PESCA A FEEDER

Trofeo Le Calande – Ostiglia per l’agonismo c’è da lavorare


TROFEO LE CALANDRE AD OSTIGLIA

Nella giornata di domenica 2 agosto si è svolta la prima edizione del Trofeo Le Calandre, una manifestazione individuale di pesca a feeder organizzata dalla società La Torre di Poggio Rusco, in collaborazione con il negozio Cugola Pesca Italiana e la ditta Colmic, la quale ha offerto alcuni premi aggiuntivi. La gara aveva come obiettivo primario quello di dare visibilità al già noto campo gara di Ostiglia sul Canal Bianco, che purtroppo non viene mai preso in considerazione dalla sezione provinciale Fipsas, nonostante sia sotto la sua egidia e sia obbligatorio essere in possesso della tessera federale per pescarci. Nonostante ciò, sono la stessa società organizzatrice della manifestazione, con lo stesso negozio di Alberto Cugola ed il comune di Ostiglia ad impegnarsi per la pulizia ed il mantenimento del campo gara in grado di ospitare oltre duecento concorrenti. Un campo gara che da un paio di mesi, come avrete già letto sulle nostre pagine, presenta un’ulteriore zona di quattrocento metri in grado di ospitare una quarantina di concorrenti, la cosiddetta quinta zona. Proprio in questo tratto si è svolto il Trofeo Le Calandre, una competizione che nei prossimi anni verrà sicuramente ripetuta, partendo soprattutto dal fatto che in occasione di questa “prima volta” c’è stato il tutto esaurito in fatto di presenze. Erano ben quaranta i concorrenti iscritti, provenienti da ogni parte della Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Un successo inaspettato, ma nemmeno tanto se vogliamo guardare bene. Il lungo e ben tenuto campo gara di Ostiglia è apprezzato da moltissimi pescatori, i quali auspicano che possa avere maggiore considerazione da chi di dovere per lo svolgimento di manifestazioni a carattere regionale e, soprattutto, nazionale. Una volontà dettata in primis dalla penuria di campi gara nel Nord Italia ed in secondo luogo dal fatto che quelli stra utilizzati presentano una pescosità ridotta all’osso per una pressione sempre maggiore ogni anno. Ostiglia presenta diverse caratteristiche che lo porterebbero nell’elitè dei campi gara italiani per pesca al colpo e feeder, con condizioni anche internazionali: profondità, corrente, specie ittiche europee, comodità di posizionamento e di parcheggio dell’autovettura alle spalle della postazione. Purtroppo, però, il problema principale del Canal Bianco è proprio il suo mancato utilizzo, che porta il pesce a non essere abituato alla presenza di oltre una decina di pescatori. Nel corso dell’anno, in tutte le stagioni, le breme, i carassi, le carpe ed i pesci gatto sono molto in attività. Nel momento in cui si presenta una pressione di manifestazione agonistica, il pesce risulta spaventato e non abituato. Purtroppo è quello che è successo in occasione di questo Trofeo Le Calandre, iniziato nelle migliori condizioni possibili grazie alla temperatura atmosferica decisamente fresca per il periodo, che non ha comunque fatto rimpiangere gli oltre trentacinque gradi di un paio di settimane fa. La pescata ha avuta una durata di non più di un’ora, con pochi concorrenti che sono riusciti a catturare quattro o cinque breme e carassi di medio – piccola taglia necessari per piazzarsi al termine delle quattro ore di gara. Dopo di chè, purtroppo, la pesca è praticamente finita, con solamente qualche rara cattura di placchetta e pochissimi pesci di taglia per chi è riuscito a vincere il settore come nel caso di Fabio Cauzzi dell’Alto Panaro Sensas Alcedo capace di catturare tre bei pesci di taglia. L’unica alternativa per riuscire a raggranellare qualche etto in più di pesce era costituita dalla pesca all’alborella da effettuarsi a non più di cinque metri da riva, naturalmente effettuando l’azione di lancio da sotto ed aprendo l’archetto come consentito dal regolamento nazionale ed internazionale. Una pescata difficile da fare, ma comunque in grado di portare in nassa quelle sessanta, settanta alborelle di taglia media attorno ai sette – otto grammi utili per piazzarsi nel settore o addirittura vincere il settore, come nel caso di Andrea Venturini.




Proprio un peccato questa mancanza di pesce, che non ha risposto come si sperava, specialmente considerando il periodo in cui si è svolta la gara. Ma ancora una volta ci teniamo a sottolineare che la mancata pescosità è dettata principalmente dalla pressione agonistica praticamente assente nel corso dell’anno. Come avete potuto constatare anche in occasione del Colmic Feeder Show di qualche settimana fa, il pesce in Canal Bianco ce n’è ed anche tanto. Il Canal Bianco ha solo bisogno di fiducia e di volontà da parte della federazione e delle società di pesca ad utilizzarlo maggiormente nel corso dell’anno senza andare a pressare campi gara già spremuti abbastanza. L’appuntamento a questo punto è naturalmente al prossimo anno con la seconda edizione di questo trofeo, il quale potrebbe anche avere maggiore partecipazione obbligando di conseguenza l’organizzazione ad utilizzare anche altre zone per una gara di primissimo livello.

Per concludere da sottolineare l’impeccabile organizzazione della società La Torre che oltre ad aver preparato al meglio il campo gara, con un’ottima picchettatura, ha gestito benissimo la fase di pesatura presentando una bilancia in ogni settore. Un fatto non da poco se consideriamo che in molte competizione di maggiore importanza si ha addirittura una sola bilancia per zona o ogni tre settori.

TUTTE LE FOTO – CLICCA QUI