PESCA A FEEDER

REGIONALE FEEDER TOSCANA – DIFFICILE GARA A LATERINA


Dopo la mattanza di pesci gatto sull’Arno pisano, domenica 5 luglio scorso il Campionato Regionale Feeder Toscana a coppie è tornato di scena sull’Arno, stavolta aretino, e precisamente nel campo gara Fipsas di Laterina (AR).
Ad attendere i concorrenti una pesca estremamente difficile, su un fiume quanto mai avaro di catture, privo di corrente e ricco di vegetazione acquatica; a render ancor più complicato il tutto un caldo torrido, che ha costretto gli organizzatori ad anticipare di mezzora l’inizio della competizione, e che in generale ha messo a dura prova la resistenza di ogni partecipante.
Alle 8:30 il fischio di inizio per le 40 coppie partecipanti, suddivise in 4 settori dal “tagliato” al “metano”, ognuno con caratteristiche diverse ma tutti accomunati dalla presenza di piccoli pesci quali alborelle e piccoli pesci gatto, a coprire una comunque scarsa attività di carpe e carassi.
Personalmente sono capitato nel secondo settore verso valle, e non ho dovuto fronteggiare il problema della vegetazione acquatica in sponda opposta; poiché gareggiavo senza compagno ho scelto una tattica aggressiva ma allo stesso tempo essenziale rivolta alla cattura della carpa di taglia. Fin da bambino sono cresciuto con una credenza ferrea, trasmessami dai vecchi pescatori dell’Arno Fiorentino e verificata sul campo: “ in estate mais = carpa”, e su questa certezza ho costruito la mia tattica. Ho pescato a 45 metri esatti, in corrispondenza del salto tra sponda e letto del fiume, staccato ma comunque vicino alla sponda opposta ricca di ostacoli e alberi, quindi habitat principe per le carpe nel periodo estivo.
Ho montato tre canne da 12 piedi, corredate da vette di test curve 1 oncia e abbinate a mulinelli 5000 caricati con filo affondante dello 0.22; per cercare di gravare al minimo sulla mangiata del pesce ho utilizzato come montatura un paternoster scorrevole, mentre mi sono affidato alle proprietà dei “rocket feeder” (in questo caso da 30 grammi) per avere più armonia in fase di volo/entrata in acqua e per veicolare in posizione eretta il contenuto, favorendone così il rilascio.
Per tutta la gara ho innescato due chicchi di comunissimo mais naturale su un amo del 14 a curva ampia e utilizzando un terminale dello 0.18, caricando il feeder con una pastura dolce color nocciola e, ancora una volta, mais.
Dopo 5 lanci di pasturazione iniziale, la fortuna non si è fatta pregare: appena entrato in pesca ho catturato una bellissima regina intorno ai 4 kg, che grazie ad altre piccole carpette e un bel carassio mi ha permesso di vincere da solo il settore con 4.810 kg in 5 ore. In generale la scelta di pescare sulla sponda opposta è stata la tattica più utilizzata, sebbene il pesce non abbia risposto in modo omogeneo e univocamente identificabile al menù di esche presentato: carpe e carassi sono stati catturati sia con bigattini che con mais ed orsetti, lasciandoci nel dubbio su quale fosse la tattica vincente. Sicuramente vincente è risultata la scelta del terminale, giusto compromesso tra tenuta e naturale presentazione dell’esca, fattore molto importante su questo campo di gara, anche se si sceglie di utilizzare granaglie come innesco. Tra i risultati spicca il peso assoluto di giornata, conquistato dalla coppia Boschetti – Zamperini con ben 10.290 kg di pescato, abbondantemente sufficienti per conquistare il settore; da rimarcare anche il secondo successo consecutivo della coppia Ricci – Carmignani, che dopo due prove balza solitaria in testa al trofeo con solo 2 penalità, ma tallonata dalla coppia Migliorini – Batignani, anch’essi vincitori di giornata. Arrivederci quindi al 4 ottobre, stavolta di scienza sul campo gara dello scolmatore di Vicarello, per l’ultima prova di questo avvincente campionato regionale.

Testo di Matteo Pampaloni

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