Lazio

Ponzano della “Merla”


TEVERE DI FINE GENNAIO A PONZANO ROMANO

Molti hanno scritto e raccontato di Ponzano Romano e ne sappiamo quasi vita, morte e miracoli. Il tratto di tevere a Ponzano è uno dei campi gara più famosi del centro Italia, protagonista di molte competizioni anche di alto livello. Il campo gara è facilmente raggiungibile: dopo l’uscita di Ponzano/Soratte della A1 bisogna seguire le indicazioni per Ponzano e, giunti al benzinaio, prendere la strada che si trova alla sua sinistra che conduce, seguendo le indicazioni, al campo gara e precisamente nella zona denominata “Fiasco”. Il nome è dato dalla particolare forma di una curva accentuata che il Tevere assume in quel tratto. Tale tratto è caratterizzato da diversi spiazzi, che permettono di posizionare in maniere pratica e semplice l’attrezzatura, con l’auto proprio dietro le spalle. Questo campo gara è caratterizzato anche da un’altra particolarità, con la quale mi piace definirlo: è il regno delle breme!




Le breme di Ponzano sono rinomate per raggiungere dimensioni molto interessanti. Non è una rarità in alcune gare fare pesi degni del Circondariale di Ostellato, effettuando una pesca tutt’altro che semplice, che io definirei molto tecnica. Ovviamente anche barbi, carpe, cavedani e predatori coronano la varietà ittica di Ponzano. Ma c’è un’altra specie ittica che rende particolarmente divertenti ed interessanti le battute di pesca a Ponzano, specialmente in questi mesi freddi dell’inverno. Sarà infatti questo il pesce che la farà da padrone in questa sessione: sto parlando del gardon. In questa pescata Ponzano si presenta con acqua velata e molto fredda, ideale per la pesca dei gardon e delle breme; proprio ciò mi tenta a preparare il mio solito mix per questi due tipi di pesci. Generalmente ho l’abitudine ad usare pasture dolci per insidiare tali specie ed anche questa volta non ho cambiato il rituale affidandomi ad un mix di pasture Balzer che nell’ultima annata mi hanno regalato diverse catture e positivamente stupito: sto parlando della Routage, la pastura al forte aroma di coriandolo già recensita su questo sito e che sta dando grandi risultati anche nel Nord Italia e l’Universal Black, una pastura scura di colore nero, scarica di ingredienti e molto similare, sia per composizione sia per resa, a molte altre pasture presenti sul mercato. Sono solito tagliare queste due pasture tra di loro con percentuali maggiori dell’una o dell’altra a seconda della specie sulle quali decido di impostare la mia battuta di pesca, Routage per i gardon, Universal Black per le breme. Devo dire che il mix mi ha sempre dato molto pesce e molte soddisfazioni, con catture che si susseguono una dietro l’altra portandomi, spesso e volentieri, a fare pesi molto interessanti.

Ma non sarà il caso di oggi! Oggi ho un’altra idea in testa. Oggi vorrei puntare a fare dei cavedani, specie che ho preso nelle sessioni precedenti ma in maniera sporadica e casuale. Sopratutto, dopo la chiamata di un mio amico nella quale mi diceva di averne presi alcuni nei giorni precedenti. Decido quindi di preparare una pastura nuova di casa Balzer ed in catalogo per il 2015: la Master Feeder Method Mix. Una pastura salata a base di farina di pesce dal colore verde chiaro, che poi ho bagnato con acqua che presentava al suo interno un’aggiunta di krill. La pastura richiede una bagnatura in più fasi poichè assorbe molta acqua, come molte di queste pasture della ditta tedesca. Devo ammettere che il potere legante è molto forte, proprio per come dovrebbe essere una pastura dedicata al method feeder. Insieme alla pastura preparo mezzo kg di bigattini incollati e 200 grammi di bigattini sfusi da innesco. La mia montatura è molto semplice: un running-rig composto da una girella con moschettone di casa Balzer, appositamente studiata per montare i pasturatori senza ledere il filo, poichè provvista di una perlina all’interno dell’occhiello della girella che non crea abrasione. Monterò uno dei nuovi pellet feeder della Bher, molto particolare poichè trattasi di un normalissimo cage-feeder accompagnato da un “tappetto” che si può applicare su una delle due estremità del cage, tramutandolo in un vero e proprio pellet feeder. Il pasturatore batte su una perlina salva nodo con girella alla quale vado a collegare il terminale da circa un metro di 0.12 millimetri, al quale lego un amo Owner serie 50340 del n°16. La mia linea di pesca è intorno ai 18/20 metri: carico il pasturatore con dei bigattini incollati tra due tappi di pastura. Inizio con 5/6 lanci di pasturazione per creare un primo fondo di pastura, dopo di che innesco due bigattini a penzoloni e inizio la mia battuta di pesca. Dopo un paio di lanci a vuoto inizio ad avere una serie di mangiate fugaci, molto più veloci della mia ferrata che mi rileveranno, mostrandomi dei bigattini svuotati, che alcuni cavedani erano entrati in pastura. Fiducioso, rilancio e subito incanno il primo pesce, una breme sui 300grammi alla quale ne seguiranno altre due nei due lanci successivi. Dopodichè eccoli, puntuali come un’orologio svizzero. Inizio ad avere una serie di mangiate a me molto familiari e, ferrando il primo pesce, le mie supposizioni,vengono presto confermate: sono entrati loro, i gardon. La pescata, allungando e accorciando distanze di pesca e terminali, continuerà quasi a senso unico, almeno dal punto di vista delle prede che, tutto sommato, non saranno moltissime. Ciò non toglie il divertimento di una splendida giornata di pesca e una bella sorpresa, in termini di risposta del pesce ad una pastura, diciamo, insolita per questo spot.

Un saluto a tutti
Per Fishingmania da Ponzano Sante Ferrazzoli