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Feeder night al Vascone del Naviglio con Andrea Caruso

ANDREA CARUSO E SILVERFISH AL VASCONE DI PAVIA

Quando si parla di andare a pescare a Pavia si pensa esclusivamente alla pesca in Ticino. Niente di più giusto visto che è il fiume che attraversa la città e che aumenta la bellezza di questa cittadina lombarda, oltre ovviamente ad allagarla in occasione di piene straordinarie come quella del 2000. Un fiume in grado di regalare grandi emozioni ai pescatori che solcano le sue sponde, grazie all’alta presenza ittica tra barbi, breme, cavedani e pighi per la pesca a feeder e colpo, oltre ad aspi, perca e siluri per lo spinning. Una meta fissa per pescatori provenienti dalle vicine province e non solo. In passato erano in decine a presentarsi la mattina prima dell’alba per prendere posto. Adesso sono molti meno. Ora come ora molti pensano quindi a Pavia come il Ticino dal punto di vista della pesca, ma non è il solo corso d’acqua ricco di pesce. In particolar modo nel periodo caldo tra aprile e ottobre, a Pavia si può scegliere di andare a pescare in acqua quasi ferma. Stiamo naturalmente parlando del Naviglio pavese il quale, una volta giunto in Pavia, vede allargarsi il proprio “alveo” (se così vogliamo chiamarlo) andando a formare tre ampie conche, chiamati semplicemente vasconi. Dei tratti in cui la profondità aumenta leggermente, la velocità della corrente tende a diminuire e la pesca si può effettuare molto più comodamente rispetto a tutto il resto del percorso del Naviglio. Abbiamo pensato di rispolverare questo vecchio campo gara, le cui acque sono ancora sotto la giurisdizione della Fipsas, assieme all’amico Andrea Caruso. Andrea è il titolare del negozio di pesca a Corsico denominato Silverfish e anch’egli, nonostante la giovane età, diversi anni fa frequentava assiduamente il Vascone di Pavia prima di abbandonarlo definitivamente. Avevamo avuto alcune informazioni di interessanti catture di carpe su questo tratto terminale del Naviglio, ma l’unico modo per essere sicuri delle notizie era quello di affrontarlo personalmente. L’ultimo vascone del Naviglio si presenta con una larghezza di poco inferiore ai trenta metri, la profondità tra 180 e 200 centimetri e spesso un’alta presenza di erbe in superficie nel periodo estivo. Ciò obbliga a scegliere bene il posto in cui posizionarsi in quanto potrebbero rendere molto difficoltose sia le operazioni di pesca, sia di recupero del pesce. Di primo impatto è stato impressionante vedere la quantità di minutaglia presente in questo tratto tra alborelle e piccoli cavedani. Il posto è perfetto per la pesca essendo comodo dal punto di vista logistico per il posizionamento dell’attrezzatura, con la macchina che si può parcheggiare alle proprie spalle sul ciglio della strada. La corrente nel periodo primaverile – estivo è quasi sempre molto lenta, mentre può aumentare in inverno quando non c’è richiesta di acqua dall’agricoltura. Non a caso nei mesi in cui lo abbiamo affrontato l’uscita di acqua nel Ticino era pressoche minima.

La pesca si può effettuare con tutte le tecniche, dalla roubaisienne alla canna fissa, passando anche per l’inglese. Nei primi casi si utilizzano galleggianti di grammatura molto leggera, nell’ordine dei 4×10 – 4×16 per la rouba, mentre con l’inglese non sono necessari galleggianti di peso superiore ai cinque grammi, quanto basta per raggiungere con facilità la sponda opposta. Ovviamente anche il feeder riscuote successo ed anzi, in alcuni casi, garantisce anche le catture più interessanti. Inutile dire che con Andrea abbiamo utilizzato la tecnica del feeder. D’altronde eravamo in pesca con l’unico agonista italiano in grado di conquistare una medaglia mondiale con il bronzo vinto in Belgio nel 2012. Nel periodo invernale l’acqua è estremamente limpida, obbligando l’utilizzo di terminali sottili, mentre in estate l’acqua si intorbidisce facilitando l’utilizzo di spessori maggiori. Ciò che però fa fede principalmente è la taglia del pesce presente. Sono diverse le specie ittiche presenti tra carpe, cavedani, carassi e scardole, ma sono le prime a farla davvero da padrone. Nel momento in cui siamo andati per la prima volta, sapevamo che si potevano attaccare delle carpe, ma mai avremmo pensato di imbatterci in un carpodromo naturale. La quantità di queste “regine” è decisamente alta, con esemplari che partono dal chilogrammo peso per raggiungere dimensioni forse oltre i dieci chilogrammi. Carpe regine selvatiche, dotate di grande potenza, in grado di strappare la canna dal feeder arm. Sembrerebbe quasi una barzelletta, ma è successo davvero così al di là di ogni aspettativa. Il pesce del vascone è tanto furbo, quanto affamato. Si potrebbe pensare che in un posto simile sia obbligatorio affrontarlo con le più dovute cautele, ma non è così. Per prendere i pesci o meglio, per attaccarli, è necessario creare delle esche voluminose su ami a gambo corto e molto robusti. Le carpe ed anche i cavedani (come in seguito abbiamo scoperto), preferiscono mangiare due o tre chicchi di mais, un verme olandese oppure mini boiles piuttosto che due o tre semplici cagnotti bianchi. E non solo. Sono anche tanto voraci quanto sospettosi. Questo perchè tutte le mangiate le abbiamo avute pescando con method feeder e pellet feeder, utilizzando finali di corta dimensione, mentre non ci sono stati attacchi pescando con i classici cage e terminali da cinquanta o più centimetri di lunghezza. Una volta attaccate le carpe del Vascone non sono facili da domare, nuotando velocemente a destra o sinistra e andando in cerca di possibili rifugi od ostacoli dove andare a rompere il filo. Alla fine diversi esemplari tra il chilo ed i quattro chilogrammi di peso sono venute a guadino, ma altrettante di taglia superiore sono riuscite a slamarsi o rompere fili di 0.16 mm.

Il Vascone del Naviglio a Pavia rende nelle ore serali, quando il sole tramonta ed il pesce entra in attività. In particolare nei mesi di giugno e luglio le uscite a partire dalle ore 19 sono state diverse e solamente verso le 20 si sono iniziate a vedere le mangiate. Nel periodo di settembre ed ottobre, magari in occasione di giornate coperte, è possibile effettuare delle catture sia al mattino, che a partire dalle ore 18 quando il sole sta già iniziando a tramontare. Il posto è molto comodo per il posizionamento dell’attrezzatura e considerando la taglia dei pesci presenti è meglio avere a disposizione un guadino con la testa grossa ed una canna potente in grado di combattere con pesci di taglia anche attorno ai dieci chilogrammi di peso.

Naturalmente sono stati utilizzati dei prodotti presenti e commercializzati dal negozio Silverfish di Andrea e appartenenti alle ditte Trabucco, come le canne Selektor ed i pasturatori, Sensas per quanto riguarda le pasture e Marukyu per Boiles e Pellets.

Per avere maggiori informazioni su cosa utilizzare al Vascone del Naviglio, Silverfish è il negozio adatto a rispondere alle vostre domande ed acquistare il materiale migliore. Vi ricordiamo che Andrea Caruso, uomo immagine Trabucco per il 2015 ed iscritto alla società Il Barbo Trabucco di Cormano con cui partecipa al Campionato Italiano a Squadre 2015, è al momento l’unico agonista italiano ad aver conquistato una medaglia iridata con il bronzo conquistato nel 2012 in Belgio. Chi meglio di lui quindi vi può consigliare i prodotti migliori da utilizzare nelle vostre sessioni di pesca!

Tra poco Silverfish sarà anche online e potrete acquistare direttamente da casa i vostri prodotti. Silverfish è a Corsico in Via Ugo Foscolo 23.

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