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Storione cobice da 2 metri pescato in Po


GRAN CATTURA DI STORIONE IN PO PER YURI GRISENDI

Era lungo circa due metri e pesava tra i 60 e gli 80 chili lo storione cobice pescato ieri nelle acque del Po da Yuri Grisendi, esperto pescatore di Cavriago e originario di Barco di Bibbiano. L’uomo, grande conoscitore del Po e spesso protagonista di trasferte all’estero nei fiumi più importanti, lunedì si trovava nelle acque mantovane nel fiume, impegnato come spesso succede nella pesca al siluro.




A bordo di una barca specificamente utilizzata per catturare siluri (e poi rilasciarli), ha improvvisamente sentito un forte strattone alla lenza e, al momento di tirare a bordo il pesce, si è accorto che non si trattava della “solita” preda ma di uno splendido storione, lungo circa due metri. Sorpreso e soddisfatto di questo incontro ravvicinato, Grisendi – grazie all’aiuto di un amico che vive nelle vicinanze – ha scattato qualche foto per immortalare lo storione e, nel giro di un paio di minuti, lo ha gradualmente rimesso in acqua: una manovra delicata per non traumatizzare il grosso pesce e fargli riprendere confidenza con il suo ambiente naturale, nel quale poi ha continuato a nuotare.

«Al di là della soddisfazione personale – racconta Grisendi – la presenza di questo storione è un segno molto positivo per le condizioni del Po. Si tratta di un pesce endemico del mare Adriatico, ed evidentemente è riuscito a scampare alla pesca messa in atto dai bracconieri, che utilizzano corrente elettrica, reti e altri mezzi illeciti. Ai tempi dei nostri nonni lo storione era uno dei padroni del fiume (si tratta di una specie autoctona e protetta, ndr), ma dopo la costruzione della conca di Isola Serafini ha smesso di risalire il Po: da tempo non si vedevano più storioni, soprattutto di queste dimensioni. Speriamo che questa presenza funga da stimolo, per le istituzioni, nella lotta al bracconaggio: il Po sta dando segnali di risveglio, come testimonia il ritorno dell’alborella e di altre specie e non va lasciato in mano ai pescatori di frodo. Bisogna impegnarsi per riconquistarlo».

Non poteva mancare una pubblicazione dell’impresa su Facebook: la foto ha ricevuto numerosi commenti, anche dall’estero, di tanti pescatori e appassionati.

Fonte – http://gazzettadireggio.gelocal.it/