PESCA AL COLPO

Trofeo A1 – L’Albatros Maver vola su Bormida e Tanaro


TROFEO A1 – 4° PROVA ALLA ALBATROS MAVER

Normalmente la prova in terra piemontese del Trofeo di Serie A1 ha svolgimento nel mese di luglio, un periodo considerato da sempre tra i migliori per i due fiumi che ospitano il campionato immediatamente inferiore al CIS. Per il 2014 però la decisione è stata di spostare la prova In Bormida e Tanaro ad inizio settembre. Una scelta comunque non criticabile, considerando anche il persistere del periodo estivo ed il fatto che normalmente i campi di Castelnuovo Bormida e Masio vengono battuti durante il mese di agosto da molti pescatori del luogo e non. Ed eccoci allora al 7 di Settembre in provincia di Alessandria ed Asti per la quarta tappa della Serie A1 2014. Era dalla prima prova in Fiuma che non eravamo presenti direttamente e considerata la relativa vicinanza abbiamo voluto essere presenti. Una gara che, come di consueto negli ultimi anni, si disputa su due giorni sia per cercare di sfruttare al meglio i campi gara, sia per evitare una pressione troppo elevata sul pesce, sia perché in altro modo ci sarebbero sempre dei problemi a picchettare il campo in quanto ogni anno, a causa delle piene, possono sempre esserci delle modifiche naturali della sponda che impediscono il consueto posizionamento dei concorrenti. Abbiamo parlato della pressione sui campi gara, a fine articolo ci saranno alcuni punti su cui molti di voi lettori concorderete con me sicuramente, visti soprattutti i discorsi del post gara. Ma torniamo alla stessa. Nella giornata di sabato il primo round di gara dove hanno partecipato le prime due zone, equivalenti a 120 agonisti. La domenica le restanti due zone. Siamo stati presenti su entrambi i campi gara ed in serata avremo anche le notizie della gara di Masio. Il Tanaro, dopo una stagione parecchio travagliata a causa dei livelli molto alti che hanno reso spesso impraticabile il fiume, si è ben presentato per questo evento, anche se la colorazione dell’acqua era ancora un pochino torbida. La pescata, come spesso accade, è stata maggiore sul più importante affluente di destra del Po rispetto al Bormida, costituita prevalentemente da pesci gatto americano ( i cosiddetti clarius), triotti, alborelle, qualche carassio e qualche carpa. Per quanto riguarda Castelnuovo Bormida, che abbiamo seguito molto da vicino, la giornata è iniziata con il consueto raduno alle 7 del mattino proprio sopra il campo gara e la consegna delle buste con i picchetti ed entrata nei box alle ore 8. Vista la presenza di tutti gli agonisti all’orario prestabilito del raduno, si sarebbe potuto anticipare tranquillamente l’entrata nel proprio box al fine di iniziare e finire prima la gara, senza dover aspettare così tanto ed iniziare la gara alle 9.50 con la pasturazione pesante. Il Bormida è la classica gara estremamente tecnica dove a regnare non è il solito palo francese e le breme come catture. Il Bormida è un fiume e come tale prevede una marea di variabili che possono dipendere dal picchetto, dall’ombra, dalla profondità e dalla corrente. Per chi non conoscesse questo campo gara, si tratta di un’ampia curva dove i concorrenti sono distanti gli uni dagli altri tra 6 e 10 metri a seconda della postazione. Può capitare, nei punti in curva, che la pasturazione effettuata oltre i 15 metri da riva possa essere in due picchetti, portando anche a problemi logicisti di pesca. Avere a disposizione tutte le tecniche non è una scelta, è un obbligo! Inglese, bolognese, roubaisienne, ma soprattutto canne fisse! Queste sono le vere regine del torrente che prende vita alle spalle di Savona. L’alborella da anni letteralmente domina in quantità industriale, con esemplari che variano tra 2 e 6 grammi nei migliori dei casi. Sul fondo è possibile trovare, in alcuni picchetti anche pesciolame vario dal peso interessante come triotti, barbetti, carpette, carassini e qualche scardolina. Di norma un misto pesce sempre presente, come nella gara del sabato, ma che in quella della domenica è scarseggiato parecchio, essendo presente solamente per gli ultimi quattro picchetti di campo gara, da sempre considerati vincenti. Non a caso nella giornata di sabato l’assoluto di giornata va a Luca Marcoionni con quasi quattro chili di pesce al penultimo posto, mentre la domenica è toccato alla neo campionessa mondiale a squadre e bronzo individuale Silvina Turrini del Team 2000 Colmic, che sfiora i 3800 punti sul picchetto esterno. In mezzo è stato tutto differente. Come detto l’alborella ha regnato ed i migliori alborellisti ancora presenti hanno dimostrato tutta la loro esperienza; tra questi giusto citare Faccioli della Longobardi Milo, Stefano Negri della Cesanesi Milo, Mauro Gentile della Pescaluna Ballabeni Tubertini e Angelo Cantoni de I Cagnacci Milo. Questi hanno impostato la pescata su canne fisse tra 2 e 4 metri a seconda dell’altezza sull’acqua. Erano però in tanti quelli che o non erano molto pratici in questa storica pesca all’italiana, oppure hanno sofferto la bassa presenza del piccolo ciprinide, cercando di difendersi in tutte le maniere sia continuando eroicamente con canne corte, sia tentando altri lidi. Ed ecco allora che qualcuno ha provato la pesca in roubaisienne a galla in cerca di qualche cavedano, senza risultato, la pesca all’inglese in prossimità dell’erba sulla sponda opposta, con scarsi risultati, sia con la bolognese per cercare di restare completamente fermi, sia con la roubaisienne sul fondo in cerca del jolly per sorprendere tutti. Jolly che naturalmente consisteva nella ricerca del siluro. Piccolo problema: poteva trattarsi di un jollyno da un chilo, più che sufficiente per vincere o piazzarsi od un jollone “over 5 Kg”. Diversi se ne sono visti, di dimensioni a dir poco esagerate, nella giornata del sabato. Da ricordare il bestione cercato e catturato dopo il termine della gara da Maurizio Teodoro dalla lunghezza di oltre un metro e mezzo per circa una trentina di chilogrammi. Per quanto riguarda la domenica, oltre ad essere andata in vacanza alborelle, triotti, barbi e carpette, anche i siluri non sono stati molto presente. Solamente uno è stato attaccato a pochi minuti dalla fine, senza riuscire ad entrare in nassa per problemi logicisti. Insomma, una gara davvero complicata, che però ci sta nel calendario del Trofeo di Serie A1. Si tratta anche di un modo per disintossicare un po’ tutti dalla monotona pesca in canale alla breme con la canna ad innesti francese.




A vincere la quarta tappa è stata la padrona di casa della SSDP Albatros Fishing Club 92 Maver con sole sette penalità, frutto di tre primi di settore ed un quarto posto, effettuati a Bormida pescando esclusivamente l’alborella ed a Masio aiutati anche da picchetti abbastanza buoni. Alle spalle della società piemontese il duo formato da I Diavoli Maver ed la SPS Traghetto Hydra con dieci punti. Passando alla classifica generale, questa gara ha scosso parecchio la classifica generale a causa degli scivoloni di Nuova Lloyd Colmic squadra A con 35 penalità e Acqua Azzurra Team Milo con 31 penalità. Prima della conclusiva prova del Fissero che si svolgerà tra tre settimane, comanda la seconda squadre de Le Groane Maver con 61 penalità complessive, davanti alla ADP Sommesi Hydra con 63 punti ed un terzetto staccato di un punto dai secondi in classifica formato da SPS F.lli Campana Tubertini, ASDP Lecchese Colmic e PD Tritium Tubertini.

Concluso il resoconto della gara, è doveroso sottolineare alcuni aspetti a dir poco importanti. Abbiamo detto inizialmente che questa prova è stata divisa in due giornate per cercare di abbassare la pressione del campo gara. Un po’ ridicola come cosa, considerando specialmente che oltre a domenica scorsa, anche giovedì si è svolta una garetta di prova che ha occupato tutto il campo gara; il venerdì ci sono state le prove ufficiali con i box chiusi per le squadre e sia sabato che domenica si è svolta la gara. Non solo. Alcuni agonisti hanno avuto la brillante idea di mettersi a pescare (non a provare le lenze) il sabato pomeriggio, stressando ulteriormente il pesce. Di questo problema già ne parlammo in occasione dell’Italiano individuale colpo in Fiuma e dell’italiano feeder ad Ostellato, quando si svolserò continuamente manifestazioni senza far rifiatare il campo gara. Sarebbe ora che la Federazione inizi a valutare seriamente l’ipotesi di fare come alcuni anni fa, quando a partire dal sabato a mezzogiorno era vietata la pesca sul campo. Solo così possiamo evitare gare disastrose che obblighino continue semine con ciprinidi ed inutili sperperi di denaro. Per quanto riguarda l’organizzazione nulla da dire, ottima la disposizione dei picchetti e la presenza di commissari di sponda.

In serata anche il commento alla gara di Masio da parte del nostro collaboratore Roberto Cattozzi.

CLICCA QUI PER LE FOTO

VAI SU FLICKR.COM PER VEDERE TUTTE LE FOTO SE NON HAI FACEBOOK

CLASSIFICA DI GIORNATA

PROGRESSIVA