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A trote con Acqua Azzurra e Milo – Ondulanti Strabilyanti

TROTA LAGHETTO CON ACQUA AZZURRA E I PRODOTTI MILO

Il mese di Novembre segna la conclusione delle manifestazioni nazionali a squadre ed individuali della pesca al colpo e l’inizio del periodo di riposo per la maggior parte degli agonisti.Naturalmente l’unica palestra disponibile rimangono i classici laghetti privati dove la roubaisienne è la tecnica più gettonata, ma ad ogni modo si ha la possibilità di avere maggior tempo per dedicare ad altre tipologie di pesche. Nel mese invernale si può spaziare dalle uscite giornaliere in mare, se consentito dalle condizioni meteo, alla pesca a spinning, fino alla pesca alla trota. Quest’ultima inizia proprio adesso la sua stagione e richiama sulle sponde di questi impianti una quantità davvero alta di pescatori, sia agonisti ben preparati che, soprattutto, appassionati di pesca. Proprio in vista dell’inizio della stagione invernale laghettara abbiamo organizzato una sessione di pesca con Paolo Grignani del negozio Acqua Azzurra di Villanterio per presentare e testare sul campo alcuni dei migliori prodotti per la trota lago della ditta Milo. Assieme a Paolo abbiamo avuto il piacere di ospitare anche Stefano Sozzani e Matteo Marin, componenti della squadra A dell’Acqua Azzurra Team Milo che quest’anno ha ben figurato nel Trofeo di Serie A1 di pesca al colpo. Per quanto riguarda la location la scelta è stata quella di sfruttare l’impianto dei Laghi di Tuna in provincia di Piacenza, famosissimo tra gli appassionati di pesca alla trota essendo davvero ben gestito e soprattutto sempre ricco di pesce, con la presenza di esemplari di grossa taglia fino ed oltre i dieci chilogrammi di peso. I Laghi di Tuna si trovano a soli mezz’ora di strada di strada dal negozio di Paolo ed è la location più ideale per poter vedere in azione canne, filo ed inneschi finti realizzati dall’azienda Milo. Nata inizialmente come una pescata di presentazione delle sole canne, si è trasformata nella conferma di quanto siano validi i piccoli Ondulanti Leaf Kamagotchi. Come avrete già letto nel precedente servizio di recensione, si tratta di piccoli ondulanti realizzati quest’anno da Milo appositamente per la pesca in laghetto alle trote con la tecnica dello spinning. Naturalmente si tratterebbe di spinning ultra light, con canne molto sensibili, lanciando a pochi metri da riva, zona in cui normalmente stazionano gli esemplari di taglia maggiore. Pochi sanno però che questi ondulanti, dal peso che varia tra 1.3 grammi e 3 grammi, possono essere associati alle classiche canne da trota lago utilizzate per la pesca con la bombarda e la camola come innesco. Ecco, la bombarda rimane la stessa, ma a cambiare è ciò che si attacca al termine del finale; non più l’amo con la camola o i grub siliconici o ancora i falcetti o la pasta, ma bensi una piccola girella con moschettone a cui andrà attaccato il Leaf. Solo in questo modo sarà possibile lanciare a grandi distanze questi interessanti artificiali. Un’idea che in pochi hanno avuto, ma che ha riscosso subito successo in termini di catture, con le trote dei “Tuna” che hanno attaccato di continuo ai Leaf. Il gioco per farli fruttare al meglio è quello di cambiare continuamente colorazione e peso per imprimere curiosità al pesce. Per la cronaca, degli otto colori già esistenti, è notizia dell’ultima ora l’aggiunta di quattro nuove colorazioni ovvero bianco, nero, oro e argento. Viste le temperature ancora relativamente calde la scelta è stata di pescare a galla con delle bombarde galleggianti G1.

Diverse le opzioni da considerare: primo tra tutti le classiche camole del miele innescate due per amo, una calzata ed una a penzoloni su ami del n.2 o 4. Oppure altra alternativa quella dell’aggiunta del grub siliconico sul filo per tenere l’esca più sollevata se si dovesse pescare prossimi al fondale. Due soluzioni queste, assieme all’aggiunta della pasta, che hanno dato dei buoni risultati in termini di catture ed attacchi. Il recupero del mulinello avviene in maniera lenta e costante, facendo in modo che l’esca abbia una particolare rotazione che attragga il pesce.

Ma è stato quando si è deciso di cambiare completamente esca e passare ai piccoli Ondulanti Leaf Kamagotchi che si ha avuto un deciso cambio di catture. Il recupero deve avvenire in modo diverso, non troppo lento, altrimenti l’artificiale non lavora bene, nè troppo veloce. Trattandosi di un ondulante è sempre buona cosa effettuare dei piccoli cambi di ritmo nel recupero e muovere la canna ritimicamente per dare un movimento particolare all’esca.

Bene si sono comportate le canne della serie Strabilya Trout, delle vere e proprie top di gamma realizzate in super alto modulo di carbonio. Canne dal prezzo decisamente interessante se raffrontate con la qualità. Al tempo stesso sono leggerissime, ma molto robuste e concepite per tutte le esigenze, dalla pesca a galla vicino a riva a quella con bombarde di peso importante per raggiungere le grandi distanze nei laghi di grosse dimensioni e quando il pesce tende a raggrupparsi in profondità. In totale sono ben tredici le canne della serie Strabilya e per tutte le informazioni vi consigliamo di andare sul catalogo online del sito Milo.it Montate sulle Strabilya Paolo, Stefano e Matteo hanno deciso di utilizzare come mulinelli i SIF 35 e 40. Un mulinello a frizione anteriore indicato per diverse tipologie di pesca tra cui proprio la trota laghetto, oltre ovviamente alla bolognese, canna all’inglese e spinning.Presenta il corpo in alluminio di color madreperla, il line roller antorsione in titanio e bilanciato al computer. Monta sette cuscinetti a sfera più uno a rulli in supporto all’antiritorno.

Tutti prodotti questi che potrete trovare da Acqua Azzurra di Paolo Grignani a Villanterio. Si ringrazia Franco dei Laghi di Tuna per l’ospitalità

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