anche di Tinche, Amur anche molto grandi, come detto Carassi e, udite udite, dei rari cavedanii! Recatomi di recente ho visto catturare anche uno striped Bass! Non mancano però anche angoli del lago dove una francese ad innesti possa dire la sua visto che lo spazio alle proprie spalle non manca certamente. Caso mai un problema può rappresentarla la profondità, che restringe a pochi picchetti la possibilità di divertirsi anche con la roubaisienne. L’acqua è sempre molto pulita ed il posto molto comodo. E’ presente anche un piccolo ristoro dove rifocillarsi o acquistare delle esche. Un tempo erano presenti anche le trote, immesse per poter ampliare il lago alla pesca della trota laghetto. Le carpe a volte nella bella stagione stazionano a mezz’acqua o addirittura a galla, vista la notevole profondità del lago pescando con il waggler è tutt’altro che improbabile avere mangiate in calata. La distanza di pesca varia: il gardon e la breme, le maggiori prede da insidiare, si spostano in branchi e la distanza di circa trenta metri è quella consigliabile per potersi tranquillamente divertire diverse ore. La sponda più classica da inglese è quella lunga, alla destra della casetta, (anche detta del pratone) molto ampia e comoda da poter ospitare fino a 30 pescatori pescsando all’inglese. A questa distanza si possono trovare dai 7 ai 9 Mt di acqua, tutto dipende dal picchetto. La sponda opposta, di norma maggiormente frequentata dai carpisti, offre comunque buona fruibilità ed altrettanto buone possibilità di cattura. Parlando col gestore mi è stato detto che si riescono ad accomodare tranquillamente una cinquantina di agonisti per quanto riguarda la pesca al colpo. Niente male dunque, considerando anche il fatto che la pesca è abbastanza omogenea. In conclusione, un’itinerario a pochi passi dal centro di Roma che consente di divertirsi con svariate tecniche, potendo garantire relax anche a chi voglia recarvisi con la propria famiglia. Interessante il fatto che si trovi vicino al fiume laddove recandosi sul Tevere e trovandolo impescabile si puo’ sempre decidere di recarsi in questa splendida cava.




Ricordiamo che nel lago vige l’obbligo di ami senza ardiglione e dell’uso del materassino per le carpe, oltre che il divieto di utilizzo di finali in treccia; nel lago ovviamente vi sono molti cestini per i rifiuti, mi raccomando utilizziamoli.

Per chiunque volesse ulteriori INFO Il contatto facebook del lago è : Lago La Barcaccia

COME ARRIVARCI

Per raggiungere l’oasi “La Barcaccia” da Roma occorre percorre la Via Salaria fino al Km 19,500, girare a sinistra per via Angelo Banti (se in uscita da Roma, andando verso Rieti, diversamente occorrerà ovviamente fare il contrario, girando a destra al km 19,500) e seguire la strada bianca per circa un chilometro (strada di breccia, andare adagio, vi sono alcune buche). Ad un certo punto un ponticello scavalca un fosso che sulla nostra sinistra finisce nel Tevere, passando tra due fattorie, la seconda viene aggirata dalla strada stessa. Superate le fattorie un altro viale sterrato costeggiato da grandi pioppi va percorso per circa metà del suo tragitto (via Ferdinando Lori) dove, a sinistra, troverete una sbarra che fa accedere ad un altro viale lungo circa 500 Mt. Comunque vi sono delle indicazioni su cartelli di legno che conducono al lago. Percorso quest’ultimo viale vi troverete davanti all’ingresso della cava e come potete notare dalle foto l’ambiente è molto ampio e l’immagine del lago contornato dagli alberi è davvero suggestiva.

Testo e foto di Francesco Benedetti