In Olona con Todeschini PESCA AL COLPO

Alla scoperta dell’Olona Varesino con Todeschini


IN OLONA CON IL NEGOZIO TODESCHINI

Cosa potreste pensare se vi venisse proposto di andare a pescare nell’Olona? Molti di voi sicuramente storcerebbero il naso, conoscendo la storia di questo fiume, pochi altri invece sarebbero ben felici di andarci. Ma facciamo un piccolo passo indietro. Per i tanti pescatori che stanno leggendo questo articolo e residenti al di fuori dell’area lombarda, è doveroso spiegare bene di che corso d’acqua stiamo parlando. L’Olona è un piccolo fiume che trova la sua sorgente tra le montagne situate tra Varese e la Svizzera. Dopo un percorso di circa una settantina di chilometri trova la sua foce in parte nel Fiume Po, in parte nel Fiume Lambro. Tutta la sua vallata attraversa una delle aree più industrializzate e, di conseguenza, popolate d’Italia ovvero le province di Varese e Milano. Una volta raggiunta la pianura attraversa l’abitato di Legnano, passa di fianco alla fiera di Rho – Pero, sfiora il polo di EXPO 2015 ed alle porte di Milano si interra attraversando tutta la parte occidentale della metropoli lombardo, rivedendo la luce del sole solamente nella zona sud, nei pressi di Rozzano. Da sempre l’Olona riceve gli scarichi di tutta questa area e per anni è stato, insieme al Lambro, uno dei fiumi più inquinati d’Italia. Naturalmente le cose sono molto cambiate con l’attivazione dei depuratori e l’acqua è tornata ad essere accettabile al punto che, se ricordate un precedente articolo, vicino alla sua foce in Po la quantità di specie ittiche è molto alta. Ma saliamo di qualche chilometro, torniamo nel suo tratto di fondovalle. L’Olona per certi versi è molto simile al Lambro. A nord della città di Milano è un fiume vivo e ricco non solo di pesce ma anche di avifauna e flora di ogni genere sulle sue sponde. Attraversa una vallata protetta, al punto che è stato creato appositamente il Parco del Medio Olona per cercare di preservarlo. Purtroppo capitano ancora occasioni di sversamenti abusivi, ma a parte questi rari casi (pur sempre dannosi) la qualità dell’acqua è accettabile. Acqua limpida e ben ossigenata che ospita un alto numero di specie ittiche: cavedano, tinca, carpa, carassio, alborella, scardola, vairone, persico reale, barbo comune italiano, trota fario ed iridea, siluro. Tutte specie che sono presenti in quantità e ben distribuite a seconda delle zone. Di norma la portata d’acqua dell’Olona è minima, al punto che la profondità media è inferiore al metro. Ci sono però dei punti in cui c’è molta profondità, con buche che superano i due metri di fondo. Aree nelle quali ci sono le più alte possibilità di ritrovare gli esemplari più grossi di carpe. Carpe che tra l’altro raggiungono dimensioni notevoli, con picchi oltre i dieci chilogrammi di peso. In condizioni di acqua così limpida e poco profonda, la pesca non è affatto semplice come si possa pensare. A farci compagnia alla scoperta di questo piccolo fiume avevamo con noi Andrea Ferrario, conosciuto in tutta l’area milanese per lavorare all’interno di uno dei più importanti negozi di pesca sia per l’agonismo, sia per il pescatore normale e ricercato per tutte le tipologie di pesca: Todeschini Pesca a Rescaldina.




Pescare nell’Olona richiede molta pazienza e spirito di avventura. A meno che non si vada in cerca di vaironi, il cui branco rimane più o meno sempre nello stesso punto dove trova della vegetazione o dei ripari, per continuare ad effettuare delle catture di cavedani o scardole può essere opportuno spostarsi di qualche decina di metri, salvo tornare nella postazione precedente dopo qualche minuto. Il pesce risulta molto sospettoso e nel momento in cui ne viene catturato uno, tutto il branco tende a spostarsi. Ecco perché una delle tecniche consigliate da utilizzare è la bolognese. Una tecnica ottimale non solo per effettuare delle passate più lunghe, ma anche per riuscire a gestire meglio pesci di taglia. A seconda del pesce che si vuole cercare di catturare, bisogna effettuare alcuni piccoli accorgimenti alla lenza. Partendo dalla pesca del vairone, affascinante e storica, servono galleggianti da 0.50 grammi, montature chiuse e terminali da non più di dieci centimetri. Passiamo ai cavedani, che nell’Olona hanno l’abitudine di viaggiare a mezz’acqua. L’obiettivo principale è quello di fermali e abbassargli la testa: prima si effettua qualche fiondata per attirarli e poi è consigliabile buttare qualche palla di cagnotti incollati. La montatura è quella classica per questi nobili ciprinidi: piombini ben distanziati tra loro e lenza molto morbida, con un terminale in fluorocarbon da almeno una trentina di centimetri e ami di misura non troppo generosa.

Infine l’ultima opzione è quella di cercare i pesci che grufolano sul fondo come carpe e barbi nostrani. Nonostante tendano a mantenere la testa rivolta verso il basso, questi due ciprinidi hanno imparato a diffidare di tutto. Il trucco non sta tanto nella dimensione di amo e finale, quanto in una corretta opera di richiamo con pastura o cagnotti incollati. Un modo, questo, che permette al pesce di entrare in frenesia alimentare e non curarsi più di tanto di quello che gli accade attorno. Una volta allamato il pesce, il problema è solo quello di non lasciargli troppo spazio per la fuga. Ecco spiegato il motivo per cui la dimensione del terminale non ha grande importanza, in particolar modo con queste selvatiche carpe.

Infine non dimentichiamo anche la possibilità di pescare con altre tecniche come lo spinning e la mosca. Naturalmente non abbiamo utilizzato queste due tipologie di pesca in occasione della pescata, ma non è raro catturare qualche cavedano, trota, siluro o persico pescando con gli artificiali, mentre con la mosca nei periodi più adatti non è escluso di riuscire a catturare trote e gli stessi cavedani. Attenzione al quantitativo massimo di cagnotti ovvero mezzo chilogrammo. Per il resto basta davvero poco per passare un paio di ore di relax in questo piccolo fiume lombardo.

Per maggiori informazioni naturalmente il consiglio è quello di rivolgervi al negozio Todeschini Pesca situato a Rescaldina a soli due chilometri dall’uscita autostradale di Castellanza sulla Milano – Varese – CLICCA QUI

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