PESCA AL COLPO

Spinadesco versione Duepuntozero…quattordici


SPINADESCO 2.014

Dopo la buona annata 2013 il Comitato di Settore ha deciso di puntare tutto (ancora una volta) sul campo gara di Spinadesco, croce e delizia degli ultimi dieci anni. Il canale lo conosciamo tutti e sappiamo come possa regalare sia grandi pescate, sia cappottoni esagerati. Lo scorso anno le gare di cartello che si svolsero sul Navigabile furono abbastanza soddisfacenti; la pesca fu tecnica, difficile ed a spuntarla furono i più bravi ad interpretare la pesca. Sulla base di queste buone prestazioni e per non perdere un importante impianto come quello cremonese, sia la FIPSAS nazionale, sia i comitati regionali e provinciali, hanno programmato diverse manifestazioni sul Navigabile per la pesca al colpo. Milano ha portato tutti i propri provinciali, così come Piacenza, Lodi, Cremona, Brescia. Anche il Regionale Lombardo ha programmato una prova in calendario, esattamente la settimana dopo il Trofeo di Serie A1, anch’esso soddisfatto dalla gara dell’anno scorso. Infine, cosa molto importante, la decisione di portare una prova dell’Italiano a Squadre nel mese di settembre. Una vera e propria iniezione di fiducia per i vertici della Fipsas provinciale di Cremona, che vedono ritornare una gara di primissimo livello sulle sponde di un proprio campo gara. Anche il feeder sarà a Spinadesco a fine luglio, ma di questo parleremo in un prossimo articolo. La stagione è partita come sempre ad aprile ma, com’era facilmente immaginabile, la pescosità non è stata granchè. D’altronde il Navigabile è un canale più estivo che invernale. Alcuni segnali di ripresa si hanno avuti a maggio, quando il caldo ha iniziato a farsi sentire. Placchette, carassietti, gobbi. Queste le sorprese principali, specialmente gli ultimi. In alcune gare si è arrivati a catturare oltre un chilo di pesciolini con le canne fisse, come non succedeva da almeno una quindicina di anni, quando i gobbi dominavano il Navigabile. Infine anche il pesce di taglia sembra aver preso abbastanza piede, con breme fino a due chilogrammi e carassi oltre il chilo, senza dimenticare le classiche carpe di dimensioni extralarge. Per capire al meglio questo Spinadesco in versione 2014 o, come ho voluto scrivere nel titolo, in versione duepuntozeroquattordici mi sono avvalso dell’esperienza di due giovani ed ottimi pescatori che in quest’annata stanno facendo risultati di primissimo livello: Marco Frigerio e Christian Riglietti. Due ragazzi che non dovrei nemmeno più presentare essendo già stati sulle pagine di Fishingmania più di una volta ed essendosi fatti notare nel panorama agonistico da ormai diversi anni, in particolar modo il primo. Assieme quest’anno hanno conquistato la medaglia di bronzo ai Campionati Italiani di pesca al colpo a coppie sul Cavo Lama, qualificandosi inoltre alle finali del Campionato Italiano Individuale con i secondi posti effettuati in Fissero proprio domenica scorsa. Inoltre sia Marco che Christian sono molto conosciuti nell’area milanese – brianzola anche per motivi lavorativi essendo all’interno dell’ambito pesca a 360°. Come molti voi saprete, Marco è titolare del negozio che porta il suo cognome FRIGERIO, mentre Christian è responsabile nel negozio di proprietà di Lineaeffe di Lissone, Il Paradiso del Pescatore.




Sfruttando la mattinata di pausa, lunedì mattina di buon’ora si parte alla volta di Spinadesco. La zona scelta è la terza, quella a valle del ponte di Spinadesco sotto le cosiddette “Piantine”. Nonostante fossimo a luglio, la temperatura è stata più che accettabile, con un po’ di aria a rinfrescare l’ambiente di tanto in tanto. Il Navigabile è un canale nel quale la cura dei particolari è fondamentale se si vogliono prendere i pesci. Specialmente se poi si vogliono catturare i pesci giusti per fare risultato. Bisogna essere pronti a tutte le evenienze: essere pronti per la pesca di ricerca, per la pesca di velocità, per la pesca volta ai pesci di taglia, per la ricerca del jolly “cattivo” delle situazioni più disperate. E con questa mentalità siamo andati a Spinadesco, con l’obiettivo di capirci qualcosa di più di questa edizione 2014, sembrerebbe migliore. Dopo la preparazione dell’attrezzatura grande spazio alla cura delle esche e della pastura. Per quanto riguarda le esche, classici bigattini vivi e morti, pinkies, vermi e ver de vase. Esatto, anche le larve rosse di chironomide assieme al fouilles, rimasugli, si fa per dire, della gara del giorno prima. Dopo di che è stato il turno della lavorazione di pasture e terre, rigorosamente targate Milo. Per quanto riguarda la pastura la scelta è stata quella di portare tre tipologie diverse di pasture da mischiare tra di loro. La base è sempre stata l’Exploit, una pastura dolce di color nocciolino, che ha accolto le due pasture da breme per eccellenza realizzate da Milo e che stanno dando grandi risultati: l’Alkymia Black e l’Alkymia Brasem. Due pasture decisamente salate, la prima nera e presente in catalogo già da un anno e la seconda novità assoluta del 2014 e che sta riscuotendo un grande successo e di cui abbiamo già parlato non molte settimane fa (potete trovare l’articolo nella sezione delle aziende e la pagina dedicata a Milo). Queste due pasture, mischiate con l’Exploit, creano un mix molto interessante ed attrattivo specialmente per le breme. Per far si che si amalgamassero alla perfezione tra di loro, Marco le ha mischiate anche da asciutte, ancor prima di aggiungerci l’acqua. Attenzione per chi volesse provare questo mix in quanto si tratta di tre pasture a granulometria fine che richiedono tanta acqua, la quale però deve essere addizionata poco per volta. Tendono ad assorbire molto l’acqua, gonfiandosi di conseguenza. Bagnandone quattro chili asciutta, il risultato supera i nove litri effettivi. Una parte di questa pastura viene lasciata pura, scarica, con il solo aroma del brasem ad essere esaltato, mentre un’altra parte prevede l’aggiunta di cagnotti bianchi e pinkies morti. Dopo di che si passa alla terra. La scelta è stata di realizzare due bagnature differenti di terra, nonostante si usasse sempre quella di somma. La prima leggermente umidificata con poco fouilles al suo interno per effettuare la classica fumata, sia con la scodella, sia lanciandola a mano. La seconda molto più bagnata, alla quale è stata aggiunta anche la bentonite per far si che si potesse legare maggiormente. A prima vista potrebbe assomigliare al cosiddetto pongo, ma la differenza sta nel fatto che i tempi di apertura di questa “palla di terra” in acqua variano tra i cinque e gli otto minuti. Un tempo molto lungo che risulta essere migliore per la ricerca delle breme di taglia oltre il chilo di peso. Diversamente dalla prima terra umidificata, questa è molto carica di fouilles, al punto che quasi cambia la colorazione in rosso.

Un procedimento, quello della preparazione delle esche, che ruba sicuramente almeno una ventina di minuti ma che, se fatto bene, può portare a risultati molto soddisfacenti. C’è da dire che purtroppo tutto questo lavoro non ha reso più di tanto in questa uscita in quanto le breme di taglia praticamente non si sono viste. Fortuna vuole che era presente anche Giorgio, cugino di Marco e campione regionale under 22 in carica. E’ stato lui a catturare le uniche breme oltre il chilo di peso, tra cui l’ultima pesata 1500 grammi. Di contro però, è stato un buon segnale la cattura di diversi carassi tra 300 e 800 grammi, i quali hanno risposto di più sul fouilles ed il ver de vase rispetto alle breme. Inutile dire la quantità di placchette tra 40 e 100 grammi catturate sia a 13 metri, che a sei pezzi di canna. Un altro buon segnale per la gara di domenica che potrebbe vedere una buona media non tanto nel peso (anche se due chili di media sono più che fattibili), quanto nel numero di pesci catturati. La possibilità di avere a disposizione anche le due larve rosse, oltre alle altre classiche esche, sicuramente giocherà a favore della pescosità. Da sottolineare la scomparsa delle piccole acerine che fino a qualche tempo fa impestavano completamente il canale. Da non sottovalutare comunque la pesca con l’inglese in prossimità dell’erba presente sulla sponda opposta che è cresciuta rispetto al passato e la canna fissa corta per una pesca in velocità dei gobbi, di dimensioni anche interessanti. Insomma, lo Spinadesco che abbiamo visto in questa uscita non è lo stesso degli anni scorsi. Sembrerebbe sia migliore, con il pesce che potrebbe anche essere nato nel canale nel corso degli ultimi due anni. Vedremo domenica pomeriggio se le aspettative erano esatte o meno.