Marukyu

Skrill e Jpelletz in Fisheries


NUOVO TESTER MARUKYU ED IMMEDIATO TEST : SKRILL E JPELLETZ

Marukyu Italia ha il piacere di presentare un nuovo membro del proprio gruppo che nel corso degli ultimi mesi ha dato una grande mano al marchio giapponese a far capire i propri prodotti ai tanti pescatori interessati al loro utilizzo. Il nuovo componente del gruppo Marukyu Italia è Leandro Barchiesi, in arte Pippo, che è anche uno dei più importanti collaboratori del nostro sito per l’area laziale – campana. Di seguito pubblichiamo il primissimo articolo di Pippo vestito Marukyu, che per l’occasione ha provato alcuni prodotto Marukyu in uno dei carpodromi più famosi del casertano. Nel corso dei prossimi mesi verranno pubblicati diversi articoli sull’utilizzo delle pasture, pellet, esche ed additivi negli itinerari e carpodromi del Sud Italia. La parola a Pippo:




Stamattina mi sono recato al lago “Le due Isole” di Vitulazio, nel casertano, ormai vero e proprio laboratorio-palestra per i miei esperimenti e prove. L’intenzione era quella di testare vari prodotti Marukyu per avere il polso sulla loro efficacia nelle fisheries. In particolar modo volevo provare i Jpelletz e gli Skrill da 2mm sul method, innescando i soft pellet della stessa linea. La natura molto spugnosa dei pellet in questione fa si che non richiedano una bagnatura di tipo classico ma sarà sufficiente inumidirli con una bassissima percentuale di liquidi e aggiungere un po di colla arabica per renderli adatti ad essere schiacciati sul method. Per quantificare io ho usato quattro bicchieri di pellet e 50 ml tra acqua e SFA450. Una volta inumiditi basta aspettare qualche minuto per poi spolverarli con un po di colla arabica così da avere un effetto “agglomerante” perfetto. La quantità di colla dipenderà dall’uso che se ne vorrà fare e dal tempo di scioglimento che si preferisce. Una volta preparati basta lasciarli riposare per una decina di minuti per ritrovarli pronti all’uso. Un piccolo escamortage che ho trovato è stato quello di spolverare sul mould un velo di SFA400. L’effetto di questa scelta ha portato due benefici: il primo è che mi permetteva di schiacciare molto i pellet nel mould senza trovarli appiccicati allo stesso, il secondo che quel sottilissimo strato di polvere, che circondava lo strato esterno dei pellet creava, una volta in acqua, una nuvola di particelle intorno al method stesso. Per tutta la mattinata, malgrado le molteplici ma piacevolissime interruzioni di pescatori incuriositi, ho avuto i pesci in pastura e ogni volta che riprendevo bastavano un paio di lanci per ricatturare di nuovo con costanza. Ho ruotato molto i colori ed inoltre mi è piaciuto molto mischiare i due tipi ed usarli insieme. L’effetto cromatico, anche se calcisticamente a me avverso, era piacevole e funzionale. Come innesco ho usato i soft pellet della stessa linea che si presentano dello stesso colore degli altri. L’innesco su quick-stop è risultato comodo e malgrado sembrino troppo soffici si mantengono integri e tenaci anche in method molto schiacciati come è stato nel mio caso. Anche per quanto riguarda gli inneschi ho alternato i colori in vari accoppiamenti cromatici che hanno dato risultati simili in tutte le configurazioni.