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Che scardole al Lago di Varese!

A FEEDER SUL LAGO DI VARESE

Storicamente aprile è il mese in cui tutto il pesce inizia ad essere in attività e, con l’arrivo dei primi caldi di stagione, si accende la “frega” di alcune specie ittiche. Per chi non lo sapesse, il termine frega indica il periodo di riproduzione dei pesci. In questi giorni dell’anno sono i ciprinidi come pighi, cavedani, barbi, carpe, carassi, savette, scardole e gardon ad essere molto attivi.Diverse specie ittiche che si differenziano per il modo di deposizione delle uova: alcuni pesci come i pighi, i cavedani ed i barbi tendono a deporle sui ghiaieti, mentre carpe, carassi, scardole e gardon prefericono spostarsi verso riva in prossimità della vegetazione. I canneti sono sicuramente uno dei posti migliori dove effettuare la riproduzione e non è raro vedere ogni singolo canneto muoversi per la presenza in prossimità di questi pesci. La maggior parte dei laghi lombardi come Oggiono, Pusiano, Alserio e Varese presentano un’altissima quantità di canneti sulle sponde e, di conseguenza, è anche alta la presenza di scardole, carassi e gardon. Proprio sul Lago di Varese abbiamo deciso di tentare un’uscita di pesca, considerando le temperature calde e l’inverno mai realmente iniziato. Come tutti questi tipi di laghi, anche il “Varese” tende ad andare molto a giornate. Un giorno il pesce è vicino a riva, il giorno dopo è sparito. Anche quest’inverno erano arrivate notizie della presenza di un branco di scardole vicino alla riva, puntualmente sparito dopo pochissimo tempo. Ad ogni modo le notizie erano abbastanza certe di una presenza costante di gardon e scardole nel sottoriva e di diverso movimento in superficie. L’occasione perfetta per tentare un’uscita anche a feeder, magari proprio in cerca dei gardon. Un pesce, questo, che con la canna fissa o l’inglese è spesso catturato nei laghi Ceresio, Maggiore e sul Ticino a Sesto Calende, oltre al Naviglio Grande e Pavese, ma che con il feeder ancora non si è visto pescarlo. Quale occasione migliore se non questa. Come ricorderete avevamo già realizzato un paio di servizi su questo stupendo lago negli scorsi mesi, sia a feeder in notturna catturando oltre a qualche gardon, anche dei bei carassi, sia all’inglese con gardon e scardole non di grossa dimensione.

Ad accompagnarci i due amici e soci di LBF Ticino Roberto Franzosi ed Alessandro Pozzi, quest’ultimo anche agonista in forza alla blasonata Longobardi Milo. Ale arriva da una due giorni ad Ostellato in occasione del Campionato Italiano a coppie dove ben si è comportato con il suo socio, portando a casa due ottimi primi di settore. Era da tempo che volevamo andare a farci una pescata da qualche parte e la scelta del lago di Varese è stata dettata, oltre dal posto davvero bello per passare la giornata, anche dal fatto che si trova abbastanza vicino a casa. Il più lontano avrebbe dovuto percorrere al massimo una cinquantina di chilometri, di cui 35 di autostrada. Insomma, un posto comodo per tutti e facilmente raggiungibile.

Una volta arrivati sul lago, capiamo subito che il pesce c’è, ma che potrebbe non essere una giornata facile. Le tante bollate a galla dimostrano come il pesce sia molto in superficie e la temperatura non fredda dell’acqua spiega il perché di questo comportamento. Dal tipo di bollata si capisce anche che si tratta per lo più di scardole, anche di buona dimensione, mentre i gardon sono meno. Poco male, anche se non si catturano gardon, l’importante è prendere qualche pesce. Posizionandoci sulla spiaggetta è opportuno lanciare abbastanza fuori, attorno ai 40 metri, in quanto la riva tende a degradare molto lentamente per almeno una ventina di metri, salvo poi scendere fino a 4-5 metri di profondità. Altro problema non indifferente è l’alta quantità di erbe sul fondo che obbligano un recupero a canna del pasturatore per evitare di incagliare.

Considerando la profondità e la presenza di tanto pesce a galla è fondamentale una ricca pasturazione con feeder fino a 40 grammi per cercare di portare in breve tempo la pastura sul fondo. Se questa dovesse spaccare a galla, il pesce tenderebbe a rimanere in superficie e la nostra esca non verrebbe mai calcolata. Quindi è stato molto importate pasturare con almeno 6-7 lanci e poi andarci subito sopra. L’attesa non è stata lunga e dopo poco è Alessandro ad incannare il primo pesce. Da come si piega la canna si direbbe che non si tratta di un gardon, a meno che non sia un gardon da un chilo di peso. La stima del peso è giusta, la specie ittica no essendo un favoloso scardolone. Secondo lancio, seconda partenza, altra scardola da chilo. Insomma, inutile raccontare ogni pesce. Alla fine si sono presentati in nassa nove pesci, tutte scardole della stessa all’incirca, per un peso totale di nove chilogrammi. Naturalmente altri pesci hanno attaccato all’amo non arrivando però a guadino. Un po’ è anche stata colpa, per l’appunto, delle erbe di cui abbiamo parlato prima. Le scardole sono pesci non particolarmente esigenti dal punto di vista delle dimensioni di fili e ami. Prediligono molto i cagnotti colorati, specialmente gialli, oltre alle camole del miele. Per quanto riguarda i pasturatori da utilizzare, molto dipende da come si vuole pescare e dalle condizioni. Volendo si potrebbe fare una bella pescata con pasturatori galleggianti, servizio che si potrebbe anche fare in una prossima occasione. Quando bisogna portare i pesci sul fondo niente è migliore dei classici open end oppure degli oval groundbait o ancora dei gripmesh con la pastura abbastanza pressata in modo che si sciolga lentamente una volta sul fondale. Anche il classico pasturatore da bigattini potrebbe essere una buona idea, anche se prima bisogna essere sicuri che il fondale non sia ricco di erbe o sassi, in modo che i cagnotti uscendo non vadano a nascondersi.

Nonostante l’obiettivo di giornata fossero i gardon, sono uscite delle stupende scardole che non si vedono tutti i giorni ma che, fortunatamente per noi lombardi popolano ancora in gran quantità i laghi brianzoli ed insubrici. Per la cronaca e per evitare che si lamenti che non abbia scritto nulla in merito, per questa volta la sfida è andata ad appannaggio di Alessandro, ma la rivincita ci sarà presto, molto presto.

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