Nel panorama delle esche artificiali, dove spesso l’innovazione si limita a forme o colori, Pulz Bait rappresenta un vero cambio di paradigma.
Non una semplice nuova soft bait, ma un sistema di movimento interno progettato per generare vibrazioni e impulsi realistici anche a recuperi lenti, irregolari o in condizioni difficili.
Un progetto nato in Europa, sviluppato sul campo e pensato per pescatori esigenti, che cercano qualcosa di diverso dalle classiche gomme “passive”.
Un progetto firmato Olivier Portrat
Dietro Pulz Bait c’è l’esperienza e la visione di Olivier Portrat, uno dei nomi più autorevoli della pesca sportiva europea.
Pescatore, esploratore e progettista, Portrat ha costruito la sua carriera sul campo, affrontando ambienti estremi e predatori potenti, dalla pesca in mare alle grandi acque interne. La sua filosofia è chiara: un’esca deve funzionare prima di tutto in acqua, non solo su carta o in vetrina.
Pulz Bait nasce proprio da questa esigenza: creare un artificiale in grado di “vivere” anche quando il pescatore non lo anima attivamente.
Il cuore dell’innovazione: il sistema di movimento interno
La vera rivoluzione di Pulz Bait è il suo sistema di movimento interno, integrato nel corpo della soft bait.
A differenza delle gomme tradizionali, che si affidano esclusivamente alla coda o alla paletta, Pulz Bait:
genera micro-vibrazioni interne
trasmette impulsi irregolari lungo tutto il corpo
mantiene un’azione credibile anche in caduta o a recuperi lentissimi
Il risultato è un’esca che continua a “pulsare” anche quando il pescatore rallenta, stoppa o pesca in verticale.
Perché Pulz Bait funziona quando le altre si fermano
Pulz Bait è stata progettata per affrontare le condizioni più difficili, quelle in cui i predatori sono sospettosi o apatici:
acque fredde
forte pressione di pesca
pesci abituati a vedere le stesse esche
recuperi lenti o discontinui
Il movimento interno crea un segnale sensoriale costante, percepibile dalla linea laterale del predatore anche quando l’esca non “nuota” in modo evidente.
Questo la rende estremamente efficace:
nelle pause
in caduta controllata
nelle presentazioni verticali
nello slow fishing
Test sul campo, non in laboratorio
Uno degli aspetti più interessanti del progetto Pulz Bait è il metodo di sviluppo.
Non un prodotto nato in laboratorio, ma un’esca testata a lungo in acqua, in contesti reali, con continui aggiustamenti su materiali, densità e bilanciamento.
Olivier Portrat ha più volte sottolineato come il progetto sia stato affinato solo dopo numerose sessioni di pesca, correggendo ogni dettaglio che non restituiva le sensazioni desiderate.
Un approccio che oggi si vede raramente, ma che fa la differenza quando si pesca sul serio.
A quali predatori è dedicata Pulz Bait
Pulz Bait è pensata come esca trasversale, capace di adattarsi a più tecniche e ambienti:
Spigola in mare e in foce
Bass in acque interne
Luccio e lucioperca in laghi e grandi fiumi
predatori sospettosi in condizioni di alta pressione
La sua efficacia emerge soprattutto quando:
il pesce segue ma non attacca
le esche classiche vengono ignorate
serve rallentare senza perdere attrattività
Presentazione in anteprima in Italia con Old Captain
Pulz Bait sarà presentata in anteprima per il mercato italiano allo stand Old Captain durante la fiera di Rimini.
Un’occasione unica per:
vedere l’esca in movimento reale
comprenderne il funzionamento tecnico
confrontarsi direttamente con chi l’ha progettata
Durante le dimostrazioni in vasca sarà possibile osservare il comportamento dell’esca in acqua, senza filtri o montaggi “da video promozionale”.
Pulz Bait non è una moda, ma un concetto
In un mercato spesso saturo di novità effimere, Pulz Bait si distingue perché non promette miracoli, ma propone una soluzione tecnica concreta a un problema reale:
come far “vivere” un’esca anche quando il pescatore rallenta.
È questo che rende Pulz Bait interessante non solo per chi cerca l’ultima novità, ma per chi pesca spesso e in condizioni difficili.