Intervista ad Andy Neal su Bait Tech Milo pesca

Scoprire Bait-Tech con Andy Neal


BAIT-TECH – INTERVISTA AD ANDY NEAL

Dopo il suo arrivo in Italia per la prima volta in occasione del Milo Day 2014 dei Laghi Tensi, il direttore commerciale della Bait-Tech, Andy Neal, è tornato nel Belpaese a maggio in occasione del Red Tetragon. Una manifestazione che lo ha visto impegnato per la prima volta in condizioni a lui completamente sconosciute. Questo perché una pesca in “Stile Arno” sui pesci gatto, utilizzando canne molto robuste e minuteria come ami, fili ed elastici di grosse dimensioni, in Inghilterra non si pratica per niente. Dopo la pescata dell’Arno Pisano, condita anche da un video nella giornata di lunedì, Andy è tornato a Milano poche settimane fa per un incontro con Milo. Una visita più di lavoro che di piacere, della durata esattamente di 24 ore con arrivo il lunedì alle 16 e ritorno verso Londra il martedì sempre alle 16. Una vera e propria toccata e fuga, nella quale però è riuscito anche ad andare a pescare e partecipare ad una piccola garetta a feeder organizzata dal negozio Frigerio Pesca di Cesano Maderno alla Cava Nord di Paderno Dugnano. Ed ovviamente abbiamo approfittato della presenza di Andy anche per fargli una piccola intervista sulle novità tra i prodotti Bait Tech sia per il 2015, sia per il 2016. Prima di passare all’intervista è doveroso però spendere anche due parole sulla piccola manifestazione in cui Andy è stato letteralmente catapultato soli trenta minuti dopo essere atterrato all’aereoporto di Linate. La Cava Nord è uno dei carpodromi più conosciuti tra gli agonisti e pescatori della Brianza, essendo teatro di diverse manifestazioni di pesca al colpo e pesca a feeder sia nei mesi invernali, sia nelle serate estive. Alla gara, a coppie, hanno partecipato all’incirca una quindicina di coppie tra cui lo stesso Milo Colombo in coppia con Maurizio Teodoro, il nazionale Angelo Pizzi in coppia con Cristiano Barbaro, il titolare del negozio Predatori & Prede Massimo Valentini e l’organizzatore Marco Frigerio. Davvero buona la pescosità, anche se non è stato molto semplice quanto si possa pensare in quanto le carpe mangiavano in modo differente da un posto con l’altro e chi ha avuto la fortuna e la bravura di attaccare e portare in nassa gli esemplari di grossa dimensione è riuscito a fare pesi alti. Andy, in coppia con il proprio socio inglese, ha avuto l’occasione di utilizzare un paio di nuovi prodotti di Milo che a breve presenteremo; si tratta di una canna da feeder e di un nuovo panchetto con la seduta mobile. Naturalmente per quanto riguarda gli inneschi, oltre ai nuovissimi pellet di Milo, Andy ha utilizzato la canapa ed i pellet Bait Tech, da più parti riconosciuti come alcuni dei migliori prodotti in circolazione nel campo degli inneschi e delle pasture. E’ stato molto interessante guardare Andy all’opera in carpodromo, in quanto cura dei piccoli accorgimenti importantissimi per migliorare la propria pescata: tra questi possiamo ricordare il modo di afferrare, come si tiene la canna in mano durante l’azione di pesca e la tipologia di lancio con i pellet feeder.




Passiamo ora però al fulcro dell’articolo, ovvero l’intervista che Andy ci ha concesso pochi minuti prima di recarsi in aereoporto per tornare a casa.

Andy, parliamo dei nuovi prodotti di Bait-Tech in fatto di pasture e pellet. Quali sono le novità del 2015 e quali, se ci sono, le novità del 2016?

Attualmente abbiamo allargato la gamma di pasture legate alla Pro Natural con l’inserimento della Pro Natural Extra. La Pro Natural Extra presenta al suo interno gli stessi identici ingredienti della Pro Natural e della Pro Natural Dark. L’unica differenza sta nel fatto che l’abbiamo appesantita inserendo anche alcuni ingredienti che ne aumentano il potere incollante. Questo perché avevamo bisogno di una pastura in grado di essere utilizzata in condizioni di acque profonde per i fiumi, canali e laghi del resto d’Europa. In Inghilterra noi non abbiamo bisogno di un prodotto di questo tipo, in quanto nei nostri ambienti di pesca la profondità raggiunge al massimo i due metri. In Irlanda e nel resto d’Europa invece le cose sono diverse, quindi abbiamo pensato di realizzare una pastura che non si sfaldasse dopo pochi metri di profondità, ma che potesse raggiungere il fondale a quattro, cinque, sei metri rimanendo ancora compatta.

Un’altra novità realizzata per il 2015 è la Big Carp Method Mix Tiger & Peanut. Si tratta di una pastura molto ricca di proteine, con aggiunta di aminoacidi che permette di mantenere nella propria zona di pesca il pesce per diverso tempo. Come tutte le pasture della Bait-Tech, c’è molta semplicità nelle fasi di bagnatura in quanto non deve nemmeno essere tagliata con altre pasture per essere performante. E’ molto apprezzata dai pescatori di feeder in quanto risulta avere la giusta collosità per essere applicata sul Method Feeder ed è ottimale per la pesca delle carpe. Il method feeder è una delle tecniche più utilizzate in Inghilterra, ne facciamo davvero molto uso. Allo stesso tempo è però molto utilizzata anche con i classici cage feeder, oltre che pescando con la roubaisienne. Alla fine che si peschi con la roubaisienne o che si peschi a feeder, i risultati sono comunque eccezionali. Una particolarità di questa pastura è che è disponibile in altri due mix molto attrattivi ovvero Krill & Tuna (in pratica farina di pesce) e Sweet Coconut.

A tuo avviso ci sono delle pasture più adatte per la pesca a feeder rispetto alla pesca al colpo e viceversa?

Fondamentalmente tutte le pasture funzionano alla stessa maniera, tutto dipende però dalla granulometria delle pasture che si usano. Ci sono pasture che lavorano molto velocemente ed altre che essendo più collose ci mettono più tempo a liberare le particelle che le compongono. Che si peschi con la roubaisienne o che si peschi a feeder non è importante. E’ importante saper scegliere la pastura giusta per quella particolare condizione di pesca. In linea di massima tutte le pasture della Bait Tech van bene, deve essere però il pescatore a fare le scelte giuste.

Parliamo di pellet. Quali sono le condizioni che ti portano a scegliere di utilizzare i pellet piuttosto che la pastura?

Naturalmente tutto dipende dalle condizioni dello spot in cui ci si trova. Se dovessimo parlare di una pescata a feeder in lago, io personalmente li uso entrambi perché non c’è una situazione in cui è meglio usare solo i pellet piuttosto che la pastura e viceversa. Di norma il rapporto è 50:50, specialmente nel periodo estivo. Le uniche stagioni in cui è preferibile abbondare con i pellet sono l’autunno e la primavera e le motivazioni sono abbastanza semplice: in autunno il pesce si deve preparare all’inverno ed a restare in acqua ferma e fredda. Con il pelletpuò immagazzinare un determinato numero di nutrienti che gli permettano di passare la stagione fredda. Terminato l’inverno, l’acqua inizia a riscaldarsi ed il pesce ha bisogno di andare in cerca di cibo. Ecco allora che i pellet risultano l’arma perfetta per attirare il pesce.

In Italia molti pescatori hanno la convinzione che il pellet sia sempre meglio della pastura. Qual è la tua opinione in merito?

Per quanto mi riguarda è un’idea errata. Se parliamo di method feeder e pesca alle carpe, pellet e pastura sono importanti alla stessa maniera ed anzi, a volte ci sono situazioni in cui è più importante utilizzare la pastura rispetto ai pellet. Per quanto riguarda la pesca in fiume, in Inghilterra per catturare barbi e cavedani utilizzamo tutto ciò che è a base di halibut. Se invece dovessimo andare ad insidiare pesce più piccolo come i gardon od anche le breme, la scelta ricade sulla Pro Natural in quanto presenta al suo interno del biscotto che permette alla pastura di “spaccarsi” più velocemente.

Mi hai parlato di prodotti all’halibut per la pesca di cavedani e barbi. In Italia però abbiamo la mentalità di utilizzare, per queste specie, delle pasture costituite principalmente da pane e formaggio. In inghilterra invece mi sembra che non ci sia questa mentalità, anche perché non mi risulta che siano commercializzate o siano mai state commercializzate pasture di questo tipo. Perché?

Esattamente. In Inghilterra non c’è questa idea che per la pesca di barbi e cavedani sia necessario utilizzare pane e formaggio in pastura. Da sempre siamo stati abituati all’utilizzo di prodotti all’halibut che ci hanno sempre dato ottimi risultati. Di contro però, il formaggio viene utilizzato come esca da mettere sull’amo. Quindi si, sono al corrente delle potenzialità di una pastura realizzata principalmente con pane e formaggio e sono molto attento alla possibilità di realizzarla in futuro, anche se al momento non c’è alcuna intenzione da parte di Bait-Tech di lavorare per un prodotto di questo tipo. Inoltre io ho potuto constatare quanto sia efficace una pastura al formaggio in occasione del Campionato del Mondo svoltosi in Croazia lo scorso anno in fiume, catturando quasi esclusivamente grossi barbi.

Chiudiamo il discorso Bait-Tech e facciamo due chiacchiere con il pescatore Andy Neal. Qual è la tua tecnica di pesca preferita, considerando che tu sei un componente della nazionale gallese di pesca al colpo.

A dir la verità non esiste una tecnica di pesca che preferisco rispetto alle altre. La cosa più importante per me è poter pescare e prendere pesce, tanto pesce. Se pesco e catturo sono contento. In Inghilterra poi possiamo utilizzare tutte le tecniche di pesca, dalla roubaisienne al feeder all’inglese. Se dovessi proprio fare una scelta, mi diverto molto di più con la roubaisienne e con il waggler quando c’è molta pesca e bisogna essere sempre in movimento. Di contro, nel periodo invernale preferisco il feeder anche perché gli inverni inglesi sono lunghi e soprattutto freddi! Meno mi muovo quindi meglio è e la tecnica del feeder è perfetta per queste situazioni di lunga attesa.

Se dovessi chiederti tra acqua corrente e acqua ferma?

Assolutamente preferisco pescare in acqua corrente, ma non nelle condizioni che ho trovato in Croazia. Quelle erano situazioni decisamente estreme. Non ho mai pescato in condizioni di questo tipo. In Inghilterra in quel caso avremmo pescato a feeder e se lo avessi potuto usare anche in occasione del mondiale, sicuramente sarebbero usciti molti più pesci. Ad ogni modo mi diverto comunque in ogni condizioni. Sia che debba pescare le carpe nei carpodromi, sia che debba pescare nei campi gara su fiumi o canali.

Due anni fa in Italia venne Alan Scotthorne a cui feci una lunga intervista ed in cui si trattarono diversi argomenti. Durante questa chiacchierata Alan mi disse che è fondamentale, pescando a feeder, inserire nel pasturatore un alto quantitativo di esche come vermi tagliati, caster, cagnotti morti, canapa e mais. Tu sei della stessa opinione?

Partiamo dal presupposto che se lo ha detto un cinque volte campione del mondo, di sicuro è un consiglio da seguire. Alan è un grande pescatore e la sua esperienza è quasi infinita. Da lui c’è solo da imparare. Personalmente posso aggiungere che molto dipende dallo spot di pesca e dalla pescosità. Io sono dell’idea che se c’è tanta pesca si può abbondare nel caricare il pasturatore. Di contro in inverno, quando la pescosità è bassa, è meglio aspettare i segnali del pesce per decidere se abbondare con vermi tagliati, canapa, cagnotti morti, pinkerini ecc ecc. Il pesce nel periodo freddo è molto fermo e mangia poco; abbondando con le esche si può rischiare di peggiorare la situazione.

Ultima domanda: ti rivedremo ancora in Italia prossimamente? 

Certamente. Di sicuro parteciperò ancora al prossimo Milo Day di novembre e poi il prossimo anno ho già confermato la mia presenza al Red Tetragon al quale mi presenterò ancora più agguerrito!

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