PESCA AL COLPO

Robert Tesse, la Leggenda francese di pesca al colpo


ROBERT TESSE, LA STORIA DELLA PESCA

Tesse un nome che per i più è associato alla forma di un galleggiante. Nulla di più vero in quanto è lui: Robert Tesse l’inventore del galleggiante affusolato in legno di balsa. Ma chi era Robert Tesse? Per i francesi è ed è stato il più grande di tutti, il padre della moderna pesca. Rimane l’unico pescatore transalpino ad aver vinto tre titoli iridati individuali conquistati con la più pura delle pesche francesi: la roubaisienne, oltre a sei titoli con la nazionale francese in giro per tutta Europa. Ed è proprio con questa canna che si è fatto maggiormente conoscere quando reinventò questo strumento di pesca trasformandolo da pesante palo in bambù in lunga e rigida asta in alluminio. Un pescatore dalla grande intuizione tecnica che dopo aver creato il galleggiante in balsa, una novità assoluta per gli anni cinquanta, ha trovato il modo di capire come la scelta di nuovi materiali potevano trasformare la pesca sportiva in un opportunità di lavoro. Ma non è tutto. E dopo galleggianti e canne, ecco la pastura. Elemento fondamentale della pesca alla francese, Tesse ne inventò una tutta sua che subito attirò l’attenzione del mondo agonistico in quanto vinceva sempre laddove le breme la facevano da padrone. Memorabile fu il mondiale di Galati, in Bulgaria nel 1965, quando in un campo gara infestato dalle alborelle vinse il suo terzo titolo mondiale individuale battendo il nostro Luciano Ceppi il quale, prima dell’inizio della gara, gli disse che quel giorno avrebbe vinto lui con le alborelle e le canne corte. Robert Tesse gli rispose di no e gli fece capire che lui sarebbe stato il migliore con la sua roubaisienne in alluminio, la sua pastura piena di fouillies e le breme. E così fu, Luciano Ceppi dovette salire sul secondo gradino del podio, battuto ancora una volta dal più forte dei pescatori francesi. Incontrare Robert Tesse non è più possibile purtroppo, in quanto è venuto a mancare nel 1992. Diverso è il discorso per il suo erede, il figlio Jacques che per diversi anni ha seguito le orme del padre ad alti livelli. Oltre ad aver conquistato il titolo francese per ben due volte ed essersi piazzato più volte a podio, nel 1975 in Polonia, con la mitica roubaisienne d’alluminio del padre, ha conquistato la medaglia d’argento individuale avendo come capitano proprio il padre Robert. In occasione di quel mondiale, Milo per la prima volta conobbe la famiglia Tesse con cui instaurò un saldo rapporto di amicizia, oltre che commerciale. Come poi racconterà lo stesso Milo, saranno Robert e Jacque Tesse a presentargli i più importanti produttori francesi di prodotti per la pesca. Quegli anni infatti erano degli anni davvero d’oro per la Francia della pesca, vittoriosa nelle manifestazioni internazionali e centro del mondo per quel tipo di commercio. Nel momento però, in cui la produzione dei galleggianti e della pastura Tesse si bloccò, Milo iniziò a perdere le tracce dei due campioni francesi. Tracce perse fino al mese di giugno quando lo stesso Milo e Jacques Tesse si sono ritrovati ad una manifestazione organizzata in un lago della Francia. Sulla base di quell’incontro è nata la decisione di fare un salto in Italia da parte di Jacques per andare a trovare Milo e fare una nuova rimpatriata. Un evento più unico che raro, tanto che abbiamo avuto anche la possibilità di vedere e provare personalmente la mitica roubaisienne di alluminio e di chiedere la possibilità di effettuare un’intervista a Monsieur Jacque Tesse il quale, molto gentilmente, ha acconsentito.




Impossibile non iniziare questa breve intervista parlando del galleggiante più famoso di Francia e non solo: il Tesse. Come è nata questa idea da parte di suo padre di realizzare questo particolare prodotto, lungo e sottile?

Fino agli anni cinquanta i galleggianti venivano realizzati con tre principali materiali: il sughero, la penna di pavone e l’istrice. La scoperta di mio padre, se così possiamo chiamarla, è stata quella di passare ad un livello superiore andando ad utilizzare la balsa, la quale aveva un peso specifico ideale per pescare in acque ferme. Tutti i galleggianti venivano naturalmente realizzati a mano ed era un lavoro non propriamente semplice, anche perché non esisteva una produzione industriale. Di esemplari ne venivano prodotti poche migliaia all’anno, costruiti esclusivamente nelle sere d’inverno. Il procedimento di costruzione prevedeva l’acquisto dei quadri di balsa per aereomodellismo che venivano modellati fino ad arrivare alla forma cilindrica. Da qui, questi cilindri di balsa venivano a loro volta modellati ulteriormente ed assottigliati fino ad arrivare alla forma allungata e molto sottile tipica dei cosiddetti Tesse. Ovviamente la balsa veniva selezionata in modo che fosse scelta quella più morbida. Dopodichè c’erano tutte le altre componentistiche che concludevano il galleggiante, come la corda di piano che veniva utilizzata per la realizzazione delle antenne. Diversamente dagli attuali galleggianti che presentano una parte finale appuntita a cui viene applicato un piccolo gommino per fermare il filo, i Tesse avevano la particolarità di presentare un piccolo anello per il passaggio del nylon. Questo anello era realizzato con del filo di rame. Ciò portava ad un’estrema sensibilità ed inoltre, una volta in acqua, ad una velocità di taratura più lenta rispetto ad altre forme di galleggianti di pari peso. Fondamentalmente potremmo quasi pensare al Tesse come un piccolo galleggiante all’inglese, con cui era possibile vedere delle meravigliose starate, cosa che con i galleggianti in sughero o d’istrice era quasi impossibile vedere.

Trattandosi di un galleggiante completamente innovativo per il tempo, Robert Tesse aveva ideato una montatura particolare?

La montatura era davvero semplice: prevedeva l’utilizzo dell’olivetta. Tutto ciò ha un suo perché, in quanto l’inventore della torpille, Pierre Compte, era praticamente un nostro vicino di casa, distante da noi poco meno di un chilometro. La realizzazione delle torpille prevedeva l’utilizzo di un filo fusibile che veniva avvolto ad una barretta di metallo e modellando il tutto veniva data la particolare forma allungata che la caratterizza. Un’idea che ha portato alla produzione di milioni di torpille con una fabbrica di due o tre operai. Questa persona aveva anche realizzato per mio padre dei piccoli attrezzi che tenessero il galleggiante fermo in modo che una sottile punta forasse il galleggiante e permettesse il corretto inserimento di antenna e filo di rame alle estremità del galleggiante.

Guardando i galleggianti, è un caso che le antenne siano tutte nere o venivano realizzate anche in altri colori? In quali grammature venivano realizzati?

Assolutamente no. Le antenne erano solo nere. Non erano previste altre colorazioni come invece si è solito utilizzare adesso. Per quanto riguarda le grammature, non esistevano. Ogni “misura” era contraddistinta da un colore diverso sul corpo del galleggiante. Mio padre comunque non era assolutamente un commerciante, era un gran campione ed una persona molto onesta. Noi realizzavamo questi galleggianti in inverno con lo scopo di arrotondare i costi di spese per le trasferte delle gare. Successivamente, io in prima persona assieme ad un socio ho cercato di avviare una produzione di questi galleggianti con l’obiettivo di dare un’impronta un po’ più commerciale al prodotto, ma purtroppo il progetto non è riuscito a prendere piede. Motivo che mi ha obbligato ad abbandonare questa idea e continuare nel lavoro di tutti i giorni ovvero di professore di educazione fisica.

Per alcuni anni il nome Tesse era associato anche ad una pastura se non sbaglio. Da chi veniva prodotta e da cosa era costituita?

Esattamente. Io e mio padre avevamo ideato una particolare pastura, il cui nome era proprio Tesse e che dava grandissimi risultati. A realizzarla e distribuirla in Francia era la vecchia proprietà della Rameaux, con cui abbiamo anche avuto non pochi problemi, mentre in Italia era proprio Milo a distribuirla fino ai primi anni 90. Il sacchetto era di carta, bianco, disponibile in unico modello, dal peso di un chilo e mezzo e contenente inoltre un misurino per bagnare la pastura con l’acqua. Praticamente utilizzando solamente quel misurino si poteva bagnare in modo perfetto la pastura. Essendo mio padre un grande pescatore di pesci di taglia, questa pastura era ideale per carassi, carpe e tinche. La caratteristica di questa pastura era la presenza di lino frantoiato al suo interno.

Ultima domanda riservata naturalmente alla roubaisienne in alluminio che ha reso famoso Robert Tesse permettendogli di conquistare i tre titoli mondiali. Può essere considerata la prima vera roubaisienne? Da come è nata l’idea di crearla?

La roubaisienne non nasce con l’idea di mio padre. Mio padre ha portato delle migliorie utilizzando un nuovo materiale. Questo perché le roubaisienne già esistevano ed erano fatte di bambù; diversi pezzi di bambù venivano attaccati tra di loro con ghiere in metallo, ma la misura era limitata anche perché ad una certa lunghezza si iniziavano ad avere dei problemi di bilanciatura. Ecco allora che l’utilizzo dell’alluminio permetteva di arrivare fino ad otto metri di lunghezza, distanza dove nessuno era in grado di arrivare. Non pesa nemmeno tanto, visto che da chiusa ha un peso di circa 1300 grammi. La particolarità di questa canna è che allungando la base, aveva portato all’assottigliamento dei vari pezzi, alleggerendo di conseguenza la canna. Ogni estremità superiore della canna presenta una strozzatura al diametro della sezione per permettere l’incastro del pezzo successivo. La cima era costituita di fibra di vetro e la vera innovazione era la presenza di un piccolo elastico di caucciù. In pratica è stato il primo a realizzare una canna in alluminio tenendo presente la lunghezza degli elementi. Era una canna più rigida di quello che il mercato poteva proporre e ciò la rendeva una canna davvero unica. Anzi, la canna era unica a prescindere essendo un unico esemplare.

In Italia i pescatori più anziani considerano Jacques Tesse il più grande agonista francese di tutti i tempi ed uno dei migliori d’Europa. Anche in Francia c’è ancora questo mito?

Si assolutamente. Mio padre è ancora riconosciuto dai pescatori della mia generazione come il più grande pescatore francese, anche perché è stato l’unico francese a vincere tre campionati mondiali individuali, oltre ad aver conqistato più volte il podio a livello internazionale con la nazionale francese.

Ringraziamo Jacques Tesse per il tempo che ci ha dedicato e lo consideriamo un vero onore averlo potuto conoscere ed intervistarlo. Vedere Milo e Jacques parlare è stato come tornare indietro di trent’anni in quanto la maggior parte delle loro conversazioni erano basate sui ricordi degli anni 70 ed 80. Inoltre poter prendere in mano la roubaisienne del mitico Robert Tesse è stato come prendere in mano un pezzo di storia della pesca.

IL PALMARES DI ROBERT TESSE

3x Campione del Mondo Individuale di pesca al colpo – 1959 Neuchatel – 1960 Gdansk – 1965 Galati

6x Campione del Mondo a Squadre di pesca al colpo – 1959 Neuchatel – 1963 Wormeldange – 1964 Isola Pescaroli – 1966 Marthan Ferry – 1968 Fermoy – 1972 Praga

1x Vice Campione del Mondo Individuale di pesca al colpo – 1963 Wormeldange

4x Vice Campione del Mondo a Squadre di pesca al colpo – 1958 Huy – 1960 Gdansk – 1962 Lago di Garda – 1967 Dunaujvaros

4x Medaglia di Bronzo Individuale di pesca al colpo ai campionati del mondo – 1956 Parigi – 1961 Merseburg – 1964 Isola Pescaroli – 1972 Praga

5x Medaglia di Bronzo Individuale di pesca al colpo ai campioanti del mondo – 1957 Belgrado – 1965 Galati – 1969 Bad Oldesloe – 1970 Ber aan de Maas – 1971 Peschiera del Garda

1x Campione di Francia Individuale di pesca al colpo – 1967

2x Vice Campione di Francia Individuale di pesca al colpo – 1955 e 1972

1x Medaglia di Bronzo ai campionati francesi individuali di pesca al colpo – 1963

IL PALMARES DI JACQUE TESSE

1x Vice Campione del Mondo Individuale di pesca al colpo nel 1975 a Bydgoscz – Polonia

2x Campione di Francia Individuale di pesca al colpo nel 1965 e 1970

1x Vice Campione di Francia Individuale di pesca al colpo nel 1975

1x Medaglia di Bronzo Individuale ai campionati francesi di pesca al colpo nel 1967