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Un'estate al…..Lago di Varese

IL LAGO DI VARESE

Chi se la ricorda la prova del campionato regionale lombardo che si svolgeva sui campi di Sesto Calende e Lago di Varese? Per alcuni anni è stata questa l’opzione per la gara di settembre finchè non fu deciso di “sopprimere” il Lago di Varese a causa della scarsa pescosità in favore del Lago di Lugano.

Un peccato considerando quanto fosse interessante dal punto di vista tecnico e della pescosità il lago a forma di scarpa. Un tempo anche la sezione Fipsas di Milano organizzava una gara del vecchio Zonale Ovest, oltre a diversi provinciali di Varese. Negli ultimi anni la stessa provincia varesotta ha continuato ad organizzare alcune gare valide per i propri campionati con risultati non molto soddisfacenti. Il lago ha subito dei gravi problemi di inquinamento che hanno determinato la scomparsa del pesce, ma con il passare del tempo sembra che tutto sia stato superato ed il pesce ha ricominciato a popolare le zone limitrofe alla sponda specialmente nel periodo estivo. Gavirate, Oltrona al Lago, Biandronno alias Trampolino. Questi erano i vecchi campi gara utilizzati per la maggior parte delle manifestazioni e, a parte il terzo, in tutti la pesca si effettuava in acqua con stivaloni e pedana. Adesso in molti di questi picchetti è diventato impossibile pescare a causa dell’espansione di ninfee e cannette, le quali hanno chiuso ogni passaggio per la pesca da riva. In compenso hanno creato un ottimo habitat per i tanti predatori che abitano queste acque tra cui black bass, lucci, persici e perca, oltre ai persici sole che sembrano essere presenti in buona quantità, diversamente dai vicini laghi di Lugano e Maggiore. Insomma, degli spot ideali per gli amanti della pesca a spinning.

Erano alcuni anni che mi arrivavano all’orecchio notizie di belle pescate di scardole e carassi sul “Varese” e nell’ultimo biennio ho covato il desiderio di farmi anche io un giro su questo lago. Finalmente quest’estate sono riuscito ad organizzare delle uscite di pesca nel mese di agosto, sempre in seguito a buone notizie sulla pescosità. Posto prescelto è stato Gavirate, teatro ultimamente di alcune gare che hanno portato a risultati molto interessanti. Le sessioni di pesca sono state due, effettuate con due tecniche differenti tra loro. La prima all’inglese insieme ad un paio di amici, che recentemente hanno partecipato al Club Azzurro Under 23, pochi giorni prima di ferragosto. Un’uscita di pesca in una giornata in cui una persona normale sarebbe rimasta seduta sul divano visti i forti temporali che si stavano scatenando nella zona; eventi che non hanno spaventato dei malati di pesca come noi che hanno voluto comunque sfidare il meteo. Giust’appunto una pausa di un’oretta per aspettare che si concludesse un temporale condito di tuoni e soprattutto fulmini che si sono scatenati sopra la nostra testa scaricandosi anche in lago. Un evento atmosferico che sembra non aver disturbato per niente i pesci, anzi, forse hanno tratto vantaggio dal movimento dei primi strati di acqua e a nuovo ossigeno. La pescata è stata più che soddisfacente anche senza pesci di taglia eccessiva. Principalmente le catture sono stati gardon fino a 3 – 4 etti, diversi persici reali della lunghezza di meno di una spanna e alcune scardole da mezzo chilo. Il tutto pescando a circa venti – venticinque metri da riva con una profondità tra un metro ed un metro e mezzo, galleggianti di peso non inferiore ai 16 grammi per contrastare la forte corrente superficiale che spostava facilmente il galleggiante. Molto importante è stata la costanza nella precisione della pasturazione; il pesce ci ha messo un po’ ad entrare, ma nel momento in cui è arrivato nella macchia di pastura a galla, non è più andato via. Un problema anche per noi visto che ci stavamo divertendo non poco.

La seconda sessione di pesca è stata effettuata verso la fine del mese di agosto, dopo un periodo di instabilità meteorologica con diversi temporali che la sera si sono abbattuti su tutta l’area compresa tra Milano e le Prealpi. Questa volta abbiamo cambiato tecnica passando dalla pesca al colpo con la canna all’inglese al feeder. Anche in questo caso il posto prescelto è stato Gavirate, distante un centinaio di metri rispetto allo spot della prima uscita. Naturalmente rispetto a prima di ferragosto la pescata è stata effettuata fuori dall’acqua. Ad accompagnarmi l’amico Fabio Mosele della società Lenza Mantovana Daiwa con la quale ha conquistato la medaglia di bronzo alla Coppa Italia per squadre di Feeder ad aprile ed iscritto alla sezione LBF Ticino. I laghi del nord Italia poco si prestano alla pesca con il pasturatore a causa delle grandi profondità che raggiungono, ma il Lago di Varese rappresenta un discorso a parte e si avvicina molto ai laghi briantei che non arrivano ad avere fondali molto profondi vicino a riva. In questo caso il fondale ha una pendenza lieve al punto che si arriva ad un massimo di tre – quattro metri di profondità ad una trentina di metri dalla banchina. Così è stato a Gavirate. Di norma in questi punti tendono a stazionare i pesci di maggiore dimensione come carassi e tinche. Lo svantaggio del feeder è che se i gardon e le scardole si trovano in superficie si potrebbe incontrare dei problemi a vedere qualche mangiata. La soluzione è quella di effettuare una buona pasturazione con pastura compressa nel cage in modo che non lasci una scia durante la discesa verso il basso. Fabio è un assiduo conoscitore del luogo e sa bene come si catturano i pesci in questo specchio d’acqua. Non è un caso che abbia deciso di darmi appuntamento alle 18 e non durante la giornata; questo perché i pesci del Lago di Varese tendono ad entrare in maggiore attività verso il tramonto. Ed in effetti devo ammettere che così è stato. E’ stata la prima volta che pescavo a feeder su di un lago naturale come questo e c’è da dire che non è affatto semplice come possa pensare. Se qualcuno pensa che non è molto differente da un classico laghetto privato, beh si sbaglia di grosso. Riferimenti non ce ne sono e per non sbagliare la zona di pesca diventa obbligatorio l’uso della clip sulla bobina e tanta precisione nel lanciare dritti a sé. Giusto per dare due informazioni tecniche, in un lago la corrente è limitata sul fondo quindi la scelta del peso da utilizzare dipende dalla distanza dove si vuole pescare. E’ importante sapere che il pesce vuole una ricca pasturazione quindi spesso più il pasturatore è grosso di dimensione, meglio è. Il method è un’alternativa interessante, ma non sempre porta al successo. Di norma è meglio un classico cage a gabbietta, sia con il piombo terminale sia con il piombo laterale. Pescando con il finale appoggiato sul fondo permette l’uso di terminali di dimensioni maggiori, importanti anche nel caso ci si imbatta in grosse carpe o tinche, senza parlare dei possibili siluri presenti nel lago. Tornando a questa seconda giornata (o meglio serata) di pesca, purtroppo il pesce non ha risposto come le altre sere, anche a causa dei temporali che si sono scatenati proprio il giorno prima, ma non posso dire di essere rimasto deluso. Anzi, sono rimasto positivamente sopreso dai tanti carassi che sono usciti con il buio, catturati dai figli di Fabio. Carassi che si sono dimostrati molto combattivi, quasi come se fossero carpe. D’altronde in ambiente naturale il comportamento dei carassi è ben differente dal carpodromo o dai canali in cui svolgiamo annualmente le gare.

Dire che il Lago di Varese è tornato un posto dove fare le gare forse è un po’ eccessivo, d’altro canto si può dire che è sicuramente un ulteriore specchio d’acqua da provare, naturalmente dopo aver avuto la sicurezza della presenza di pesce nel sottoriva.

Attenzione che in provincia di Varese è obbligatorio essere muniti di tesserino segnapesci. E’ un tesserino gratuito che si può fare in tutti i negozi di pesca della provincia di varese ed in alcuni della provincia di Milano.

COME SI ARRIVA

Raggiungere la sponda del Lago di Varese è molto semplice. Percorrendo l’autostrada A8 Milano Varese l’uscita è quella di Buguggiate. La strada scende senza incroci verso il lago di Varese e le indicazioni da seguire sono quelle per Gavirate. Attenzione a due autovelox situati il primo sulla discesa verso il lago tarato a 90 km/h ed il secondo pochi chilometri dopo il cartello che indica l’entrata nel comune di Gavirate tarato sui 50 km/h.

COSA MANGIARE

Nonostante non esista un vero e proprio piatto tipico nella provincia di Varese, sono tante le trattorie nella zona del lago che possono offrire i funghi raccolti nelle montagne circostanti insieme alla polenta o con il risotto o come sugo insieme a carne di selvaggina. Per quanto riguarda il pesce di lago non è molto consigliato a causa degli alti livelli di inquinamento del lago stesso. Non consigliati.

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