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AMBIENTE

Pesca illegale a Pescara: sequestrati 300 kg di tonno rosso nascosti su un gommone

29 Ottobre 2026 fishingmania 3 min di lettura
Copertina illustrativa con tonni rossi in mare e titolo sul sequestro di 300 kg di pescato a Pescara.

Tredici giovani esemplari scoperti dalla Guardia di Finanza al rientro nel porto fluviale. Il pescato, giudicato non idoneo al consumo, è stato distrutto. Un episodio che riporta l’attenzione sulla tutela della risorsa e sul rispetto delle regole.

Circa 300 chilogrammi di tonno rosso, per un totale di 13 giovani esemplari, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza a Pescara durante un controllo su un gommone da diporto. I pesci erano nascosti in un vano sottocoperta.

La notizia, pubblicata dalle testate locali il 28 ottobre 2026, riguarda un intervento avvenuto nel pomeriggio di sabato 24 ottobre. Secondo Abruzzo Speciale, ai responsabili sono state contestate sanzioni per complessivi 22mila euro. Fonte: Abruzzo Speciale.

Il controllo al rientro nel porto fluviale

Secondo la ricostruzione de Il Centro, le vedette V.1313 e V.909 avevano osservato un gommone uscire dal porto fluviale di Pescara nonostante le cattive condizioni meteomarine.

Insospettiti, i militari hanno atteso il suo rientro posizionandosi tra i pescherecci ormeggiati nel canale d’ingresso. Dopo circa un’ora e mezza, il natante è stato intercettato mentre risaliva il fiume a velocità sostenuta.

L’ispezione ha portato al ritrovamento dei tonni occultati a bordo e al sequestro del pescato nell’ambito dell’attività di contrasto alla pesca illegale. Fonte: Il Centro.

Perché il pesce sequestrato è stato distrutto

Dopo il sequestro, i tonni sono stati esaminati dai medici del Servizio veterinario della Asl, che li hanno giudicati non idonei al consumo alimentare e ne hanno disposto la distruzione. Fonte: Notizie d’Abruzzo.

Le informazioni consultate non precisano la ragione sanitaria del giudizio. Non è quindi possibile attribuirlo a uno specifico problema di conservazione o alla presenza di contaminanti.

È una distinzione necessaria: l’irregolarità della cattura e l’idoneità alimentare sono aspetti diversi. In questo caso, oltre alla violazione delle norme sulla pesca, è intervenuta una valutazione veterinaria che ha escluso il consumo del prodotto.

Tonno rosso: il valore ambientale dei giovani esemplari

Il tonno rosso, Thunnus thynnus, è oggetto di un sistema internazionale di gestione che comprende limiti di cattura e misure di conservazione. Il problema della pesca illegale riguarda anche la capacità di far rispettare questo sistema.

La protezione degli esemplari giovani ha un significato preciso: consentire ai pesci di crescere e contribuire alla riproduzione della popolazione. Nella sintesi scientifica ICCAT 2024-2025, il comitato assume, ai fini delle valutazioni, che il tonno rosso dell’Atlantico orientale e del Mediterraneo contribuisca pienamente alla riproduzione a cinque anni, segnalando anche le incertezze ancora presenti sulla biologia riproduttiva.
Fonte: ICCAT, sintesi scientifica sul tonno rosso.

Questo dato non permette di stabilire l’età o la maturità dei singoli tonni sequestrati a Pescara. Aiuta però a comprendere perché la gestione della specie consideri anche la taglia degli animali catturati.

Le regole europee e la pesca ricreativa

Il Regolamento (UE) 2023/2053 del 13 settembre 2023, nel testo consolidato al 14 maggio 2026, stabilisce all’articolo 19 il divieto generale di catturare e detenere tonni rossi sotto le soglie di 30 kg o 115 cm di lunghezza alla forca, prevedendo deroghe specifiche per determinate attività autorizzate.

Per la pesca ricreativa, l’articolo 24 prevede autorizzazioni dedicate, un massimo di un esemplare al giorno per imbarcazione e il divieto di commercializzare le catture. Queste disposizioni vanno lette insieme alle quote, alle aperture e alle eventuali chiusure applicabili.
Fonte: Regolamento (UE) 2023/2053, testo consolidato.

Le fonti consultate non riportano le misure di ciascun pesce sequestrato né il dettaglio completo delle contestazioni. La definizione di “giovani esemplari” non basta, da sola, a ricostruire ogni violazione.

Tutelare la risorsa significa tutelare anche chi rispetta le regole

Il ritrovamento a bordo di un gommone da diporto non consente di estendere il giudizio all’intero mondo della pesca sportiva. Richiama invece la necessità di distinguere le attività autorizzate dai comportamenti illegali.

Per chi pratica la pesca responsabilmente, autorizzazioni, limiti e comunicazioni delle catture fanno parte della gestione della risorsa. Aggirare questi obblighi compromette l’efficacia delle misure di tutela e penalizza chi le rispetta.

Il caso di Pescara lascia anche un dato concreto: tredici tonni prelevati dal mare sono stati successivamente destinati alla distruzione. Alla perdita di fauna marina si aggiunge così l’impossibilità di utilizzare il pescato per l’alimentazione.

Per la tutela dell’ambiente marino, contrastare la pesca illegale significa intervenire su entrambe le conseguenze: limitare i prelievi irregolari e impedire che prodotti non idonei raggiungano i consumatori.

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