PESCA AL COLPO

Spinadesco – Ancora news, ancora evoluzioni


NEWS DA SPINADESCO

Con l’arrivo del gran caldo le condizioni di pesca del Navigabile a Spinadesco sono in continua evoluzione. E’ bastata una settimana di temperature tropicali per incrementare di almeno una decina di gradi l’acqua del canale. Il pesce si sta muovendo soprattutto, quello proveniente dagli svasi di alcuni piccoli corsi d’acqua del cremonese. Lo spunto di cronaca arriva dalla seconda prova del Campionato Individuale di Piacenza che si è svolto domenica 7 giugno nel tratto delle Piantine. Il pesce non è ancora ben distribuito lungo tutto il campo di gara, favorendo i primi settori vicino al ponte di Spinadesco con catture di carpe di medie dimensioni, fra i 400 e i 1500 grammi, catturate prevalentemente a roubaisienne. Ancora assenti, almeno in gara, le breme “autoctone”, da 100 a 200 grammi, vale a dire quelle nate tre anni or sono e oggi in via di accrescimento. Questo genere di cattura è ancora sporadica e non frequente come avveniva nel 2014. Per contro continuano le catture di gardon da 30 a 100 grammi e di scardole dalle pinne rosse di peso leggermente maggiore; catture queste che avvengono sporadicamente con esca appoggiata sul fondo. Altro nuovo pesce presente nel Navigabile è il barbo entrato molto probabilmente con la piena del Po di questo ultimo inverno quando il suo livello idrico superava quello del canale. Rare le grosse breme e i carassioni che però stazionano oltre la metà del canale e che col caldo si possono vedere anche a galla nei momenti terminali della gara verso mezzogiorno. Una valida alternativa alla mancanza dei pesciame sulla tredici metri è costituita dalla minutaglia presente sullo scivolo e facilmente catturabile con cannini fra i 2,50 e i 4 metri. Si tratta prevalentemente di persici sole da cinque a trenta grammi, carassini da dieci/venti grammi, acerine e micro luciperca da pochissimi grammi. Questo genere di pesca è ancor più facilitata dall’impiego del fouillies e dall’innesco del ver de vase; in alternativa anche il piccolo verme assicura ottime catture per pesi che possono variare dai 500 agli oltre 1500 grammi per anche duecento catture per tre ore di costante peschetta sottoriva. Da rilevare la presenza di branchi di alborelle da tre a cinque grammi che però non risentono del richiamo della pastura e si avvicinano a riva unicamente sulla scia delle particelle di pastura da fondo o della nuvola della terra di somma. Persiste la presenza siluri confermata dalle continue incursioni a galla in caccia di pesciolini; siluri che ostacolano la pesca laddove decidessero di stazionare in prossimità del campo gara. La presenza di molti pesciolini conferma la discreta qualità dell’acqua che favorisce la crescita di alghe nel sottoriva, rifugio e nutrimento degli avannotti di alcune specie che finalmente si stanno riproducendo all’interno del canale come nel caso dei pesci gatto che sembrano essere la costante fissa di ogni gara con almeno una cattura per concorrente. Ritornando alla cronaca del Provinciale piacentino, per vincere i proprio settore si sono dovuti superrare i tremila punti, grazie soprattutto alle carpe, mentre in è bastato la cattura di tre o quattro pesciotti per meno di mille punti. La classifica generale dopo la seconda prova è giudata dalla coppia Vincenzo Tontaro – Sandro Serena della Barracuda Gabbiani Trabucco con due primi di settore, davanti a Carlo Scotti della Garisti Piacentini Mondopesca, a Paolo Costeri della Fario e a Luigi Parenti della Pontenurese Trabucco, tutti accreditati di tre penalità. Prossima prova domenica 14 giugno a Cavo Lama dove avremo la possibilità di aggiornarvi anche sulla pescosità del canale modenese.