Ci sono catture che non si cercano, ma che arrivano quando meno te lo aspetti, trasformando una normale sessione di spinning in un ricordo indelebile. È quanto accaduto recentemente nel porto di Katakolon, in Grecia: un porto creato all’interno di una bellissima baia tranquilla, che racchiude un ambiente particolare e ricco di vita.
L’attrezzatura per una battuta “normale”
Matteo inizia la sua battuta di pesca portando con sé un’attrezzatura mirata a insidiare serra, spigole e lecce amia, che aveva già avvistato più volte girare nel porto. Per l’occasione sceglie una Favorite X1 Travel 764MH (8–32 g), una canna da viaggio compatta, elastica e divertente, pensata per artificiali di media taglia.
La combo è completata da un Daiwa Ballistic HD 4000, armato con trecciato da 0,18 mm e finale in fluorocarbon da 0,40 mm. Una configurazione perfetta per i predatori tipici del Mediterraneo costiero, ma non certo per affrontare avversari di taglia XXL.
L’attacco inaspettato
Eppure, proprio in questo scenario, arriva l’attacco inatteso: una ricciola di tutto rispetto aggredisce l’artificiale, trasformando la pescata in una sfida adrenalinica.
La X1 Travel, pur non essendo una canna progettata per approcci estremi, come spinning pesante offshore o shore jigging (tecnica più specifica per la ricciola), ha dimostrato una sorprendente riserva di potenza. Nonostante le sue quattro sezioni, spesso considerate punti critici, la canna ha mantenuto un’ottima tenuta in piega, permettendo di gestire le fughe del pesce senza cedimenti.
La gestione del combattimento
Grazie alla frizione fluida del Daiwa Ballistic HD, il pesce ha potuto scaricare le sue fughe più potenti, mentre Matteo ha saputo mantenere la canna sempre nell’angolo corretto, senza stressarla nei punti di giuntura.
Il risultato è stato un combattimento lungo, emozionante, concluso con successo: la ricciola è stata portata a guadino. Una cattura che con attrezzatura così leggera acquista un valore doppio, perché testimonia sia la bravura del pescatore, sia la qualità costruttiva della canna.
Una lezione da ricordare
La bellezza di questo episodio non risiede soltanto nella ricciola in sé, ma nelle condizioni della cattura:
- canna da 8–32 g,
- trecciato 0,18 mm,
- finale 0,40 mm,
in un porto creato per le barche da crociera, non certo per i predatori pelagici.
Un mix che, sulla carta, avrebbe dovuto rendere impossibile il successo. E invece, grazie a tecnica, pazienza e a una canna che ha dimostrato di saper dare molto più di quanto dichiarato, il sogno si è trasformato in realtà.
Conclusione
La cattura di Matteo è la dimostrazione che, in pesca, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. La Favorite X1 Travel si è rivelata all’altezza di una sfida ben oltre le sue specifiche, confermando la qualità della serie e regalando un ricordo che resterà impresso per sempre.
A volte le catture più belle sono proprio quelle che non si cercano, ma che arrivano quando meno te lo aspetti.
PS: Ricordiamo a tutti che la canna non è stata progettata per la pesca sui grandi predatori. 😉😉😉😉