PESCA AL COLPO

Roma agrodolce per l’azzurro – Veterani ancora campioni, disabili giù dal podio


VETERANI CAMPIONI DEL MONDO A ROMA, DISABILI SFIORANO IL PODIO

Roma, la città eterna che ospita un campionato del mondo di pesca al colpo sulle rive del fiume Tevere a due passi dal complesso del Foro Italico? Ebbene si, così è stato. D’altronde se lo ha fatto Parigi, perché non provarci anche noi. Certo, in quel caso la location fu ai piedi della Torre Eiffel e sarebbe stato perfetto rispondere con San Pietro sullo sfondo, ma già riuscire ad organizzare un campo gara nella zona nord ovest della città è stato un grosso sforzo energetico dal punto di vista della burocrazia. Come poi potrete leggere dalle interviste rilasciate dal Presidente della Fipsas e Fipsed Ugo Claudio Matteoli e dal Responsabile del Settore Acque Interne, i problemi sono stati tantissimi, ma nessuno ha mai mollato e si è riusciti ad organizzare un evento di questa portata. Ad ogni modo basti pensare che la cerimonia di apertura si è tenuta nella piazza del Campidoglio, con lo stesso Campidoglio alle spalle e sulle spalle la città di Roma. La zona prescelta era quella situata a poche centinaia di metri dal complesso sportivo del Foro Italico, tra il Ponte Duca d’Aosta (a circa un paio di chilometri da Piazza del Popolo e la Terrazza del Pincio) ed il pedonale Ponte della Musica. Non uno, ma ben due campionati del mondo. Questo perché veterani e disabili da sempre viaggiano in coppia svolgendosi lo stesso periodo nello stesso posto. Protagonista assoluto ovviamente il Tevere. Un campo gara che in realtà in passato non esisteva ed è stato rimesso a posto nel migliore dei modi, pulendolo completamente da zero. Visivamente davvero un lavoro ben fatto e soprattutto un campo gara molto comodo con la banchina in cemento ed il fiume a non più di un metro di dislivello. Un impianto che potrebbe essere molto importante per l’agonismo italiano sempre in cerca di nuovi posti da utilizzare. Peccato però che c’è un piccolissimo problema legato al transito delle macchine, trattandosi di un campo gara non gestito dalla Fipsas e di proprietà del comune di Roma. Non a caso si hanno avuti problemi per l’occupazione del suolo pubblico. Ricordiamo inoltre che trattandosi di Lungo Tevere, le biciclette passano e sappiamo tutti quanto siano amici pescatori e ciclisti.




Non si può dire che la settimana sia iniziata nel migliore dei modi però. Il fiume arrivava da un brutto periodo a causa delle continue piogge che hanno interessato il Centro – Nord dell’Italia. Già il lunedì le condizioni erano quasi proibitive, con la corrente che obbligava l’utilizzo di grammature fino ed oltre gli 80 grammi a vela. Inoltre gli sbalzi idrometrici causati dal rilascio dell’acqua dalla diga di Corbara sono stati frequenti, portando ad innalzamenti ed abbassamenti dell’acqua anche ed oltre il metro di livello. Inoltre anche la pescosità ha presentato diversi problemi, con tanti cappotti nei giorni di prova. Nella due giorni di gara la situazione è un po’ cambiata, con la corrente che è leggermente diminuita e tutti i concorrenti che hanno presentato montature tra 3 grammi con classico galleggiante a goccia e 60 grammi a vela. Inoltre, c’è da sottolineare come cambiasse ogni zona dalle altre. Il fiume in questo tratto della città di Roma presenta due ampi curvoni, che determinano condizioni differenti all’interno dei vari settori. Nel tratto a monte, dove erano presenti gli ultimi due settori dei veterani, la corrente era molto sostenuta, con solo alcuni picchetti del Settore C a presentare dei giri d’acqua determinati dal cambiamento di direzione della linea di flusso. Nei settori B e A, situati a circa mezzo chilometro dagli ultimi due, la corrente si è presentata più sostenuta nel settore iniziale. Basti pensare che Riccardo Galigani, capitato in entrambe le giornate nel primo settore, ha pescato con grammature fino a 50 grammi a vela. Stesso discorso anche per i disabili, staccati dagli over 60 di altri 500 metri. In alcuni picchetti il giro d’acqua permetteva l’utilizzo di galleggianti molto leggeri, da due – tre grammi in roubaisienne, obbligando l’utilizzo della bolognese per cercare la corrente, mentre altri erano “impiccati” con vele ancora oltre i 40 grammi. Purtroppo c’è da sottolineare quanto questo campo gara sia stato tanto comodo, quanto estremamente difficile per i disabili, costretti a delle condizioni di pesca abbastanza proibitive. Non a caso sui 40 concorrenti presenti, dopo le due ore di gara del sabato abbiamo contato non più di una sessantina di pesci su tutto il campo gara. Ed alla fine anche i pesi hanno rispecchiato l’andamento generale della pescosità: alcuni cappotti e tanti agonisti che non sono riusciti a portare alla pesa nemmeno un chilogrammo di pesce. Ma attenzione, anche nei veterani ci sono state condizioni simili, dettate anche dal fatto che non tutte le nazioni possono essere attrezzate come Italia, Inghilterra e Francia. Se dobbiamo essere onesti, affascinante un mondiale a Roma, ma dal punto di vista della tecnicità e pescosità forse non propriamente adatto per la pesca al colpo e soprattutto per ospitare un campionato del mondo. Ovvio, tutto è dipeso dalle condizioni del fiume legate alle piogge delle settimane precedenti, magari con la vera estate tutto sarebbe stato diverso.

Passiamo in dettaglio a parlare un po’ di questi due mondiali. Dieci le nazioni in gara per i Diversamente Abili tra cui anche l’Italia che presentava al via Alberto Neri e Franco Bisi come capitani e tra gli atleti Franco Conte, Giovanni Bottazzi, Alfredo Granaglia, Oscar Ferrari, Damiano Speroni e Fabio Coscia. Questo campionato del mondo è un po’ particolare ed è molto interessante da vedere, specialmente per chi non ha mai assistito ad una competizione di questa categoria. In pratica sono presenti atleti con diverse incapacità motorie; ci può essere chi ha perso un braccio o una gamba o è relegato su carrozina. Ognuno di questi atleti ha un punteggio particolare, che determina come può essere aiutato dall’accompagnatore. Accompagnatore che normalmente per tutte le gare è la mente che sta sulla sponda, in questo caso può anche essere il braccio che aiuta a pasturare o a guadinare il pesce. Come già detto in precedenza, le condizioni di pesca erano davvero molto complicate, con corrente davvero sostenuta e galleggianti da almeno 30 – 40 grammi. In diversi nelle due prove hanno preferito dedicarsi alla bologese, con l’obiettivo di cercare di prendere qualche pesce tra placchette, qualche breme di taglia, barbi, carassi e alcuni cefali. La prima prova ha visto la Repubblica Ceca in testa con 16 punti, seguita da Croazia a 18, Belgio e Francia a 19 ed Italia quinta a pari merito con l’Ungheria a 21 punti. Italia ad inseguire, ma comunque con il podio a portata di mano. Nella seconda prova la pescosità è stata molto bassa, con i nostri azzurri dati nelle basse posizioni in tutti i settori ad un’ora dalla fine. In diversi hanno segnato 0 pesci nell’arco delle due ore e sono stati veramente in pochi a superare i dieci pesci nell’arco dei 180 minuti. Italia che comunque nell’ultima ora ha reagito abbastanza bene riuscendo a recuperare diverse posizioni. Peccato però che non è bastato, non riuscendo a copiare l’impresa fatta dall’Ungheria che con una prestazione fantastica ha portato solo 10 punti nella seconda prova andando a conquistare per distacco il titolo mondiale davanti a Repubblica Ceca con 36 punti e Croazia con 37 penalità. Da qui l’amaro in bocca perché al quarto posto c’è la nazionale di casa con 38 penalità e praticamente ad un pesce dal podio. Ungheria che oltre al titolo a squadre si aggiudica anche quello individuale con Gurisatti Gyula, il quale totalizza 4 penalità. Al secondo posto il francese Schaeffer Alain con 5 penalità. Da sottolineare la prestazione di quest’ultimo che ha conquistato l’argento pescando a roubaisienne con un solo braccio. Terzo gradino del podio per il ceco Sedlàcek Bohumil con sei penalità. Quinta posizione per l’azzurro Franco Conte con 7 punti.

MONDIALE VETERANI

Bisogna dirlo, i nostri azzurri sono dei “terribili vecchietti”. Un campionato del mondo nato solamente sette anni fa che aveva visto la nostra squadra faticare i primi due anni. Dopo di che è stato un successo dietro l’altro. In cinque anni la vecchia guardia italiana guidata da Massimo Ardenti ha conquistato 3 titoli di campione del mondo, un argento ed un bronzo. Un cammino a dir poco fantastico ed incredibile per questi over 60 che annoverano nelle proprie file pescatori che hanno fatto la storia della pesca italiana nella nazionale seniores e continuano a farla anche in questa categoria. Grande Italia in questa due giorni, che nella prima prova ha attaccato conquistando di forza la prima posizione ed illudendo tutti che sarebbe stata una passeggiata nella seconda prova e poi ci ha fatto tutti soffrire fino all’ultimo. Come avrete letto dalla nostra pagina Facebook, dopo due ore l’Italia era saldamente campione del mondo con grande tranquillità, ma si sa che nella pesca non si può essere sicuri fino alla fine. Nelle condizioni trovate bastava un solo pesce per far saltare tutti i piani. C’è da dirlo, rispetto ai disabili sono usciti molti più pesci per ovvi motivi. Anche in questo caso la roubaisienne, con lenze montate a vela, è stata determinante. Qualcuno ha pensato di basare la propria gara sulla bolognese, montando addirittura solamente le canne con i mulinelli. Sinceramente un’idea nemmeno tanto stupida considerata la forte corrente presente. Ovvio che le rouba presenti erano tutte canne indirizzate per la pesca “cattiva”; utilizzando galleggianti di quelle grammature erano indispensabili punte robuste ed elastici cavi oltre i 2 mm di diametro. Breme vero, ma anche barbi, cavedani, carassi e cefali da guadinare lottando con la forte corrente. Abbiamo seguito per una ventina di minuti il settore A fermandoci dietro a Riccardo Galigani che, dopo una brutta partenza con zero pesci all’attivo nella prima ora, ha stampato sette pesci nella seconda ora andando a prendersi la prima posizione provvisoria nel corso della terza ora (le gare per i master sono di 4 ore, ndr). Con un vero e proprio tifo alle spalle e dalle notizie che arrivavano sul campo gara, sembrava che il pescatore della Longobardi Milo stesse facendo un vero e proprio show con direzione vittoria del settore. Putroppo però per soli 40 grammi alla fine l’agonista toscano ha dovuto cedere il passo al lussemburghese. Una prestazione comunque di tutto rispetto e tre punti guadagnati sull’Inghilterra. Dicevamo che dopo due ore l’Italia era data saldamente in testa, con tutti gli atleti nelle prime quattro posizioni. Visto il risultato della prima prova, la riserva Luciano Bazza non ha pescato anche nella seconda giornata, ma ha dato una gran mano nel ruolo di sponda. I minuti passano e la situazione inizia a cambiare. Natale Bagarello nel settore B fatica e nonostante i 6 pesci catturati, viene fregato dalla taglia: il belga porta alla pesa due pesci per 1600 grammi, lo sloveno quattro pesci per 1500 grammi, l’ungherese tre pesci e 1300 grammi, mentre l’inglese vince facilmente con due chili e mezzo di pesce recuperando ben sette punti. Si cambia zona, si sale negli ultimi due settori. Il settore C è quello che interessa di più per il titolo individuale. I tre primi del giorno precedente sono qua dentro e chi sta davanti agli altri potrebbe conquistare il titolo. Il francese primo di campo pesca praticamente da solo con quasi quattro chilogrammi di pesce. Alle sue spalle la lotta è per il titolo mondiale con lo svizzero Jacky Belliard che, grazie ad una breme oltre il chilogrammo e mezzo di taglia, arriva secondo, batte l’inglese e conquista il titolo di campione del mondo con tre penalità. E’ storia per la Svizzera. Mai nessun atleta elvetico era riuscito in un’impresa tale. Per l’Italia invece è durissima con Roberto Torri che non riesce a fare meglio dell’ottava posizione, perdendo altri cinque punti dall’inglese. E’ il settore di Tino Pagliari a decidere tutto. L’emiliano ha fatto una gara di contenimento, viaggiando sempre tra la terza e la quarta posizione. E’ il settore che ci mette di più ad essere pesato, mentre il capitano Massimo Ardenti e la riserva Luciano Bazza stanno attaccati alle radioline camminando nervosamente e facendo continui calcoli. Il settore D è il più pescoso, ma anche il più complicato. Pagliari è nella parte alta, dove c’è meno pesca diversamente dagli ultimi picchetti dove c’è anche l’inglese. L’italiano fa quasi un mezzo miracolo pesando 8 chilogrammi in mezzo al nulla: pensate che a spalla portano 980 grammi e 145 grammi! La vittoria va facilmente al portoghese Peralta Pedro che con oltre undici chili e mezzo conquista anche il secondo gradino del podio individuale. Seconda la Francia, terza l’Ungheria e quarta l’Italia. Non basta, siamo pari. Dopo dodici pesate nel settore D, l’Italia è quarta e l’Inghilterra è quinta. Bisogna aspettare l’ultimo di campo e sperare che si inserisca in mezzo. Sarà così, lo sloveno lascia l’inglese ad un chilo di differenza facendolo slittare in sesta posizione. Roma è magica per i veterani, l’Italia è campione del mondo per la terza volta in cinque anni con 35 penalità, davanti ad Inghilterra con 37 e Ungheria a 48. Doveroso rendere onore anche alla Svizzera che accarezza il sogno del podio restando dietro di soli tre punti e 150 grammi. Da sottolineare anche come in dieci punti ci sono sette squadre per la medaglia di bronzo.

Vincere è sempre bello, farlo in casa ancora di più e per l’Italia è la seconda volta. Prima nel 2011 a Firenze, ora a Roma. Ed ancor più bello è essere premiati nel complesso del Foro Italico sulla terra rossa dello Stadio Pietrangeli che in passato ospitava le gare finali degli Internazionali di tennis d’Italia. Uno stadio circondato dalle statue che ha creato un’atmosfera a dir poco fantastica. Il mondiale di Roma è finito, ma resta grande la soddisfazione non solo di aver vinto un titolo mondiale ed aver accarezzato il podio con l’altra nazionale, ma soprattutto di essere riusciti ad organizzare un evento come il mondiale di pesca nella città di Roma. L’Italia come al solito quando deve organizzare un campionato del mondo di pesca lo fa bene.

Ah, prima della premiazione il vice segretario generale del Coni, Carlo Mornati, ha voluto precisare che dagli ultimi dati raccolti la nostra federazione, la FIPSAS, risulta essere la quinta federazione in Italia per numeri di iscritti dietro a calcio, basket, pallavolo e nuoto. Un dato a dir poco significativo e che si spera sia determinante per il futuro per avere maggiore visibilità. Infine ricordiamo a tutti che i mondiali saranno visibili prossimamente anche su Rai Sport con uno speciale di mezz’ora.

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